‘Hokusai – Il grande maestro dell’arte giapponese’, protagonista di una rassegna senza precedenti, si è aperta a Roma il 27 marzo scorso a Palazzo Bonaparte di Roma. Un’immersione totale nell’arte giapponese in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, fino al 29 giugno prossimo
In questi ultimi mesi Roma, e i romani, hanno manifestato un sincero interesse per l’arte del Sol Levante, nella fattispecie per l’incisione, e specialmente per la xilografia, tecnica decisamente ecologica in quanto utilizza matrici di legno naturale, colori ad acqua e carta fabbricata a mano.

Serie: “Trentasei vedute del Monte Fuji”
Stampa xilografica a colori su carta, 25,3×37,5 cm
Museo Nazionale di Cracovia
Del resto, le mostre “Ukiyoe. Il Mondo Fluttuante. Visioni dal Giappone”, presentata a Palazzo Braschi nel 2024, e “Gli Shinhanga – Una rivoluzione nelle stampe giapponesi”, ospitata ai Musei di San Salvatore in Lauro nel 2025, hanno registrato un successo di pubblico sorprendente. Un risultato che il grande allestimento dedicato a “Hokusai – Il grande maestro dell’arte giapponese”, nelle sale di Palazzo Bonaparte, sembra destinato a superare.
Arthemisia produce e organizza la mostra con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia, del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma. La curatrice Beata Romanowicz ha realizzato il progetto grazie alla collaborazione del Museo Nazionale di Cracovia, che custodisce una straordinaria collezione di opere di Hokusai, rinomata persino in Giappone, e che per la prima volta concede questi lavori in prestito per una mostra nel nostro Paese.
Hokusai: l’arco creativo dell’artista
Le oltre 200 opere esposte, ripercorrono l’intero arco creativo dell’artista, dall’ormai iconico capolavoro costituito da “La Grande Onda di Kanagawa” alle “Trentasei Vedute del Monte Fuji”, da “Le cinquantatré stazioni del Tokaido” a “Un viaggio tra le cascate di varie province”, dalle “Cento poesie di cento poeti” spiegate dalla balia alle ricche scene di vita quotidiana, dai ritratti muliebri a quelli dei samurai e degli attori, dagli autoritratti – fortemente ironici – ai Manga, vere e proprie stampe innovative, fino agli album illustrati a motivi decorativi.

Serie: “Trentasei vedute del Monte Fuji”
Stampa xilografica a colori su carta, 25×37,5 cm
Museo Nazionale di Cracovia
Inoltre, il racconto di questo affascinante viaggio attraverso la grafica ukiyo-e si arricchisce di libri rarissimi, bozzetti, dipinti su seta e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade antiche, strumenti musicali e raffinati costumi tradizionali – kimono, giacche haori e fasce obi – che contribuiscono a creare una vivida atmosfera sospesa tra quotidianità e spiritualità.
La mostra include anche filmati esplicativi, oltre a una serie di effetti scenici e visivi. Particolarmente efficace risulta la saletta degli specchi, dove il visitatore si immerge nelle immagini in movimento proiettate in grande formato, vivendo un’esperienza suggestiva all’interno dell’universo figurativo dell’artista di Edo.
Il rispetto per la natura e il paesaggio
Katsushika Hokusai (1760-1849), riconosciuto a livello universale come uno dei più grandi artisti nipponici di tutti i tempi, è stato uno dei protagonisti della splendida epoca Edo (1603-1868) che vide la maggiore fioritura della cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, creando nuovi valori per l’arte classica giapponese.

