Dal 7 al 10 maggio scorsi, il teatro Trastevere ha presentato al proprio pubblico ‘Lieto fine’, lo spettacolo firmato da Franca De Angelis che conclude la stagione 2025/26 della sala romana
In un bunker buio e claustrofobico sono rinchiuse tre donne: una regista cinematografica, una sceneggiatrice e la loro assistente; tre figure hanno l’incredibile compito, attraverso la loro creatività e il talento narrativo, di indirizzare le sorti dell’umanità coinvolta in un feroce conflitto mondiale.

Franca De Angelis firma ‘Lieto fine’, un curioso spettacolo teatrale che nella propria trama mette in parallelo il lavoro alla base di un lungometraggio per il grande schermo con le decisioni prese dai governi mondiali.
Lieto fine: tutte le facce di una crisi
L’idea, indubbiamente singolare, si sviluppa in un copione che accosta crisi geopolitica e crisi personali mentre, nello stesso tempo, analizza le infinite potenzialità di una mente creativa e capace di semplificare ciò che è complicato.
‘Lieto fine’, tuttavia, presenta una serie di fattori che lo rendono pieno di ombre e di domande, forse volutamente, senza risposta.
L’intreccio della storia è parecchio forzato e la ricerca continua delle metafore usate per descrivere i parallelismi che compongono la trama assomiglia più a un esercizio di stile che a un vero estro da parte dell’autrice.
Inoltre, le azioni della messinscena sono spesso quadrate e verbose, appiattendo la già poco spessa componente emotiva.
Un lavoro che non convince
Non convince pienamente neppure la regia di Christian Angeli, il quale firma un allestimento poco ispirato che stride parecchio con la natura distopica del testo e che non crea alcun dinamismo in scena, compromettendo in parte anche la bravura delle attrici.
Le tre interpreti del lavoro, infatti, Anna Cianca, Patrizia Bernardini e Vittoria Vitiello, mostrano una bella complicità e un’ottima padronanza del palco, riuscendo a conferire ai propri personaggi dei contorni verosimili e anche la capacità di farsi ben volere dal pubblico.
‘Lieto fine‘ è un’opera controversa, non completamente riuscita, che si fa apprezzare per l’omaggio fatto al genio dell’essere umano, ma che da un punto di vista drammaturgico non sembra davvero indovinata, apparendo come una rappresentazione intenzionata a gestire una materia più grande di quanto possa effettivamente fare.
Gabriele Amoroso
Foto: Leonardo Califano
Teatro Trastevere
dal 7 al 10 maggio
Lieto Fine
di Franca De Angelis
Regia Christian Angeli
con Patrizia Bernardini, Anna Cianca e Vittoria Vitiello
Aiuto regia Martina Sergi
Costumi Benedetta Nicoletti
Disegno luci Massimiliano Maggi
Progetto sonoro Leonardo Califano e Matteo Chiccoli
Scenografia Marco Cecchini
Assistenti alla regia, tecnici luci Leonardo Califano e Matteo Chiccoli
Assistente scenografo Roberta Pizzulli
