L’Editoriale

di Annalisa Civitelli

SOS Adolescenti

Eccoci tornati dopo tanto tempo. Ci siamo presi una lunga pausa, quasi costretti dalle solite notizie e dal non sapere più che cosa comunicare sui nostri canali. Pensavamo fosse quasi tutto risolto e che con i vaccini il Covid potesse estinguersi, invece pare che la variante Delta stia intensificando la sua presenza sui territori nazionali e non.

Potremmo tuttavia goderci l’estate solo se vaccinati e se in possesso del Green Pass che permetterà di farci viaggiare con più libertà rispetto all’anno scorso. Purtroppo però persistono ancora le ricerche rivolte alle persone sessantenni che non si sono vaccinate e che quindi corrono rischi per loro stesse, recando danno anche agli altri.

Durante questa assenza comunque siamo stati tartassati da ogni genere di notizia e quello che affiora sempre più in modo evidente è che i ragazzi soffrono. A volte la causa è la solitudine, altre i giovani riversano la loro rabbia verso i più deboli. Emerge dunque un disagio sociale non proprio allegro, bensì violento e poco rassicurante. 

Nel periodo pandemico non si è sentito però tanto parlare dei suicidi dei ragazzi, neanche delle tante richieste da parte delle famiglie del sostegno psicologico, che ha invaso, per esempio, l’Ospedale Bambin Gesù di Roma. 

Ma la colpevole di questi avvenimenti non è solo la sensazione di essere rimasti soli durante il lungo periodo del lockdown, ma anche il bullismo rivolto ai giovani gay (per esempio) che non si sentono adatti a vivere in questo mondo, perché non si sentono accettati. 

Sono aumentati in effetti i disturbi del sonno, dell’ansia e della depressione provocati appunto dalla chiusura totale ma che ora pongono i fatti su piani ben diversi; autolesionismo e tentativi di suicidio inoltre hanno indotto gli adolescenti a esprimersi in qualche modo: ora, sebbene si navighi a vista, c’è troppa libertà e il virus attacca i più giovani dai 28 anni in su.

Anche la DAD non è stata affatto un salvagente: non è risultata né efficace né risolutiva; i professori non sono stati in grado di mantenere il passo con la tecnologia. Di conseguenza si è riscontrata una regressione rispetto l’istruzione dei ragazzi, e attualmente si riapre la discussione delle aperture delle aule scolastiche a settembre, per la questione vaccini che tocca i professori da vicino.

Insomma, il quadro non è affatto idilliaco e il governo discute sull’inutilità di alcune realtà poco rilevanti.

E noi come reagiamo?

Ce ne accorgeremo con il tempo: l’Inghilterra intanto riapre le porte con un grande interrogativo davanti a sé. Il Nord Europa è scosso dalle inondazioni che hanno devastato paesi interi e pertanto l’emergenza climatica bisogna cominciare ad ascoltarla seriamente.

Ma rimandiamo l’appuntamento con questo argomento alla prossima settimana.