Editoriale 121.

Libertà femminile: quanto manca ancora?
Il potere di essere se stesse: valorizzare la diversità di pensiero invece di schiacciarla
Oggi, mentre andavo a fare la spesa, ho preso contatto con i miei pensieri e nel mio Editoriale 121. voglio agganciarmi alla libertà femminile.
Ebbene. Come già ho espresso la scorsa settimana, quest’anno non è iniziato in modo eclatante. Un solo uomo è capace di creare scompiglio nel mondo. Noi non riusciamo a dirgli no. Chiniamo la testa a lui, come fosse un capo da servire e/o incoronare.
E poi ci sono il femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara e gli omicidi rabbiosi dei più giovani che agiscono senza pensare.
Da una parte un uomo, con un figlio che abitava con la madre, doveva divorziare. Lei aveva un altro compagno. L’uomo, solo, non è riuscito a rifarsi una vita? Non sosteneva la nuova realtà dell’ex moglie? A un’altra donna dunque è stato negato il diritto di vivere.
Dall’altra, se un ragazzo posta una foto con una ragazza viene pugnalato per gelosia. Morirà lo stesso giorno.
Ora. Il governo pensa di mettere i metal detector alle entrate delle scuole. Non pensa mai a educare. A introdurre nelle aule lezioni di educazione civica, sentimentale e amorosa, a insegnare come funzionano le relazioni tra i giovani oppure come convivere con la gelosia. Sia mai che questa scaturisca in rabbia e ci scappi il morto.
Purtroppo, poi, i social acuiscono la distorsione della nostra stessa esistenza. Tutto è lì. Parliamo lì. Ci sfoghiamo lì. Ci raccontiamo lì. Pensando che la perfezione sia la chiave per vivere.
Chissà se fare un passo indietro ci lascerà osservare queste situazioni estreme a distanza per farci comprendere davvero che mondo stiamo costruendo.
Editoriale 121.: persona di altri tempi
E poi c’è Fazio. Che nella puntata di ieri a “Che tempo che fa” – “Ornella senza fine” – ha desiderato omaggiare Ornella Vanoni. Una trasmissione essenziale che ha permesso ai telespettatori di rivivere i successi della cantante milanese. Anche con qualche lacrima che ci ha rigato i volti.
La musica dal vivo in TV. Un ritorno che ci ha aperto il cuore. Una quasi mini manifestazione canora di cui avevamo bisogno, che al contempo ci ha insegnato cosa significhi essere liberi. Insieme. Con semplicità, senza urla estreme.
Vero che la cantante era da tempo ospite fissa del programma, ma è pur vero che sia per Fazio sia per la Littizzetto, Ornella era un’amica. Una persona di altri tempi, che telefonava e chiacchierava. Desiderosa di parole. Di quelle che non usiamo più. Perdendoci.
Dalla voce di soprano, vellutata e calda, era capace di modularla arrivando a interpretare brani di diversi generi musicali. Una personalità che fino all’ultimo è rimasta coerente. Anche spiritosa e pungente.
Il potere della sincerità
Pertanto, mi domando. C’era necessità che Fazio ci portasse lì, in un luogo dove interpreti, cantanti, duetti, musica, si unissero per donarci la fantasticheria dei ricordi, di una persona che credeva nell’amore e nella sincerità?
Evidentemente sì. A noi manca proprio questo aspetto della vita. Anzi, lo abbiamo perso. Il potere di essere noi stessi, cercare di essere sinceri, senza fronzoli. Il web, infatti, ci inghiottisce con la costante visione di essere belli, magri, potenti. Duri. Invincibili.
Invece, quando cadiamo il mondo si ribalta. Nessuno guarda. Perché il dolore non viene mostrato in piazza. Siamo soli. E se non gridi, pochi – in modo istintivo – riescono a cogliere le tue emozioni.
Ma la Vanoni ci ha insegnato a camminare anche con la sofferenza addosso, quella che si maschera da malinconia e che, forse, cantando passa.
Lasciando che le delusioni d’amore rimangano là, alle spalle, fisse a guardarci mentre passeggiamo in avanti senza però ammazzare qualcuno. Con il coraggio e la dignità che distinguono le donne.
A Valentino dedicheremo delle righe nei prossimi giorni. Speriamo.
Annalisa Civitelli
