Laura Valentina Da Re nella sua raccolta di poesie ‘Dove i calabroni ascoltano le stelle’ invita a rallentare lo sguardo e a porsi in ascolto
Ci sono raccolte poetiche che non si limitano a raccontare un’emozione, ma cercano di modificare il modo in cui il lettore guarda la realtà. ‘Dove i calabroni ascoltano le stelle’ pubblicato da Connessioni Editore di Laura Valentina Da Re appartiene a questa categoria.

Il libro nasce dall’osservazione del mondo e, attraverso la parola poetica, lo trasforma in uno spazio di interrogazione, stupore e ascolto.
Si nutre di dissonanze, va oltre il circuito classico della lirica, sa unire leggerezza a irruenza, diventa voce attuale del suo tempo senza disdegnare le basi della poesia del passato.
L’accostamento tra i calabroni, creature terrestri, laboriose, istintivamente legate alla materia, e le stelle, simbolo per eccellenza dell’altrove, della distanza e dell’infinito, introduce una tensione ideale che attraversa l’intera raccolta.
Dove i calabroni ascoltano le stelle: la natura non solo decorativa
All’interno della silloge troviamo il concreto e l’ineffabile, ciò che possiamo toccare e ciò che possiamo soltanto intuire. La poesia di Da Re sembra dunque muoversi proprio lungo questa soglia.
Come scrive David La Mantia nella prefazione: “Colpisce in lei il fatto che i suoi testi, da sempre, siano insieme il frutto di un impianto classicheggiante del verso unito ad un lessico plurilinguista, con esiti del linguaggio tecnico scientifico, con particolare attenzione all’aspetto geologico, meteorologico e geografico”.
Non c’è una netta separazione tra paesaggio esterno e paesaggio interiore. La natura diventa una sorta di organismo sensibile nel quale l’io poetico si riflette, riconoscendo nei dettagli del quotidiano occasioni di conoscenza: “Io amo di continuo la poiana/che prende il mio cibo/dalle nuvole e scioglie/il becco senza contorni”.
Le immagini naturali non assumono quindi una funzione soltanto decorativa: diventano strumenti attraverso cui interrogare l’esistenza.
La poesia dell’osservazione
È una poesia che scruta prima di affermare. Questo aspetto è particolarmente significativo perché restituisce alla scrittura poetica una dimensione contemplativa oggi non scontata.
In un tempo dominato dalla velocità e dalla sovrabbondanza delle figurazioni, fermarsi davanti a una presenza minima, a un movimento, a un suono o a un elemento naturale significa compiere un atto quasi controcorrente.
La parola di Da Re sembra pertanto nascere proprio dalla necessità di rallentare. Il suo linguaggio procede per accostamenti, contrasti, percezioni e improvvise aperture.
La realtà viene scomposta e ricomposta grazie a una sensibilità che non pretende di offrire risposte definitive. È una scrittura che preferisce suggerire piuttosto che spiegare, lasciando al lettore uno spazio interpretativo nel quale poter entrare con la propria esperienza.
Tempo, natura, corpo e memoria
La scrittura di Da Re permette di raggiungere una dimensione ampia: il rapporto con il tempo, con la natura, con il corpo, con la memoria e con il mistero dell’esistenza.
Inoltre, interessante è la relazione tra corpo e paesaggio: “Il cominciamento del verde mare/tuo nella scapola è flora padrona/di nevai”.
Le sensazioni fisiche, il contatto con le cose e la percezione del mondo naturale contribuiscono a costruire una poesia molto sensoriale. Il corpo non è soltanto il luogo dell’esperienza, ma diventa anche uno strumento di conoscenza.
Da qui emerge una delle qualità più peculiari della raccolta: la capacità di trasformare il particolare in una domanda universale.
Dove i calabroni ascoltano le stelle: la partecipazione attiva del lettore
La poesia di Laura Valentina Da Re si colloca in questo territorio intermedio, dove il visibile e l’invisibile possono incontrarsi.
Dalla raccolta emerge come la scrittura dell’autrice non costruisce un universo chiuso, ma apre finestre: ogni immagine può diventare l’inizio di un altro interrogativo, ogni dettaglio può contenere una risonanza. Ne deriva così una silloge che richiede al lettore una partecipazione attiva.
Non è una poesia da consumare in modo rapido. È una poesia da abitare, tornando magari sui versi, lasciando che le immagini sedimentino e producano significati anche dopo la lettura.
Ed è forse proprio qui che risiede il valore più autentico di ‘Dove i calabroni ascoltano le stelle’: nella capacità di restituire alla poesia una funzione essenziale, quella di educare allo sguardo.
La poesia di Laura Valentina Da Re, in fondo, è anche questo: trovare un linguaggio capace di mettere in relazione ciò che sembra lontano.
Michela Zanarella
Biografia
Laura Valentina Da Re è nata a Belluno, dove vive con la famiglia.
Lavora da circa trent’anni come insegnante della scuola dell’infanzia e coltiva una profonda passione per l’arte, la musica e la letteratura.
Si dedica con successo alla poesia, esordendo con la raccolta “Arabesque” (2019) e pubblicando in seguito “La magrezza dell’Uno” (2022).
Laura Valentina Da Re
Dove i calabroni ascoltano le stelle
Editore Connessioni
Collana Sentieri interrotti
Genere Poesia
Edizione 2026
Pagine 140
