Grande successo al teatro Brancaccio di Roma per la prima di ‘Aggiungi un posto a tavola’, spettacolo che festeggia i 50 anni di grande trionfo affermandosi come uno dei musical italiani più longevi di sempre. La regia fortunata di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, ripresa dall’allestimento a cura di Marco Simeoli, si aggiudica quindi un mese di repliche nella capitale, apprestandosi a tenere piacevole compagnia al pubblico romano fino all’11 gennaio 2026
Ci sono spettacoli che non appartengono più solo alla storia del teatro, ma alla memoria emotiva di più generazioni. ‘Aggiungi un posto a tavola’ è uno di questi: una commedia musicale che, a oltre cinquant’anni dal debutto, continua a riempire le sale e a richiamare un pubblico trasversale, fatto di nostalgici, famiglie e nuovi spettatori.

Al Teatro Brancaccio, la nuova edizione prodotta da Viola Produzioni si presenta dunque come un ritorno consapevole a un grande classico, che non tenta eccessive forzature contemporanee ma rivendica la propria identità di racconto popolare, semplice e profondamente umano.
La parabola di Don Silvestro – un parroco di montagna chiamato da Dio a costruire una nuova arca – conserva intatta la sua forza simbolica: una favola laica sul coraggio di credere, sulla comunità e sulla capacità di scegliere l’amore anche quando tutto sembra andare nella direzione opposta.
Aggiungi un posto a tavola: un classico che resiste al tempo
La forza di ‘Aggiungi un posto a tavola’ sta nella sua capacità di attraversare i decenni senza perdere riconoscibilità. La scelta produttiva è quindi chiara: non smontare il meccanismo, ma farlo funzionare ancora, oliando con cura ogni ingranaggio.
La regia di Marco Simeoli infatti riprende fedelmente l’impianto originale di Garinei e Giovannini, lasciando che la narrazione proceda proprio con il ritmo rassicurante di una favola teatrale che il pubblico conosce, ma che continua a voler ascoltare.
Si lavora per sottrazione e rispetto, lasciando che siano la musica di Armando Trovajoli, i colori della scena e la coralità del cast a parlare direttamente allo spettatore. Il risultato è, per l’appunto, una rappresentazione che non cerca di stupire, ma di accogliere, proprio come quella tavola che, sera dopo sera, continua ad allungarsi.
Non c’è nostalgia sterile, bensì un rispetto consapevole per un linguaggio che appartiene a una stagione precisa del musical italiano e che proprio per questo va preservato.
La messinscena di conseguenza non cerca aggiornamenti forzati – tranne che per qualche ilare riferimento alla cultura pop d’oggigiorno – tuttavia preferisce puntare sulla solidità della struttura musicale e sulla chiarezza del racconto, confermando lo spettacolo come un rito collettivo più che come un semplice show.
Il cast tra fedeltà e interpretazione
Giovanni Scifoni affronta il ruolo di Don Silvestro con misura e sincerità, evitando ogni eccesso caricaturale. Il suo parroco è umano, credibile, attraversato da dubbi e slanci di fede che trovano una buona sintonia con la partitura musicale e con il tono generale dello spettacolo.
L’abile attore così non cerca di reinventare il personaggio, ma di abitarlo con rispetto, restituendo di conseguenza una figura capace di parlare tanto agli spettatori più giovani quanto a quelli che conoscono il musical da sempre.
Lorella Cuccarini, nel ruolo di Consolazione, porta in scena una presenza scenica brillante, ma solida e consapevole. Il personaggio, tradizionalmente sospeso tra ironia e seduzione, trova in lei una lettura elegante, ben calibrata e sfacciatamente mondana, che dialoga in maniera efficace con il resto del cast senza mai sovrastarlo con la sua innata esuberanza.
Attorno a loro, Marco Simeoli, Sofia Panizzi, il talento caratteristico di Francesco Zaccaro e Francesca Nunzi contribuiscono a costruire un affresco corale coerente, dove ogni figura ha spazio e funzione all’interno di una comunità teatrale ben riconoscibile.
La forza della macchina teatrale: musica, scenografie e coralità
Se ‘Aggiungi un posto a tavola’ continua a funzionare, non è quindi per inerzia né per semplice affezione nostalgica, ma perché la sua architettura teatrale resta massiccia e rassicurante nella sua facile leggibilità. Le musiche accompagnano l’azione senza mai imporsi e sostengono il racconto con una leggerezza controllata.
La scenografia storica con il doppio girevole e l’iconica arca non è un elemento decorativo, bensì parte integrante della drammaturgia: uno spazio vivo che aiuta i protagonisti a immedesimarsi nei luoghi che abitano e a rendere credibile il passaggio continuo tra dimensione intima e collettiva.
Il cast dimostra grande consapevolezza nell’utilizzo degli spazi a disposizione, dialogando con la scena in modo fluido e preciso. Ogni movimento, ogni ingresso e uscita contribuisce a mantenere la narrazione chiara, senza intoppi o dispersioni.
È un lavoro corale di assoluto livello, che trasforma la complessità tecnica della rappresentazione in una macchina narrativa limpida, capace di fatto di accompagnare la platea senza distrazioni fino all’ultima immagine.
Un equilibrio calibrato tra tecnica, spazio e interpretazione che afferma ancora una volta il musical per la sua solidità di linguaggio e per il suo modo di parlare alle genti.
Ilaria Ragni
Foto: Chiara Lucarelli
Teatro Brancaccio
dall’11 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026
Aggiungi un posto a tavola
Commedia musicale di Garinei e Giovannini
Scritta con Jaja Fiastri
Ripresa teatrale di Marco Simeoli
per la regia di Marco Simeoli
con
Giovanni Scifoni Don Silvestro
Lorella Cuccarini Consolazione
Marco Simeoli Sindaco Crispino
Sofia Panizzi Clementina
Francesco Zaccaro Toto
e Francesca Nunzi Ortensia
Ensamble composta da Alessandro Di Giulio (anche nel ruolo del Cardinale), Chiara Albi, Simone Baieri, Vincenza Brini, Nico Buratta, Giuditta Cosentino, Anna Di Matteo, Mattia Fazioli, Simone Giovannini, Kevin Peci, Eleonora Peluso, Annamaria Russo, Rocco Stifani e Ylenia Tocco
Scenografie – progetto originale di Giulio Coltellacci adattamento scenografico di Gabriele Moreschi
Costumi – disegni originali di Giulio Coltellacci adattamento di Francesca Grossi
Disegno luci Emanuele Agliati
Disegno fonico Emanuele Carlucci e Simone Della Scala
Direttore di produzione Carlo Buttò
Supervisione artistica Alessandro Longobardi
Coreografie originali Gino Landi riprese da Cristina Arrò
Direzione musicale Maurizio Abeni
Assistente di produzione Valeria Serraino
Amministratrice di compagnia Irene Angelopulos
Aiuto regia Manuela Scravaglieri
Assistente coreografa Vincenza Brini
Vocal coach Marco Bosco
Direttore di scena Alessandro Catalano
