‘L’impavida. La vita ribelle di Cia degli Ordelaffi, la donna che sfidò il papa’, quarto libro di Rita Coruzzi edito da Piemme, è un romanzo storico dedicato a una guerriera realmente esistita. In un immaginario popolato da supereroine di fantasia, l’autrice riporta alla luce la storia di una donna coraggiosa e ribelle, capace di sfidare il potere e le convenzioni del suo tempo
“Non dietro a un uomo ma al suo fianco”
Nobildonna, guerriera e ghibellina, Cia vive sospesa tra battaglie e responsabilità familiari. Da una parte ci sono il marito che ama e i figli da crescere; dall’altra, le campagne militari e soprattutto la lotta contro il potere temporale della Chiesa.

Ciò che rende Marzia, detta Cia, una figura fuori dal comune è inoltre la sua educazione alle armi, iniziata fin dall’infanzia. La donna aspira infatti a combattere al fianco del marito e a dimostrarsi alla sua altezza, senza tuttavia entrare in competizione con lui o oscurarne il ruolo.
Maritata con Francesco degli Ordelaffi, signore di Cesena e Forlì, la combattente terrà testa al papa anche quando avrà perso tutto, compreso il figlio Ludovico. In ogni scontro a fianco del compagno dimostra coraggio, onore e lealtà verso il popolo, conquistando popolarità e il titolo di Impavida.
La coppia, tuttavia, commette numerosi errori, abilmente sfruttati dai suoi avversari. Con il susseguirsi degli eventi, Cia e Francesco finiscono così per allontanarsi e perdere di vista tanto il bene della famiglia quanto quello dei loro cittadini.
Cia si ritrova vittima di inganni, manipolazioni e umiliazioni che ne mettono a dura prova la forza. Francesco, invece, viene ingiustamente accusato dell’omicidio del primogenito Ludovico e a poco a poco isolato. Le strategie dei nemici riescono in questo modo a incrinare non soltanto il loro potere, ma anche gli equilibri familiari.
“La donna più coraggiosa, caparbia e straordinaria”
L’impavida: guelfi e ghibellini
Tutt’altro che secondario è il conflitto tra il papato e i ghibellini di Romagna, ribellatisi al dominio dello Stato Pontificio. La vicenda personale di Cia si inserisce pertanto in uno scenario storico segnato da scontri politici, lotte per il potere e contrapposizioni destinate a incidere profondamente sul territorio.
Gli avvenimenti storici vengono ricostruiti con attenzione, così come gli ambienti, i palazzi e le città che fanno da sfondo alla vicenda. Il romanzo mostra quindi una particolare cura nel restituire al lettore il contesto dell’epoca, pur concedendosi la libertà narrativa necessaria a dare vita ai personaggi.
Con poche pennellate, Coruzzi riesce a evocare un mondo fatto di persone, luoghi e tensioni. Più che soffermarsi sulla descrizione dei combattimenti, l’autrice privilegia gli inganni, le strategie e soprattutto i rapporti familiari e politici. Ne emerge una fitta rete di alleanze, rivalità e legami personali che costituisce uno degli elementi più coinvolgenti del romanzo.
Letto con gli occhi di oggi, lo scontro tra guelfi e ghibellini appartiene senz’altro a una realtà politica ormai lontana. Il potere temporale della Chiesa ha assunto nel corso dei secoli una dimensione del tutto diversa, ma le vicende raccontate permettono di comprendere quanto quelle contrapposizioni fossero decisive nella società del tempo.
“Se il Pontefice la vuole, dovrà prenderla col ferro e col fuoco”
Un genere difficile da definire
Marzia degli Ubaldini nasce all’inizio del XIV secolo e nel 1334 sposa Francesco II Ordelaffi. Il romanzo ne ripercorre la vita dalla giovinezza fino all’età avanzata, restituendo il ritratto di una donna capace di conciliare dimensioni apparentemente distanti. Marzia è infatti una combattente, ma la sua identità non si esaurisce nell’abilità con le armi né comporta una rinuncia alla propria femminilità.
Proprio per la natura della vicenda, ‘L’impavida’ si colloca al confine tra romanzo storico e racconto biografico. Gli eventi narrati affondano le radici nella realtà, mentre la trama segue soprattutto il percorso personale di Cia. Accanto a lei assume comunque un ruolo centrale il marito Francesco, la cui storia si intreccia costantemente con quella della protagonista.
A differenza di molte narrazioni dedicate a figure di guerrieri e avventurieri, il percorso di Cia non si esaurisce nel tradizionale “viaggio dell’eroe”. Alla dimensione politica e militare si affiancano esperienze legate alla sua vita privata: la maternità, la crescita dei figli e il rapporto con il marito. La dimensione familiare non costituisce quindi un semplice contorno, ma contribuisce a costruire un ritratto più complesso e sfaccettato della protagonista.
Un libro per tutti
Nonostante la ricchezza della ricostruzione storica, ‘L’impavida’ resta prima di tutto un romanzo d’evasione. Rita Coruzzi costruisce una storia capace di coniugare informazioni, emozioni e avventura, sostenuta da un intreccio articolato e ben orchestrato.
Al centro del romanzo c’è una figura femminile forte e sfaccettata, attraverso la quale emergono temi come la maternità, il matrimonio e la ricerca di uno spazio autonomo in una società dominata dagli uomini. Questo, però, non circoscrive affatto il pubblico dell’opera: la vicenda conserva un respiro universale, arricchito anche dal ritratto di Francesco e dal complesso rapporto che lo lega a Cia.
La componente avventurosa contribuisce infine a rendere la lettura coinvolgente. Colpi di scena, intrighi e momenti di tensione imprimono ritmo alla narrazione, mentre la componente storica offre al lettore l’occasione di conoscere più da vicino un’epoca e una figura femminile ancora poco raccontata.
Valeria Vite
Biografia
Rita Coruzzi è una giornalista e scrittrice italiana. Affetta da tetraparesi, in conseguenza di un intervento chirurgico, dall’età di dieci anni è sulla sedia a rotelle.
Diplomatasi al liceo classico della sua città, ha conseguito la laurea triennale in Lettere e si è specializzata in giornalismo presso l’università di Parma.
Della sua esistenza ha fatto una battaglia quotidiana per dimostrare che non ci si deve arrendere mai e che è sempre possibile trovare in sé la forza interiore per affrontare qualsiasi prova.
Con Piemme ha pubblicato diversi libri dedicati alla sua storia e alla sua scelta di fede come “Matilde. Per grazia di Dio, se è qualcosa”, vincitore del “Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti”, del “Premio Internazionale Stefano Zangheri” e del “Premio Internazionale Città di Cattolica”, e “L’Eretica di Dio”. Del 2024 “La giudicessa. Storia di Eleonora di Arborea”.
Rita Coruzzi
L’impavida
Editore Piemme
Collana Romanzi Storici
Genere Narrativa
Anno 2024
Pagine 352
