Fino al 15 marzo, il pubblico del teatro Vittoria di Roma può assistere a ‘L’imbarazzo della scelta’, un’opera francese di grande successo, che con la formula del teatro interattivo diventa ancora più coinvolgente per gli spettatori
Il neoquarantenne Max conduce una vita piuttosto complicata: a ridosso di questo importante compleanno, l’uomo si trova imprigionato tra un imminente matrimonio che non lo convince affatto, un lavoro che non lo soddisfa, la ricomparsa di un amore giovanile e il sogno di poter vivere di musica. Max è divorato dalle indecisioni e trovare qualcuno che possa dargli dei buoni consigli sembra difficilissimo.

‘L’imbarazzo della scelta’ è lo spettacolo che, per la stagione 2025/26, la compagnia stabile Attori & Tecnici del teatro Vittoria, a Roma, propone al proprio affezionato pubblico.
L’imbarazzo della scelta: un’opera dal grande potenziale
L’opera francese, che può contare sulla firma di Sébastien Azzopardi e Sacha Danino, è un’opera interattiva all’interno della quale alcuni dei nodi della trama possono essere sciolti soltanto grazie alla partecipazione della platea.
Nel corso della rappresentazione infatti, Max, il protagonista – interpretato dal sempre efficace Stefano Messina – si trova spesso di fronte a bivi cruciali che possono indirizzare il corso della storia in una direzione o nell’altra, ed è proprio in quei frangenti che Max rompe la quarta parete e chiede consigli al pubblico.
Nella sua globalità, ‘L’imbarazzo della scelta’ ha un grande potenziale e si fa forte di un grande numero di battute divertenti ed eleganti che non fanno annoiare e che spesso divertono parecchio.
Se il pubblico non gioca
Tuttavia, questo lavoro esibisce un enorme punto debole che purtroppo è proprio il pubblico.
L’opera può funzionare benissimo soltanto se gli spettatori presentano determinate caratteristiche: prima fra tutte, devono essere tanti e, ancor di più, devono avere voglia di divertirsi e interagire sul serio con gli attori sul palcoscenico per far sì che l’avventura di Max e dei suoi compagni sia davvero imprevedibile.
Se tutte le persone accorse a teatro, al contrario, si mostrano poco coinvolte, senza alcun desiderio di partecipare o peggio, intimidite, lo spettacolo diventa macchinoso: la messinscena infatti risente di un ritmo poco adeguato, si creano numerosi vuoti narrativi e la poca energia che arriva dalla platea compromette necessariamente anche la performance del cast.
Sebbene questo sia il pericolo più grande che possa incorrere durante le numerose repliche, gli interpreti di Attori & Tecnici sono sempre di altissimo livello e riescono a mantenere il controllo dello spettacolo, in maniera più o meno decisa, anche nei momenti di piattezza più evidente.
‘L’imbarazzo della scelta’ è dunque un esperimento drammaturgico di sicuro coraggioso perché costruito sull’energia del pubblico, ma se questa non è abbastanza potente, l’intero lavoro non riesce a sfruttare tutti i suoi punti di forza e diventa uno spettacolo che soffre una debolezza che non avrebbe e che non merita.
Gabriele Amoroso
Foto: Manuela Giusto
Teatro Vittoria
dal 26 febbraio al 15 marzo
L’imbarazzo della scelta
di Sébastien Azzopardi e Sacha Danino
Regia Virginia Acqua
con Stefano Messina, Carlo Lizzani, Chiara Bonome, Chiara David e Raffaele De Vita
Aiuto regia Virginia Bonacini
Costumi Isabella Rizza
Datore luci Beatrice Mitruccio
Disegno luci Umile Vainieri
Scene Fabiana Di Marco
Sarta di scena Mariaguilia Rossi
Elaborazione audio Cristian Bove
Produzione Attori & Tecnici
