All’Off/Off Theatre capitolino, Gaia Aprea, in un completo bianco anni ’30, mette in scena ‘L’amante di Lady Chatterley’, ispirato al famoso libro di David Herbert Lawrence, di cui firma adattamento, regia e interpretazione. Dal 18 al 22 marzo, l’attrice ha vestito i panni della protagonista, e nel fluire del ricordo della sua vicenda, dà corpo e voce agli altri personaggi del romanzo con maestria, talento e mestiere, passando da un registro vocale all’altro
Sul palcoscenico due cassettoni, una sedia a rotelle, e un paravento per cambiarsi a seconda dello spazio scenico, ambientato e illuminato da Umberto Fiore, e reso più suggestivo dalle selezioni musicali di Davide Pennavaria.

Lady Chatterley dà il via alla rappresentazione interpretando il famoso incipit del romanzo, tra i più noti e riusciti della letteratura: “La nostra è un’epoca essenzialmente tragica, perciò ci rifiutiamo di viverla tragicamente. C’è stato un cataclisma, siamo tra le rovine, incominciamo a costruire nuovi piccoli habitat, ad avere nuove piccole speranze. È un lavoro piuttosto duro; adesso non ci sono strade scorrevoli che portano al futuro: bisogna scavalcare gli ostacoli o aggirarli. Dobbiamo vivere, non importa quanti cieli ci siano crollati addosso”.
E quasi sembra che questo libro, scritto tra il 1926 e il 1928, e a lungo vietato nel Regno Unito, per contenuti definiti osceni, la protagonista, lo sfogli assieme a noi.
I ricordi, man mano, riaffiorano. Prima di diventare Lady Chatterley, la donna così bella e sensuale, è stata solo Constance, in italiano Costanza, una dote che dimostra quando prova, dopo un matrimonio fallimentare, a riprendersi in mano la sua vita per tornare ad essere felice e, soprattutto libera di amare.
L’amante di Lady Chatterley: le ragioni della passione
La storia è nota: nel 1917, Constance sposa Clifford della nobile e ricca famiglia Chatterley. Dopo pochi mesi il marito però torna dalla guerra ferito e costretto su una sedia a rotelle. Passano pochi mesi e la giovane sposa si innamora, ricambiata, del guardiacaccia Mellors, che diventerà appunto il suo amante.
Il monologo portato in scena da Gaia Aprea si rifà all’ultima edizione del libro, per il quale Lawrence dovette subire un processo. Ciò che si imputava allo scrittore britannico era di aver parlato esplicitamente di sesso e di averlo descritto in modo osceno.
Accuse che oggi fanno sorridere, e che non erano del tutto fondate riguardo alla presunta volgarità di una storia che difende appassionatamente, secondo molti critici, le ragioni dell’amore, della passione più autentica e travolgente e mette al bando le ipocrisie e i pregiudizi che finiscono con l’inibire ogni vera emozione.
La voglia di libertà femminile
Gaia Aprea, in ‘L’amante di Lady Chatterley’, ben interpreta la voglia di libertà di una donna che non scende a compromessi con niente e nessuno, pur di provare a essere felice.
L’attrice versatile, inoltre, non solo veste i panni della protagonista, ma incarna tutti gli altri personaggi del romanzo con maestria e mestiere, muovendosi tra registri vocali diversi con sorprendente precisione.
Nella frase dell’incipit “Bisogna vivere, non importa quanti cieli ci siano crollati addosso” sta tutta la forza e la vitalità di Lady Chatterley e di Mellors “che si trovano – come precisa Gaia Aprea – tra una guerra appena conclusa e un’imminente, che vivono un’epoca tragica e si rifiutano di prenderla sul tragico, che imparano a credere nell’unica realtà salvifica: il rapporto pulito, vitale e paritario tra gli individui”.
A un secolo di distanza il messaggio dello scrittore britannico continua ad essere attuale e ad arrivarci forte e chiaro: l’amore salva tutto, ma bisogna avere il coraggio di essere liberi.
Anna Merola
Foto: Cosimo Sinforini
Off Off Theatre
L’amante di Lady Chatterley
dal 18 al 22 marzo
tratto dall’omonimo romanzo di David Herbert Lawrence
Riduzione e regia di Gaia Aprea
Selezione musicale Davide Pennavaria
Ambientazione scenica, luci e video Umberto Fiore
Aiuto regia Ruben Aprea
