Con ‘Cara Vali’ , Chiara Centioni riporta in vita la psichedelica esistenza dell’artista Vali Myers. La prima opera letteraria dell’attrice, conduttrice, sceneggiatrice, è un romanzo autobiografico sincero nelle parole e nell’animo
“Appena hai cercato di prenderlo in braccio però, il cucciolo ti ha morsa: è in quell’istante che, nell’indomita creatura, hai riconosciuto tua figlia. Tu stessa ti sei sempre identificata in una volpe e definita “Vixen Queen”, e il fatto di avere ora come figlia Foxy legittima il tuo sentire.”
Edito da Castelvecchio, ‘Cara Vali’ racconta la storia di Chiara, ragazza nata e cresciuta nella provincia romana, e del tortuoso percorso nelle scelte che l’hanno portata a diventare l’adulta di oggi.

Ripercorrendo i ricordi delle sue aspirazioni tardo-adolescenziali, e delle frustrazioni subite quando scelte di altri adulti come il padre, non ne hanno permesso il pieno svolgimento, l’autrice mette insieme i pezzi che l’hanno resa la persona di cui andare fiera.
“Al contempo un dono e una condanna: la creatività inespressa diventa follia“
Consapevolezza e bias
Il romanzo appare come una carezza che Centioni concede finalmente a se stessa accettando, alla fine di un percorso lungo anni, che nella propria vita si possa cambiare idea, passioni, si possa cadere e rialzarsi, si possa persino scendere a compromessi senza doversene fare necessariamente una colpa.
Invece che stilista, o attrice, intraprende quasi per caso la carriera di presentatrice di televendite: un lavoro sicuro, ben pagato che sa svolgere bene, ma non appagante quanto vorrebbe.
Cara Vali: un incipit e un mantra
Si considera assodata che l’idea dell’esistenza lineare e perfetta sia superata, ma le infanzie foraggiate dai subdoli retaggi borghesi risentono ancora di bias difficilmente estirpabili.
Anche donne mature, con un bagaglio di esperienze alle spalle, con scelte consapevoli effettuate sulla base di presupposti forti, si trovano ad effettuare i conti con una latente coscienza che le mette in discussione.
È l’ultimo miglio che separa l’affermazione femminile dalla vera libertà di azione e di pensiero. Il processo è ancora in corso e doloroso, ma necessario per potersi presto compiere.
Produzioni letterarie come ‘Cara Vali’ confermano la presa di coscienza di un universo di donne che sanno quello che vogliono e lo affermano senza dover dare giustificazioni.
“Posso essere me stessa. Per me una novità assoluta dato che per tutta la vita ho creduto di dovermi allontanare da chi ero nella speranza di sentirmi più vicina al resto del mondo.”
L’incontro di due mondi
Sembrerebbe pretestuoso dare un connotato così forte a questa storia. Ma ‘Cara Vali’, sotto la scorza della rielaborazione autobiografica della vita della scrittrice, celebra proprio l’esistenza di una donna poderosa.
L’artista australiana Vali Myers, prima della rivoluzione sociale degli anni sessanta, decise di essere la prima artefice della sua vita, rendendola una vera e propria opera d’arte.
Dopo l’infanzia in Australia, Vali Myers gira il mondo, Europa, Usa, ma a Positano in Italia passa un lungo periodo di tempo vivendo in una valle sperduta. Circondata da animali, inizialmente con il suo primo marito, un architetto austriaco, e poi con il suo giovane amante italiano, Gianni Menichetti.
“Da quando Vali mi ha condotta su questo cammino all’insegna della fiducia totale nella vita e nell’istinto, incappo sempre più spesso in coincidenze.”
La Musa dai capelli rosso fuoco
La sua esistenza psichedelica, folle e fuori dagli schemi, alimenta ogni tipo di mito e legenda. Viene chiamata la Strega di Positano, non possiede nulla ma riesce a mantenere se stessa e molti animali nella valle.
La sua arte è amatissima dai più grandi personaggi del mondo dello spettacolo di quei tempi: Zeffirelli, Marianne Faithfull, Mick Jagger.