Serie: “Trentasei vedute del Monte Fuji”
Stampa xilografica a colori su carta, 25,7×37,7 cm
Museo Nazionale di Cracovia
È importante ricordare che Edo, più tardi ribattezzata Tokyo, e divenuta capitale proprio nel 1868, costituisce lo scenario prevalente del movimento artistico prima menzionato, caratterizzato perlopiù dal rispetto maniacale nei confronti della natura e del paesaggio.
Infatti, nell’universo di questo prolifico pittore e incisore prevalgono gli ambienti naturali, il movimento dell’acqua, le figure femminili e la vita del popolo giapponese ritratti in un’aura poetica e con una potenza visiva e una fantasia cromatica assolutamente innovativa, talmente moderna da diventare, nella seconda metà del XIX secolo, fonte di ispirazione per tutta l’arte occidentale a partire da Monet e Degas, Van Gogh e Gauguin, e per tutti gli artisti dell’Impressionismo e del Post-impressionismo – perfino per il compositore Claude Debussy -, fino a dare origine a un vero e proprio movimento artistico, conosciuto come “Japonisme”.
Il movimento naturale degli elementi
I canoni estetici provenienti dall’Estremo Oriente dunque sono stati integrati con facilità dall’arte figurativa europea grazie alle affinità tematiche tra le stampe ukiyo-e e la pittura della seconda metà dell’Ottocento, caratterizzata da soggetti come il traffico di uomini e veicoli per le strade cittadine, le gite in barca e in campagna, le colazioni sull’erba dei parchi, le scene di spettacoli circensi o teatrali, le donne di varie classi sociali fotografate nell’intimità della vita quotidiana e nelle loro variegate attività.

Serie: “Cento poesie di cento poeti spiegate dalla balia”
Stampa xilografica a colori su carta, 24,9×36,3 cm
Museo Nazionale di Cracovia
Ma anche la sospensione del tempo, la descrizione della solitudine, del dolore e della fugacità dell’esistenza costituiranno un ambito comune.
Noto a livello mondiale soprattutto per la “Grande Onda di Kanagawa”, realizzata dopo i settant’anni, Hokusai spese interamente la propria vita creativa (fu anche un pregiato scrittore e fine poeta di haiku) cercando di rappresentare il movimento naturale degli elementi, da fiumi e mari alla vetta del Monte Fuji, dal volo degli uccelli e degli insetti ai gesti degli esseri umani, sempre alla ricerca della perfezione.
Egli sosteneva che la grandezza artistica si potesse raggiungere solo con l’età, affermando a 75 anni di aver finalmente “capito qualcosa” e giurando che, se fosse vissuto fino ai 100 anni e oltre, avrebbe creato opere divine: “Se il Cielo mi concedesse ancora dieci anni […] anche solo cinque anni in più sarei potuto divenire un vero artista“.
La tecnica dell’incisione
Con Hokusai (e Hiroshige, Utamaro, Kuniyoshi, Eizan e altri) la xilografia giapponese si è rivelata una tecnica di incisione artistica straordinaria, che ha raggiunto i vertici della produzione grafica mondiale, e ha saputo ottenere una gamma cromatica vastissima (un discorso a parte meriterebbe l’uso del celebre blu di Prussia) e una qualità eccezionale nonostante la considerevole quantità di copie stampate per ciascuna immagine.

Serie: “Trentasei vedute del Monte Fuji”
Stampa xilografica a colori su carta, 25×37,3 cm
Museo Nazionale di Cracovia
“La grande onda”, ad esempio, non è nata come opera unica, esclusiva, in quanto destinata all’ampia diffusione tra i collezionisti e i semplici appassionati.
E proprio questa serialità le consentì di arrivare nel Vecchio Continente, influenzando profondamente l’arte e la cultura visiva occidentale.
L’opera, così, è oggi considerata un’icona pop, alla stregua delle “Lattine di zuppa Campbell’s” di Andy Warhol; tuttavia non va dimenticato che essa deve la sua popolarità anche e soprattutto alla forza rappresentativa della natura contrapposta alla fragilità degli esseri umani: la potenza dell’onda ruggente in primo piano, con le barche dei pescatori minacciate di finire inghiottite dai marosi, e l’indifferente immobilità del monte Fuji sullo sfondo.
Claudio Lugi
Foto: Claudio Lugi
Hokusai
Il grande maestro dell’arte giapponese
Dalla Collezione del Museo Nazionale di Cracovia
Palazzo Bonaparte | Roma
dal 27 marzo al 29 giugno
Arthemisia | Mostre Palazzo Bonaparte | Roma
Orari
Lunedì-giovedì: 9.00 – 19.30
Venerdì-domenica: 9.00 – 21.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Aperture straordinarie
Domenica 5 aprile 9.00–21.00
Lunedì 6 aprile 9.00–21.00
Sabato 25 aprile 9.00–21.00
Venerdì 1° maggio 9.00–21.00
Lunedì 1° giugno 9.00–21.00
Martedì 2 giugno 13.00–21.00
Biglietti
Intero € 17,00
Ridotto € 16,00
Informazioni e prenotazioni: +39 06 87 15 111
