In scena al Teatro Trastevere di Roma, dal 16 al 21 Dicembre 2025, ‘Il Maestro e Margherita’ dà vita a un’insolita trasposizione teatrale del romanzo di Bulgakov. Una rappresentazione brillante che, oltre a coinvolgere il pubblico, decostruisce il mito per restituirne l’essenza
Dalle pagine del romanzo visionario al battito vivo del palcoscenico: la rappresentazione mette a nudo la dialettica tra il giogo del potere e la potenza anarchica dell’amore, celebrando il rito della lettura come atto di ribellione.

Sfidare il caos metafisico de ‘Il Maestro e Margherita’ con soli tre attori e una scena nuda è un azzardo che profuma di sana incoscienza.
Al teatro Trastevere di Roma, tuttavia, la scommessa sembra vinta: il capolavoro di Bulgakov viene spogliato da ogni ridondanza per diventare un affilato gioco di incastri drammaturgici perfettamente coerenti con un racconto complesso ma fluido in cui la vita tormentata dell’autore, la censura sovietica, stralci di romanzo e incursioni demoniache di Woland si fondono in un unico respiro.
Il Maestro e Margherita: un lavoro corale di alto livello
Nessun artificio spettacolare, dunque, nessun compiacimento visivo: la dimensione magica passa interamente attraverso il lavoro fisico degli attori, le luci e la relazione diretta con la platea.
Andrea Lami, Giulia Sanna e Francesco Polizzi costruiscono una prova corale di grande precisione, oscillando con naturalezza tra maschera e astrazione, tra ironia e tragedia, in un continuo slittamento di ruoli e registri.
Il Woland che prende forma in scena è lontano dall’iconografia demoniaca più prevedibile. È un elegante provocatore, un osservatore lucido che smaschera, con sarcasmo chirurgico, le miserie umane.
Margherita, dal canto suo, abbandona ogni connotazione puramente romantica per imporsi come simbolo di robustezza, pronta ad attraversare l’oscurità pur di salvare la verità dell’amore e della parola.
È così che l’amore si trasforma in atto di resistenza: contro la paura, contro l’oblio, contro chi vuole imprigionare libertà della parola ed espressione.
I diversi piani di lettura
La regia di Miranda Angeli e Alfio Montenegro sostiene questa pluralità di piani con una colonna sonora volutamente spiazzante, che accosta Strauss alle suggestioni dell’electric e del glam rock, creando un cortocircuito temporale che amplifica il carattere visionario dell’opera.
La musica diventa così un ulteriore livello di lettura, capace di tenere insieme ordine e disobbedienza.
Nel clima raccolto del teatro Trastevere capitolino, anche lo spettatore viene risucchiato nel gioco, trascinato in una sorta di rito collettivo dove la follia non è deviazione, ma possibilità di scarto rispetto a un’esistenza anestetizzata.
‘Il Maestro e Margherita’ si conferma così come un’operazione lucida e affilata: un classico smontato con rispetto e ricomposto per parlare, senza mediazioni, al presente. Un teatro che non spiega, ma espone.
Francesca Liani
Foto: Chiara Cappiello
Teatro Trastevere
dal 16 al 21 dicembre
Il Maestro e Margherita
I manoscritti non bruciano
tratto dall’omonimo romanzo di Michail Bulgakov
di Miranda Angeli e Alfio Montenegro
con Andrea Lami, Giulia Sanna e Francesco Polizzi
Aiuto regia Martina Sergi
Costumi Benedetta Nicoletti
