‘L’odore dei cortili’, di Giuliano Brenna, edito da Il ramo e la foglia, è l’avvincente romanzo, ambientato a Lisbona, che prende spunto da una sensazione olfattiva intensissima che si ”respira” in tutto il libro, comune a tutti gli atrii dei palazzi lusitani. Sullo sfondo narrativo emergono le vicende della dittatura portoghese e della Rivoluzione dei garofani
“È l’odore che alligna, aspro e verde scuro, negli angoli in ombra di certi vecchi cortili e si espande con più intensità nei pomeriggi afosi e umidi. Non si attribuisce un nome a questo sentore, lo si vive, un attimo, con un leggero imbarazzo; resta addosso senza che ci se n’accorga”.
È questo l’aroma familiare ai protagonisti del romanzo: il giovane Mattia e il capitano Green, due uomini sofferenti, immobilizzati dalla paura di vivere e di riconoscersi in quello che in realtà sono.

I due infatti sembrano agli antipodi, ma si scopriranno presto speculari nel Portogallo della feroce e sanguinaria dittatura di Antonio de Oliveira Salazar. E così il clima di crudele e oppressiva censura si proietta anche nei loro gesti e comportamenti.
Per il ragazzo il male di vivere, alimentato da rimorsi e sensi di colpa, nasce dalla morte della mamma, unico suo genitore, quando è ancora un bambino, a causa di un sospetto infondato.
Per il Capitano, chiamato a far rispettare l’ordine e a epurare qualsivoglia condotta, è praticamente impossibile essere davvero se stesso e lasciarsi andare ai sentimenti. Chi lo ama, riamato, ma rifiutato, trova la rappresentazione più autentica del suo stato d’animo in questa bella poesia di Sophia de Mello:
Terrore di amarti in un posto tanto fragile come il mondo
Di amarti male in questo luogo di imperfezione
Dove tutto si spezza e ammutolisce
Dove tutto ci inganna e separa
L’odore dei cortili: il regime portoghese
Il dramma di Mattia parte da uno dei tanti omicidi avvenuti in Portogallo durante la dittatura di Salazar. La mamma va all’Ufficio postale per spedire una lettera al papà del bambino, fuggito in Francia prima ancora di sapere di avere un figlio.
Un’impiegata si insospettisce, la fa seguire da due agenti che, vedendola scappare, le sparano lasciandola esanime sull’asfalto. Nessun rammarico però sfiora le guardie del Pide, la Polizia politica di difesa dello stato messa in campo dal regime, che perseguitava, incarcerava e torturava i dissidenti.
Siamo nel pieno del regime salazarista, chiamato anche Estado Novo (Nuovo Stato) che, durato ben 41 anni, ha il primato di essere stata la dittatura più longeva d’Europa, durante la quale vennero soppressi i partiti politici, i sindacati e qualsiasi forma di opposizione organizzata, e che fece almeno diecimila vittime.
“Ma poi – si legge nel libro – arriva il 25 aprile del 1974. Finalmente l’emittente radiofonica trasmette la canzone proibita del regime: è il segnale dell’inizio della rivolta che passerà alla storia come la rivoluzione dei garofani, e assicurerà al Portogallo la libertà dalla dittatura e la rinascita della democrazia e dell’uguaglianza”.
La rivoluzione dei garofani
Il colpo di stato, più noto come la “Rivoluzione dei Garofani” prende il nome da una fioraia, Celeste Caeiro, che offrì garofani ai soldati il 25 aprile 1974, giorno della rivoluzione.
I fiori furono infilati nelle canne dei fucili, diventando un simbolo di pace e di opposizione non violenta al totalitarismo di Salazar.
I militari così, stanchi anch’essi di violenza e sopraffazione, ricevendo i garofani, scelsero di non usarli per sparare, bensì di accettare il cambiamento e decretare simbolicamente la fine dell’autoritarismo.
“Finalmente, dopo anni, ecco in lui la sensazione di emergere dalle acque nere e immobili di un lago e il voler inspirare aria nei polmoni restati in apnea troppo a lungo, unita al rammarico che tutto ciò che vorrebbe recuperare dal fondo rimane invece laggiù, immersione irraggiungibile”.
L’importanza di essere se stessi
Nel romanzo è evidente la necessità dell’autore di raccontare il percorso umano e sociale dei suoi personaggi e di evidenziarne la loro caratterizzazione psicologica.
Con la liberazione, di conseguenza, Mattia e il Capitano cominciano un percorso di redenzione, che li porta, lentamente, a prendere coscienza di chi sono e di cosa vogliono.
Perché il capitano Green fa parte della Polizia politica, rinunciando a vivere la sua vita? Lo si capirà leggendo il libro e si rimarrà sorpresi. E quando termina l’autocrazia il capitano si ritrova a dover cambiare vita e identità.
