Fino allo scorso 16 novembre, il teatro Off Off di Roma ha presentato nel proprio cartellone ‘Silvio’, l’ultimo lavoro firmato dal giovane drammaturgo Giovanni Franci che, attraverso un copione dallo spirito virtuale e immaginifico, racconta un ipotetico giorno in più nella vita di Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi, uno dei personaggi più controversi della storia del nostro paese, è ormai prossimo alla morte: dividendosi fra letto e sedia a rotelle, l’ex Presidente del Consiglio è chiuso in una struttura nella quale riceve la visita dell’ex moglie, Veronica Lario, di un’infermiera che da tempo si prende cura di lui e di un giovane giornalista che raccoglie le sue ultime dichiarazioni.

Giovanni Franci è un autore prolifico e ormai prestigioso; il giovane autore romano ha uno stile preciso e riconoscibile che si riscontra perfettamente anche in questo suo nuovo lavoro: ‘Silvio’.
‘Silvio’ è un’opera che, come le precedenti di Franci, analizza con molta attenzione e lucidità una serie di aspetti che riguardano la storia di Roma in particolare e, in questo caso, di tutto il nostro paese.
Silvio: un uomo con due anime
Nella messinscena, la figura di Silvio Berlusconi viene disegnata con una doppia anima, simbolica da una parte e umana dall’altra, per diventare l’evocativo emblema di ciò che significa essere potenti in Italia.
Le 24 ore in più nella vita di Berlusconi, che Giovanni Franci immagina in questo suo copione, descrivono l’identità del discutibile protagonista con ironia, dissacrazione, ma anche pietà, senza voler però giudicare o conferire una sorta di riabilitazione di Berlusconi stesso.
30 anni di storia in una sola persona
Silvio Berlusconi rappresenta piuttosto la metafora dei profondi cambiamenti politici che hanno interessato il nostro paese negli ultimi trent’anni, ma anche una lunga serie di alterazioni morali, antropologiche e psicologiche proprie di tutti gli italiani in quello stesso periodo.
Nella sua essenza drammaturgica, ‘Silvio’ non è una satira, è invece una surreale commedia irriverente, nera, allegorica con una struttura che sembra ricordare il celebre “Canto di Natale” di Charles Dickens: Belrusconi appare infatti come un moderno Scrooge alle prese con le somme o le sottrazioni della propria esistenza.
Gabriele Guerra, l’interprete del Cavaliere, è probabilmente l’unica nota meno indovinata di questo interessante spettacolo: l’attore infatti tende a impersonare Berlusconi in modo piuttosto macchiettistico e, talvolta, anche poco convincente.
Più inquadrato è il resto del cast, formato da Tiziana Sensi, Priscilla Micol Marino e Riccardo Pieretti, i quali, proprio come i tre fantasmi del già citato racconto di Dickens, con una recitazione molto più verosimile e definita mettono alla prova la coscienza di Silvio.
Tuttavia, ‘Silvio’ resta un’opera di grande spessore che conferma ancora una volta il profondo spirito di osservazione di Giovanni Franci e che stimola il pensiero del pubblico verso nuove direzioni.
Gabriele Amoroso
Foto: Giovanna Onofri
Teatro Off Off
dal 12 al 16 novembre
Silvio
Scritto e diretto da Giovanni Franci
con Gabriele Guerra, Priscilla Micol Marino, Riccardo Pieretti eTiziana Sensi
Elaborazioni digitali Nuvole Rapide Produzioni
Direzione tecnica Umberto Fiore
Assistente Fabio Del Frate