Le vite di Vali e di Chiara si incrociano per casualità, come spesso accadono i fatti delle nostre vite. Quando succede, però, Chiara si trova in uno stallo. Da molto tempo sente che non è lei a condurre la sua vita ma gli eventi hanno preso il sopravvento sulle sue decisioni.
E quanto è reale questa situazione! Dopo innumerevoli testi di autrici che in modo edulcorato raccontano esistenze all’apparenza mediocri, ma con una patina affascinante, finalmente leggiamo qualcosa di autentico.
“Un fallimento. In un istante realizzo che in effetti non ho un marito, dei figli e ora neanche lavoro/stipendio/status: è oggettivo, agli occhi di nonna e del resto del mondo sono un fallimento.”
Scelte alternative o borghesi
Chiara Centioni non si fa sconti nel mettersi a nudo, tuttavia fornisce una descrizione molto critica della sua vita. Nel suo sentirsi inappropriata e poco affascinante sa far arrivare al lettore tutto il malessere che prova.
Crudezza che porta però a un’altra considerazione: non tutto quel che si intraprende, sebbene per errore, deve essere necessariamente un male. Non dobbiamo tendere a una linearità nelle nostre scelte: anche quelle apparentemente sbagliate ci conducono alla costruzione del nostro essere.
La serenità con cui l’autrice scrive della sua vita, senza lesinarsi colpe, ci porta in ogni modo ad assolvere lei e noi stessi. Ci riconosciamo in alcuni stalli della vita e ci permettiamo forse di essere più indulgenti con noi stessi. Centioni, dunque, direbbe che quello che deve succeder succederà comunque, ma su questo siamo meno fatalisti.
“La borghesia esiste in funzione dello sguardo degli altri, in genere, di altri borghesi. E da questo confronto nasce l’agguato costante della vergogna.”
Un moderno simbolismo: l’epifania di Vali
Proprio in un momento di sconforto, quando è preda di una cecità nei confronti del suo futuro, si iscrive a una accademia di teatro e le viene assegnato il compito di studiare un’opera di Tenessee Williams, ispirata a un famoso ballerino bohémien degli anni 50, Valli.
Il motore di ricerca interrogato le restituisce però l’immagine di una donna; non si tratta infatti di un uomo ma della ballerina, e pittrice, scultrice Vali Myers.
L’epifania di Vali stravolge la vita di Chiara; ne illumina le ispirazioni e le indica finalmente la via. Due esistenze provenienti da due mondi diversi, nel tempo e nello spazio, si riuniscono e Chiara può cominciare un altro tortuoso percorso, stavolta scelto da lei, che la porterà a scoperte e incontri finora inimmaginabili.
“Invio e Google mi sbatte davanti un’immagine che mi paralizza viso e corpo, neanche mi avesse colpita una pallina da golf.”
Coincidenze sopravvalutate
Il libro è ricco di suggerimenti letterari, sarcasmo, simbologia e richiami, che conferiscono al testo fascino e attrazione, ma la reiterata importanza data alle così dette coincidenze ne smorza la vera potenza evocativa.
Come lei stessa scrive nelle pagine di ‘Cara Vali’, la storia della protagonista è già così forte e capace di dare dignità a qualunque opera correlata; in egual modo, anche la storia di Chiara Centioni è di per sé un affascinante, e la potenza dei fatti della vita, siano essi concatenati o meno, già di loro sono sufficienti per fare di quella stessa storia un’opera, in questo caso letteraria.
Laura Vespa
Biografia
Nata e cresciuta ai Castelli Romani, Chiara Centioni è laureata in Architettura ma non ha mai voluto fare l’architetto. Piuttosto è diventata attrice, conduttrice e sceneggiatrice.
“Sansone”, prodotto da Goldenart Productions e Rai Cinema, è stato il suo primo corto da regista. Collabora con case di produzione nazionali e internazionali allo sviluppo di serie tv, documentari e film.
“Cara Vali,” è il suo primo romanzo, autobiografico.
Cara Vali
Chiara Centioni
Editore Castelvecchi
Collana Raid
Genere Romanzo
Anno 2025
Pagine 258