Mattia, invece, ha ancora tutta la vita davanti e una persona che lo ama. Impara a fidarsi e a lasciarsi tutto alle spalle anche grazie a dei nuovi amici e a un suo collega di lavoro, che lo spronano finalmente a vivere.
Quest’ultimo, inoltre, lo stimola ad allontanare da sè dolore e sofferenza. Il senso di perdita, che prima invadeva Mattia, si dissolve con lentezza, lasciando spazio alla speranza nel futuro e nelle persone.
“Lisandro vorrebbe portarlo in un posto dove l’amore è tutto uguale, dove non è fonte di vergogna o una cosa da nascondere, dove fare l’amore è sempre bello, sia che duri una vita sia che finisca in pochi attimi (…) Quando sono entrato in Polizia l’ho fatto per proteggere la libertà, pensando a dittatori e guerre, ma un altro modo di proteggere le persone è quello di accettarne le diversità e le debolezze, senza conquistarle o reprimerle, ma cercando sempre di capire per farle vivere in pace e sereni, guardando al futuro”.
L’odore dei cortili: un romanzo corale
‘L’odore dei cortili’ avvince e conquista. È un testo corale in cui tutti i personaggi, anche quelli secondari, sono descritti in modo accurato. Si racconta il loro passato, da dove partono e dove arrivano o vorrebbero arrivare.
Il protagonista compie un percorso di cambiamento che lo forgia e lo fortifica. Sembra vivere alla giornata, ma l’esistenza stessa si rivela più forte dell’amarezza, dei rimorsi e dei sensi di colpa.
Giuliano Brenna è molto abile a narrare la caduta e la risalita di un ragazzo che avrebbe potuto perdersi, continuando a non rivendicare il diritto ad essere felice, perché convinto di non meritarlo, e anche con il terrore di imbattersi nell’ennesimo abbandono.
E senza coraggio, si sa, non c’è vita, che è gioia e nello stesso tempo dolenza, ma vale la pena di immergersi nel suo mare.
L’ambientazione storica coinvolgente
Emblematico il Post scriptum al libro, tratto da un’opera di Guido Morselli: “Su questa terra non c’è l’eterno, non ci sono che attimi, per quanto incalcolabili”.
E poi c’è l’ambientazione storica, dettagliata e coinvolgente, che ci fa riflettere sugli abomini della storia e sul pericolo che ritornino senza l’impegno civile che è la vera forza di un paese.
Molto piacevole ci è sembrata anche la descrizione dei viottoli e delle strade di Lisbona come quella dei suoi piatti tipici, in primis dei suoi cortili, caratterizzati da un odore intenso e unico, misto anche a quello dei fiori. Non è un caso che il colpo di stato dei portoghesi sia noto come la “Rivoluzione dei Garofani”.
Consigliamo caldamente la lettura de ‘L’odore dei cortili’: un romanzo che insegna come, anche nei momenti più bui, esista la possibilità di un riscatto morale e umano, a patto che si abbia l’audacia e l’intelligenza di invertire la rotta. Soprattutto, di crederci.
Anna Merola
Biografia
Giuliano Brenna è nato nel 1966 a Tradate, in provincia di Varese. La sua grande passione, oltre la scrittura, è la lettura; l’opera proustiana ha un posto speciale tra gli scaffali della sua libreria. Accanto alle lettere trova posto la passione per l’enogastronomia, alcune sue ricette sono pubblicate nel volume Alta pasticceria – golosi tutto l’anno, curato da Valeria Arnaldi (2013).
È cofondatore della rivista letteraria libera LaRecherche.it di cui cura la sezione narrativa dei “Libri Liberi”; in particolare ha curato le antologie proustiane dal 2010 al 2021; sulla stessa rivista ha pubblicato numerose recensioni. Ha tradotto le poesie di Anna de Noailles, pubblicate su varie riviste e ne ha raccolto una piccola selezione in un volume dal titolo Le passioni, LaRecherche.it, (2016).
Suoi racconti sono stati pubblicati su riviste on line e cartacee, tra cui “L’area di Broca”, “Quaderni proustiani”; con il racconto L’orfanatrofio ha vinto il “Premio Città di Conza” nel 2018. Ha pubblicato: per LaRecherche.it, le raccolte di racconti Ricette in brevi storie (2007) e Luoghi comuni (2010); per Virginia Edizioni, il romanzo Briscoe Hall (2020).
L’odore dei cortili è stato proposto da Franco Buffoni al Premio Strega 2025, che ha definito l’ultima opera di Brenna “il romanzo della sua piena maturità stilistica”, ed è entrato così a far parte dell’elenco degli Amici della domenica.
L’odore dei cortili
Giuliano Brenna
Editore Il ramo e la foglia
Collana Romanzi
Genere Romanzo
Anno 2024
Pagine 264
