Al Campania Teatro Festival 2025, la regista Gina Merulla propone, sul meraviglioso palco del Teatro Mercadante, la sua personalissima, originale e innovativa versione dell’Otello shakespeariano: ‘Il volto di Otello’
L’originalità de ‘Il volto di Otello’ sta nella completa assenza di scenografia: in scena non vi è alcun elemento scenografico ma solamente i celebri protagonisti della tragedia shakespeariana, Otello (Mamadou Dioume), Iago (Fabrizio Ferrari), Desdemona (Lorenza Sacchetto), Cassio (Andrea Vellotti) e Roderigo (Marco Chiappini).

Non serve altro per riempire il palco e catapultare il pubblico nella struggente storia che vede un subdolo e manipolatore Iago insinuare nella mente di Otello il dubbio che la sua amata Desdemona abbia una storia con Cassio. Solo una grande e simbolica rete apparirà ad un certo punto, dove tutti i personaggi ne saranno preda, ognuno incastrato nei propri oscuri desideri.
Il volto di Otello: il corpo parla
Un altro elemento di rottura risiede nelle molteplici e appassionate partiture fisiche, vere e proprie coreografie emotive che sostituiscono la parola, di cui è composta la versione della Merulla.
Molto della storia infatti è raccontato attraverso movimenti fisici, quasi a voler esprimere allo spettatore il sentimento più intimo e profondo del personaggio piuttosto che i fatti in sé.
Sì, perché la storia di Otello è completamente guidata da emozioni scure e abissali e il corpo, se usato in maniera così ritmica e quasi matematica come in questo caso, è il migliore strumento per poter esprimere sensazioni forti. Il pathos è quindi potenziato da musiche coinvolgenti e poetiche.
Amare ed essere amata
Desdemona senza volto è il terzo elemento di innovazione in questa opera di produzione del Teatro Hamlet: Desdemona simbolo di una donna trattata come un oggetto e come mezzo per arrivare ad altri scopi.
Eppure la Desdemona de ‘Il Volto di Otello’ manifesta profondità con tutto il resto del corpo: la bravura della Sacchetto si traduce in un presenza scenica vibrante che non ha bisogno del volto per comunicare tutta la sua tragicità per essere vittima delle gelosie degli uomini. Lei, che avrebbe voluto solo amare ed essere amata.
Merulla, dunque, indaga con mestria e grande sicurezza le oscurità più recondite dell’essere umano, una discesa agli inferi, senza paura di cadere e di farsi male, e la platea dovrà ammettere, anche solo tra sé e sé nel buio della sua poltrona, che quel mostro malvagio e desideroso di distruzione è dentro ognuno di noi.
Luisella Polidori
Campania Teatro Festival 2025
Il volto di Otello
8 luglio
Teatro Mercadante | Napoli
da William Shakespeare
Traduzione e adattamento Gina Merulla
Regia Gina Merulla
con Mamadou Dioume e Fabrizio Ferrari
e con Lorenza Sacchetto, Andrea Vellotti e Marco Chiappini
Produzione Teatro Hamlet APS
