Nel panorama della narrativa contemporanea, il genere distopico si arricchisce di una voce singolare e vibrante: quella di Irene Dilillo. Con il suo romanzo auto pubblicato ‘Oltre l’ultima stazione’, l’autrice non si limita a tratteggiare un domani inquietante, ma edifica un universo dove la tecnologia ha sradicato l’essenza stessa dell’antropocentrismo naturale, imponendo un dominio asettico e autoritario
“In principio era stata una debole speranza, uno di quei sogni fugaci che come foschia del mattino scompare al sorgere del sole, rivelando le forme di sempre. Poi, aveva deciso di dar corpo a quella nebbia, fino a farla diventare un chiodo fisso, un appiglio a cui si era aggrappata con tutta se stessa, come un naufrago approdato disperatamente all’ultimo relitto.”
La narrazione ci proietta in un’epoca in cui il progresso ha obliterato il mondo vegetale, sostituendolo con un ordine artificiale e spietato. Al centro di questo scenario carico di tensione si muove Kya, la cui esistenza è segnata dalla sottomissione a un regime coercitivo.

La sua parabola non segue i binari scontati dell’eroismo epico; al contrario, si dipana attraverso una maturazione psicologica sofferta, fatta di dubbi, fragilità e risoluzioni silenziose.
Kya, infatti, incarna la scintilla della resistenza, diventando il fulcro di una riscoperta dei sensi in un mondo che ha smarrito il proprio passato.
“Trovò il coraggio di avvicinarlo la sera che li portarono tutti via sulla chiatta. Kyros era in piedi, proprio davanti a lei. Sofferente per le botte subite, a malapena si reggeva sulle gambe. Lo aveva avvicinato di spalle fra i corpi sudati degli altri e aveva premuto forte il petto sulla sua schiena in una muta dichiarazione di passione.“
La prosa come immagine
Il vero pregio dell’opera risiede nella raffinatezza stilistica della Dilillo. La scrittura si distingue per una nitidezza quasi chirurgica, capace però di aprirsi a squarci lirici di rara bellezza.
La fluidità del testo è garantita da una gestione magistrale della punteggiatura, che scandisce il ritmo della lettura alternando con sapienza l’urgenza dell’azione e la stasi della riflessione.
L’autrice dimostra una spiccata sensibilità descrittiva: gli ambienti metallici e freddi della distopia si tramutano in veri e propri paesaggi emotivi, grazie a una selezione lessicale meticolosa che predilige verbi incisivi e sostantivi evocativi.
Questa precisione formale permette al lettore di immergersi totalmente nelle atmosfere del libro, percependo ogni dettaglio sensoriale senza mai avvertire il peso di una narrazione sovraccarica.
“La donna guardò Kya con occhi febbricitanti, sollevandosi a fatica dal suo giaciglio. “Thabo! Mi avevi giurato che non avresti più aiutato schiavi fuggiaschi!” abbaiò nella lingua comprensibile alla ragazza, sicuramente perché capisse di non essere ben accetta.“
Oltre l’ultima stazione: la forza delle tematiche
Il romanzo esplora con lucidità il conflitto tra controllo e libertà, interrogandosi sul valore della memoria collettiva e sull’alienazione derivante da un isolamento tecnologico estremo.
Attorno a Kya orbitano figure secondarie di notevole spessore, che fungono da specchi per le diverse sfaccettature del potere: dalla complicità silenziosa alla ribellione latente. Questo intreccio di voci conferisce alla trama una profondità etica che trascende il semplice intrattenimento di genere.
‘Oltre l’ultima stazione’ è un’opera preziosa per chi ricerca nella fantascienza non solo l’evasione, ma anche una riflessione filosofica sull’animo umano.
Nonostante qualche segmento avrebbe beneficiato di un ulteriore respiro narrativo, il testo mantiene una compattezza e una forza espressiva ammirevoli, confermandosi una lettura imprescindibile per gli amanti delle storie simboliche e d’atmosfera.
Andrea Di Sciullo
Biografia
Irene Dilillo si è laureata in Lingue e Letterature Straniere a Trieste. Ha lavorato come assistente di volo, interprete e traduttrice in fiere, congressi e aziende.
Attualmente insegna Lingua e Letteratura Inglese nella scuola superiore.
Ha pubblicato “Un Angelo dalle ali scarlatte”, Bookabook, luglio 2022; “I custodi della mente”, Giovane Holden Edizioni (2022); “Magia verde”, Giovane Holden Edizioni (2023), romanzo con cui si è classificata terza al Premio Letterario Nazionale Streghe Vampiri & Co., 2022.
Con la versione inedita del romanzo “Oltre l’ultima stazione” ha vinto il Premio Speciale Giovane Holden XVII ed., settembre 2023.
Oltre l’ultima stazione
Irene Dilillo
Editore Independently published
Collana
Genere Distopico, viaggi nel tempo, narrativa per ragazzi
Anno 2024
Pagine 216
