‘Pranzo di Famiglia’ ci presenta le storie di tre ragazzi queer, poco più che ventenni, alla ricerca dell’amore e del loro posto nel mondo. Per gli schiaffi ricevuti da lutti che li hanno interessati, ricevono tutti sollievo e nutrimento dal cibo, quello preparato con cura e amore da chi li ama
“Questa è un’opera narrativa che parla di autolesionismo, disordini alimentari e dipendenza. Se avete problemi di salute mentale o dismorfofobia, questo romanzo potrebbe mettervi alla prova. Perciò vi prego di essere gentili con voi e di procedere al rimo che vi è proprio. Non esiste un modo sbagliato di essere e l’unica maniera giusta è essere come vi sentite. Cura e lentezza sono due doni che vi meritate, riserve sconfinate che potete offrire a voi e a coloro che vi stanno a cuore.“
Con un avvertimento e un consiglio inizia il secondo romanzo di Bryan Washington, edito da NNE. E le nostre antenne si rizzano immediatamente perché la sincerità che traspare dalla penna di chi scrive è palpabile e ci colpisce ancor prima di iniziare la lettura.

E la proseguiamo come se stessimo seguendo una ricetta, tramandata con amore dai nostri antenati.
“Per tutta la settimana seguente, Bree e io friggemmo toast e bacon a colazione. A mezzogiorno, tagliavamo le arance a spicchi e saltavamo in padella i pomodori. Quando scendeva la sera, uscivo con un secchio in cui lavare i cavoli, trascinando sul cemento un altro mastello in cui farli asciugare.“
Pranzo di famiglia: setacciare la farina…
Cam, Kai e TJ sono tre giovani ragazzi queer le cui esistenze si intrecciano per un periodo. Kai è un ragazzo di colore proveniente dalla Louisiana, Cam e TJ sono cresciuti a Houston, in Texas. I genitori di TJ hanno adottato Cam quando, appena quindicenne, i suoi sono morti a seguito di un incidente stradale.
Cam e TJ crescono insieme e assieme affermano la loro sessualità non binaria. Dopo la morte di Jin, il padre di TJ, Cam decide di lasciare la casa che lo ha accolto con amore e intraprendere il suo viaggio nel mondo. Quando incontra Kai, capisce di aver finalmente trovato l’amore ma, già dalla prime pagine del romanzo, sappiamo che una morte violenta glielo porterà presto via.
“Mi sono svegliato dal sogno sulla sua morte e l’ho trovato che ridacchiava di fronte a me, con indosso dei pantaloncini corti e un harness.“
…e aggiungere gli ingredienti liquidi all’impasto
In ‘Pranzo di famiglia’, ogni storia viene raccontata direttamente dal personaggio in prima persona; il libro è diviso in tre capitoli, ognuno intitolato solo con il nome dei personaggi.
Cam è il primo a presentarsi, e sembrerebbe in un primo momento anche il principale, ma la sua vicenda si comprende appieno solo dopo aver letto quelle di Kai e di TJ.
“In verità Cam mi guardò come se fossi trasparente. Però il suo gomito sfiorò il mio. Così gli domandai chi fosse e da dove venisse, e Cam sbatté le palpebre sotto le luci prima di dirmi che lavorava in banca. Quando gli chiesi come mai, Cam rispose che era il posto in cui si tenevano i soldi.“
Pranzo di famiglia: affilare le lame…
La penna di Washington non fa sconti: né nelle descrizioni, né nei dialoghi. Precisa e affilata, la lettura scorre via in modo avvolgente ma non rassicura, anzi mantiene la spigolosità dei personaggi.
I frequenti scambi fra i personaggi rendono vive le situazioni descritte ma con la freschezza di una conversazione a cui si sta assistendo in quello stesso momento.
La peculiarità dell’autore è quella di rendere anche i silenzi carichi di significato: la maggior parte dei dialoghi non dice nulla di importante ma, attraverso questi, impariamo a conoscere i caratteri dei ragazzi che Washington ci presenta.
“Quindi sapevi che ero là, insisto, e TJ si limita a sbuffare. Restiamo in silenzio. TJ si asciuga le mani sulla tuta.
