In attesa della finale del 28 luglio, giovedì 24 luglio si è conclusa la seconda settimana di spettacoli dell’edizione 2025 del ‘Roma Fringe Festival’: gli ultimi sei lavori in concorso hanno piuttosto deluso rispetto ai nove precedenti. Queste opere, rappresentate stavolta al teatro Vascello capitolino, sono apparse senza dubbio più deboli da un punto di vista drammaturgico e, a volte, anche per quanto riguarda la recitazione
I temi trattati continuano a essere profondi e di spessore, non mancano la guerra, le autobiografie di vite sofferte e i drammi legati al mondo del lavoro; tuttavia è forse proprio questa insistenza nei confronti di argomenti così deprimenti e anche attuali a compromettere la resa globale dei titoli presentati.
Roma Fringe Festival 2025
21 – 24 luglio
seconda settimana
Vuoto dentro – Roma
Regia Massimiliano Frateschi
con Daniela Pensa e Danilo Ditolve
Produzione Set Studio Academy
Mentre fuori è in corso una violentissima guerra nucleare, dentro una stanza, tra un giovane ragazzo e la sua sorellastra intercorre un inquietante rapporto incestuoso intervallato da lunghe chiacchiere.

Massimiliano Frateschi, vincitore del premio come miglior attore per “Ismael” al Fringe Festival dello scorso anno, torna in gara per l’edizione 2025 nelle vesti di regista con ‘Vuoto dentro’, un lavoro che racconta un futuro distopico e spaventoso, compromesso però dalla scarsa bravura degli attori in scena e da una rappresentazione che manca del giusto ritmo.
AzZione immediata – Civita Castellana / Roma
di Teatro Roget
con Rita Aprile, Riccardo Ferrauti e Fabio Pallini
Regia Marco Bandiera
con la supervisione artistica e il tutoraggio di Andrea Cosentino
Due attivisti, impegnati in una fallimentare protesta all’interno di un teatro contro le multinazionali che contribuiscono al cambiamento climatico, vengono interrotti da un altrettanto improbabile attore che, preso atto dell’incompetenza dei due ragazzi, inizia a dirigerli come fossero essi stessi due interpreti.

‘AzZione immediata’ è un lavoro dalle premesse interessanti che, senza troppa retorica, condanna la precarietà di alcune forme di protesta; tuttavia il lavoro si presenta troppo fumoso, troppo lungo e a tratti persino noioso, perdendo così per strada l’obiettivo di quella che sembrava una missione piuttosto seria.
Come le cose vanno – Roma
di Adele Bilotta
con Adele Bilotta e Sofia Morabito
Regia di Matteo Magazzù
Musiche originali di Sottovuoto
Caterina è una giovane donna che, scesa a patti con la propria coscienza, confessa a se stessa tutti i sentimenti scaturiti dalle avventure soprattutto dalle disavventure della sua giovane vita.

Adele Bilotta e Sofia Morabito sono le protagoniste di ‘Come le cose vanno’, un’opera onesta e sincera che soffre però la condizione tipica degli spettacoli autobiografici: mettere in scena una storia non sempre interessante ed esageratamente ricca di dettagli che, inciampando in una drammaturgia che passa dal comico al drammatico, si veste di un abito molto poco verosimile che scolorisce tutta la storia.
Roma Fringe Festival 2025: Tanto ormai – Roma
di Damiano Lepri e Adriano Gardumi
con Damiano Lepri, Luca di Sessa e Jacopo Dragonetti
Regia Adriano Gardumi
Tre soldati disertori si barricano dentro un appartamento mentre nel mondo esterno una sanguinosa guerra continua a seminare orrori. Chiusi in quella casa, i tre uomini avranno modo di creare un confronto ancora più violento della stessa guerra.

‘Tanto ormai’ è un copione dalle ottime intenzioni che decolla con una certa difficoltà a causa di una regia non sempre attenta e una costruzione narrativa poco lineare. Molto bravi i tre attori protagonisti.
Solo gli sfigati lavorano di domenica – Trento
di Manuela Fischietti
Drammaturgia e regia Alessio Kogoj
con Manuela Fischietti
Costumi e oggetti di scena Samuel Trentini e Piccola bottega dei Teatri soffiati
Tecnica Bloom service
Organizzazione Saba Burali
A quasi quarant’anni, Manuela ancora non ha trovato il suo posto definitivo nel mondo del lavoro. Questa condizione così sfibrante la porta a sfogarsi in modo tragicomico contro un sistema completamente squilibrato.

Le peripezie che caratterizzano il mondo del lavoro per le persone più giovani sono al centro di ‘Solo gli sfigati lavorano di domenica’, un’opera che non riesce a convincere per via di una lunga serie di ovvietà che fanno dello spettacolo un lavoro già visto molteplici volte.
Ogni stupida cosa – Roma
Scritto, diretto e interpretato da Marica Roberto
Musiche originali Tuktu & Belugas Quartet
Luci Stefano Stacchini
Mentre una donna matura conduce la propria vita seguendo i passaggi di una quotidianità piuttosto monotona, in tutto il mondo è in corso una guerra che, diventata un’abitudine, sembra sempre sul punto di essere dimenticata: ma così non può essere.

È un lavoro di grande spessore quello che Marica Roberto propone al Fringe 2025: ‘Ogni stupida cosa’ è un monologo che accende una luce sull’aspetto più terribile delle guerre passate e presenti e cioè la loro capacità di diventare quasi un evento normale che non ci stupisce più.
La Roberto racconta tutto questo con una regia di scarso impatto salvata, però, da un copione particolarmente profondo.
Gabriele Amoroso
Roma Fringe Festival 2025
Teatro Cometa Off e Teatro Vascello
Direttore artistico Fabio Galadini
