Al teatro Antigone capitolino, dal 22 al 25 gennaio, è andata in scena ‘Lisistrata’ di Aristofane. Un classico della tragedia greca che, per la regia di Emilia Miscio, pone la platea di fronte a un’ambientazione ben congeniata, riconducendola al presente
Emilia Miscio, premiata regista del panorama romano e anima della Compagnia Teatrale Sogni di Scena, arriva sul palco del teatro Antigone di Roma con un’originale rivisitazione della ‘Lisistrata’, commedia audace e visionaria di Aristofane.

L’opera, in scena dal 22 al 25 gennaio, attraversa i secoli con un tema che interroga ancora oggi il nostro presente: la guerra e la possibilità, radicale e provocatoria, di immaginare un mondo diverso.
Grazie alla rilettura della Miscio, questo classico greco conserva la stessa forza dirompente della prima messinscena, in quel 411 a. C. davanti a un esultante pubblico ateniese che ne apprezzò la genialità nonché il messaggio umanitario, portato in scena con grazia poetica e irriverenza.
Lisistrata: l’eroina tragica
Il contesto dell’opera è noto: la guerra lacera la Grecia, e le donne decidono di unirsi e di agire collettivamente per fermarla, utilizzando lo sciopero del sesso come atto politico estremo e paradossale.
Aristofane affida tutto questo a una figura femminile che ha la statura di un’eroina tragica: lucida, determinata, capace di assumersi il peso di una responsabilità collettiva che nessun uomo sembra voler portare.
L’allestimento di ‘Lisistrata’, nell’estetica della regista romana, dunque, trasforma il palco nell’Agorà di Atene, la parte alta della platea nell’Acropoli, le scale in un territorio da attraversare insieme agli attori che si muovono tra il pubblico. Lo spazio scenico, così vissuto, abbatte ogni barriera tra chi guarda e chi viene guardato.
Femminilità e virilità dialogano in una dimensione primordiale
I nove attori in scena – Violetta Rogai, Elisa Panfili, Federica Pallozzi Lavorante, Chiara Silano, Barbara De Nardis, Enzo Avagliano, Simone Giulietti, Nino Palmeri e Marco Gargiulo – danno vita a due Cori, uno maschile e uno femminile, che incarnano la guerra dei sessi attraverso invettive, scontri verbali e sequenze coreografiche intense.
Recitano tutti a piedi nudi: le donne in jeans aderenti e corpetti neri, gli uomini a torso nudo con pantaloni neri. Una scelta che esalta la fisicità, mettendo in dialogo femminilità e virilità in una dimensione primordiale.
L’estetica unisce contemporaneità e fascino antico: i costumi parlano il linguaggio di oggi, le pettinature richiamano l’antica Grecia, le musiche utilizzano strumenti ispirati a quelli antichi per restituire un suono arcaico e suggestivo.
Il risultato è un’esperienza teatrale totale, dove spazio, corpo e parola concorrono a creare un racconto che, attraverso il riso e la provocazione, invita a riflettere su un tema eterno e irrisolto.
Un inatteso finale è la caratteristica di questo adattamento così attuale del testo della Miscio, che fa virare la commedia greca verso la tragedia: Lisistrata, infatti, riuscirà a fermare la guerra del Peloponneso, ma la sua opera finirà lì. Dopo di lei, nei secoli a venire, tante altre guerre scoppieranno e continueranno ad essere alimentate, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Quando le luci si spengono, un’unica domanda può farsi largo nella coscienza dello spettatore: Cosa farebbe oggi una Lisistrata contemporanea?
Luisella Polidori
Foto: Riccardo Dell’Era
Teatro Antigone
dal 22 al 25 gennaio
Lisistrata
di Aristofane
Adattamento e regia Emilia Miscio
con Violetta Rogai, Elisa Panfili, Federica Pallozzi Lavorante, Chiara Silano, Barbara De Nardis, Enzo Avagliano, Simone Giulietti, Nino Palmeri e Marco Gargiulo
Disegno Luci Giorgio Caredda
Video Riccardo Dell’Era
Produzione Compagnia Teatrale Sogni di Scena
