Nella raccolta di poesie ‘Cosa c’è di vero nelle città di mare’ Michela Silla viene attraversata dalla poesia, rivelatrice di verità profonde. Ne emerge un attaccamento alle origini e un bisogno costante di luce e vento
Inizia e termina sotto il segno del vento la raccolta di poesie ‘Cosa c’è di vero nelle città di mare’ pubblicata da Cartacanta Editore.

Come scrive Davide Rondoni: “Le poesie di Michela Silla sono di costa e di ventosità. Non poteva esser diverso, vista l’isola dalla quale viene. Ma lo sono anche per una disposizione dell’anima – aperta nei venti che ne scarmigliano le vesti e i capelli – e pronta a seguire il profilo delle cose, degli attimi, delle figure, preferendo i limiti, i confini, insomma i punti là dove tali figure o momenti rivelano la propria natura di rive, di aperture al mare”.
Troviamo la terra dell’autrice, la Sardegna, che lascia tracce essenziali di appartenenza ai luoghi. “C’è sempre vento, i tetti bassi sotto il cielo aperto e vasto si inchinano” scrive l’autrice.
Vento come libertà
Il vento è una metafora importante e ricorrente, rappresenta il movimento, la trasformazione, la libertà, ma anche l’imprevedibilità delle cose.
In ‘Cosa c’è di vero nelle città di mare’ la scrittura è fluida, mai tesa a complicare il linguaggio. Il lessico si lascia intuire e diventa sequenza di immagini che rivelano esperienze di vita, di cielo e di mare.
La natura racconta di “vento in mezzo alla piazza”, mentre “la luce cade a terra” se “canta la tempesta”. È un vortice continuo, un flusso di emozioni e di esperienze che testimoniano la vita, i legami, gli affetti.
Cosa c’è di vero nelle città di mare: le dediche e gli affetti
Sono le dediche a toccare il cuore del lettore. La poesia dedicata al nonno è di una bellezza disarmante nella sua essenzialità: “La sedia gialla,/il gelsomino dalle case;/ nell’ombra le mani,/ piccoli fiumi di vene azzurre./La notte non crede alla fine”.
Sono i dettagli a diventare voce autentica: la sedia gialla, le vene azzurre. Anche i colori hanno un valore da non trascurare, sono stati scelti con cura, non casualmente.
Per Michela Silla è fondamentale che la parola sia vibrazione, canto di una quotidianità compresa, osservata. Stare tra le cose significa viverle fino in fondo, senza riserve, il mare sempre presente.
Tra le figure amate, il figlio riesce a far innalzare l’intensità poetica e l’amore diventa trainante nella musicalità dei versi: “Mi chiedi le rondini dove vanno, se si perdono”.
Le città di mare appaiono come realtà che lasciano spazio al viaggio, all’apertura, fanno emergere le fragilità umane, ma anche le opportunità della vita. Dalle città di mare si possono apprendere molte cose: il distacco, la lontananza, ma anche l’amore profondo.
Noi siamo riusciti a identificarle nelle due parole chiave della raccolta: vento e luce. La verità è un orizzonte sconfinato.
Michela Zanarella
Biografia
Michela Silla, nata a Cagliari nel 1984, è laureata in Lettere e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filologia, Letteratura italiana e Linguistica. Attualmente vive a Firenze e insegna italiano lingua seconda e strategie creative per gli insegnanti di lingua.
Ha pubblicato “Limpida a guardare” (Transeuropa Edizioni, 2022) e i suoi testi sono apparsi in alcune riviste letterarie. È attiva nel panorama culturale e artistico di Firenze dove cura la rassegna poetica “Il prodigio della lingua nella poesia”.
Cosa c’è di vero nelle città di mare
Michela Silla
Editore Cartacanta
Collana I Passatori < Contrabbando di poesia
Genere Poesia
Edizione 2024
Pagine 74
