Fino al 17 maggio, il teatro Ambra Jovinelli di Roma ospita ‘Tutti gli uomini che non sono’, lo spettacolo con cui Paolo Calabresi ripercorre alcuni degli episodi più folli e sorprendenti della propria carriera, costruendo una drammaturgia capace di muoversi con equilibrio tra comicità e dimensione intima
Attore tra i più amati e versatili del panorama italiano, Paolo Calabresi torna in scena raccontando le incredibili infiltrazioni che lo hanno reso celebre agli inizi degli anni Duemila, quando riusciva a impersonare star hollywoodiane, religiosi e alti funzionari senza destare alcun sospetto. Tra gli episodi più noti c’è quello del gennaio 2000, quando riuscì persino a entrare allo stadio San Siro di Milano spacciandosi per Nicolas Cage.

Quello che potrebbe sembrare soltanto una brillante storia di travestimenti e furti d’identità si rivela però qualcosa di più personale: nel corso dello spettacolo, infatti, Calabresi mostra come la necessità di trasformarsi nascesse anche come riflesso di un periodo difficile della sua vita privata.
Il racconto si apre così a riflessioni più profonde, toccando fragilità, crisi personali e le inevitabili conseguenze che quel gioco ha avuto anche sul rapporto tra Paolo e sua moglie.
Tutti gli uomini che non sono: un racconto autentico
Il testo alterna continuamente registri diversi: nei momenti più serrati il ritmo ricorda quello della stand-up comedy, mentre nei passaggi più intimi sembra di assistere a una confessione privata colta per caso. È proprio questo costante cambio di tono a mantenere viva l’attenzione e a dare autenticità alla narrazione.
Ad accompagnare Calabresi in scena c’è anche Carolina Di Domenico, che interpreta Fiamma, moglie del protagonista. La sua presenza funziona come contrappunto alla vitalità irrequieta di Paolo: la Di Domenico restituisce una figura lucida, equilibrata e soprattutto umana, restituendo al personaggio una sensibilità tutt’altro che scontata.
Si ride nella malinconia
Il punto di forza dell’opera resta comunque la prova di Calabresi, che evita sempre di trasformare il proprio personaggio in una caricatura o in un osservatore superiore agli altri. Al contrario, si mette completamente dentro le sue contraddizioni, raccontando il desiderio di essere qualcun altro dall’interno di una fragilità condivisa.
‘Tutti gli uomini che non sono’ è divertente e malinconico, capace di divenire anche una dichiarazione d’amore al mestiere dell’attore e di riflettere sul sottile confine tra identità e interpretazione. Si esce dal teatro con una sensazione doppia e tipica dei lavori riusciti: aver riso molto, ma senza sentirsi davvero leggeri.
Gabriele Amoroso
Foto: Valeria Gifuni
Teatro Ambra Jovinelli
dal 6 al 17 maggio
Tutti gli uomini che non sono
dal libro omonimo di Paolo Calabresi
Scritto e diretto da Paolo Calabresi
con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico
Produzione Nuovo Teatro di Marco Balsamo