Però ero preoccupato per te, ammette. Chiaro. Dopo quello che è successo. Quindi sì, mi chiedevo come stavi e ora lo so. Sembri a posto.“
… e unire le spezie
Rimaniamo affascinati dall’uso sapiente dei termini queer (all’inizio del libro una serie di note spiegano anche lo slang riportato nei primi dialoghi), e della shwa. Per alcuni personaggi infatti, Wahington decide di utilizzare la desinenza “ə”, e ne ravvisiamo la precisione e cura nell’esposizione del racconto e delle peculiarità dei personaggi.
La realtà che ci presenta Washington è non binaria; in ‘Pranzo di famiglia’ sembra volerlo affermare anche nelle molte contraddizioni apparenti che ci espone. L’affezione che i personaggi palesano tra di loro spesso non è dichiarata, ma la dimostrano attraverso piccoli gesti, e molti di questi passano attraverso il cibo.
Non tanto il cibo in sé, ma la sua modifica ed elaborazione, vengono concepiti come dimostrazioni di tenerezza. In tutte e tre le esistenze, la preparazione dei pasti si dimostra un file rouge con cui ci si prende cura degli affetti più vicini e più amati.
Per questo motivo, nell’elaborazione del suo lutto, Cam si trova ad abbuffarsi in modo bulimico di sesso occasionale, ai limiti del compulsivo, e a rigettare qualunque forma di ingestione di cibo.
“…ma a un certo punto, dopo la sua morte, qua e là è diventato ovunque, in continuazione, e dare un nome a una cosa non impedisce di soccombere a quella cosa, e quando busso alla porta del tizio, sul retro di un complesso senza ascensore a tre isolati dalla scuola, risponde un latinoamericano corpulento.“
Cuocere in forno ventilato
In ‘Pranzo di famiglia’, le storie di Cam, Kai e TJ rappresentano soluzioni che potrebbero essere di ambientate in qualunque luogo nel mondo. Si trovano a Houston, e questa città riecheggia nella lettura e ne diventa parte integrante.
Sia come sfondo ai momenti più tristi e solitari, ma anche come scenografia di speranza per il futuro. Nonostante i dialoghi taglienti, le descrizioni di desolante solitudine, Washington fa vibrare nel suo libro la vitalità che promette l’agognata felicità.
I ricordi dei protagonisti scaldano loro e noi come lettori, e capiamo che quello a cui assistiamo non è che un momento dell’esistenza, che potrà cambiare.
“Tu sei generoso, dice lei. È la tua vita. Ne abbiamo a disposizione soltanto una. Ma qualche volta mi chiedo se stare qui è ciò che desideri davvero. E allora perché non me lo hai chiesto prima? Avresti risposto sinceramente?“
Servire ancora caldo
Le radici dei protagonisti sono differenti e affiorano i racconti dei genitori e antenati. Le difficoltà attraversate dai genitori dei protagonisti sono infatti vivide e fanno parte del loro essere.
La crescita di questi giovani uomini adulti non può che affiorare alle radici da cui provengono. E da queste radici riemergono anche i bagagli culturali relativi alla preparazione dei pasti e delle pietanze. Il cibo non viene percepito quindi solo come cura dell’altro nel momento, ma come tradizione con cui recuperare gli affetti passati e averli vicino.
Laura Vespa
Biografia
Bryan Washington è nato nel 1993 in Kentucky, ma all’età di 3 anni si trasferì con la sua famiglia nei pressi di Houston, in Texas.
La sua pubblicazione d’esordio è stata la raccolta di racconti LOT (Racconti Edizioni 2020), per cui ha ricevuto il Dylan Thomas Prize.
Il suo primo romanzo si intitola “Promesse“, da cui verrà tratta una serie tv prodotta da A24.
“Pranzo di Famiglia” è il suo secondo romanzo, per cui è stato candidato nel 2024 ai Lambda Literary Award for gay Fiction.
Pranzo di Famiglia
Bryan Washington
Traduzione Fabio Cremonesi
Editore NNE
Collana Stagione 2024
Genere Romanzo
Anno 2024
Pagine 352
