Frammenti di vita, incontri, emozioni, lo scorrere del tempo diventano canto universale ne ‘L’irregolare geometria delle tegole’ di Luciano Giovannini, pubblicato da Daimon Edizioni. Una silloge che attraversa l’esistenza trasformando l’esperienza individuale in una riflessione condivisa
La nuova raccolta di poesie di Luciano Giovannini ‘L’irregolare geometria delle tegole’ uscita con Daimon Edizioni pone al centro la poesia come presenza essenziale, capace di creare relazione e di dare forma all’esperienza umana.

Come scrive l’autore in una nota del libro: “la poesia una volta che prende forma non appartiene più a chi la crea, bensì diventa di tutti, di chi l’apprezza e di chi la critica. Il mio obiettivo principale, la mia “mission”, è quella di portarla a spasso nei luoghi dove non è abituale vederla o ascoltarla, nei parchi, nelle piazze, tra i giovani”.
Poesia come elemento collettivo
La poesia diventa non solo strumento di comunicazione, ma spazio di condivisione, una forma di comunione che appartiene a chi scrive quanto a chi legge.
Grazia Dottore nella prefazione del libro ‘L’irregolare geometria delle tegole’ scrive: “Le poesie di Giovannini conducono a un viaggio introspettivo, svelando sensazioni profonde e intime. Malinconia e bellezza si intrecciano, creando un’architettura poetica sottile. Ogni verso è un tassello di un mosaico complesso, in cui la voce del poeta si rivela autentica e riverente e noi l’ascoltiamo con l’attenzione e il rispetto che si riservano a un cuore che si apre”.
La metafora dell’esistenza
Ricollegandoci al titolo ‘L’irregolare geometria delle tegole’ troviamo nelle forme irregolari delle tegole la metafora dell’esistenza con le sue fragilità. Le ferite dunque non sono limiti o debolezze, ma un passaggio necessario alla trasformazione.
La scrittura di Giovannini rimanda alla tradizione dei poeti del novecento. Lo stile è lineare, fluido e musicale, ricco di immagini e scevro da tecnicismi fuorvianti. Tra i versi non emergono ermetismi: il poeta vuol essere compreso e ascoltato da chiunque.
Lo scrittore dedica versi agli ospiti delle RSA, racconta in versi la vecchiaia: “Dimmi come te lo immaginavi/questo nostro avvicinarsi alla riva/con tanto sale sulla poppa/e troppi rimpianti nella stiva”, si esprime sulla guerra di Gaza, parla della morte, del dolore con estrema chiarezza.
Il senso dei giorni nella poesia civile
Troviamo dediche ai poeti, in particolar modo ad Amelia Rosselli, musicista, poetessa e traduttrice dell’opera di Sylvia Plath alla quale si sentiva legato a livello intellettuale ed emotivamente. Entrambe morirono per suicidio l’11 febbraio: nel 1963 la Plath, nel 1996 la Rosselli.
L’autore si lascia attraversare dalla vita con la voglia di afferrare il senso dei giorni, la sua sete di esistenza lo conduce a non tralasciare nulla di ciò che sente e vede intorno. Il suo mondo è fatto di tasselli da unire e ricomporre.
Così il lettore scopre Isaac Newton e la sua solitudine, conosce Carla Tuzzi, la più grande ostacolista italiana di tutti i tempi, partecipa al dolore per i migranti deceduti in mare, per chi sceglie di mettere fine alla propria esistenza col suicidio.
Si può definire poesia civile la sua, ma va ben oltre, perché abbraccia l’umanità in un canto corale lucido e potente. C’è quindi sempre la speranza che le cose possano cambiare, che il sereno possa tornare, fermandoci a respirare amore.
Michela Zanarella
Biografia
Luciano Giovannini è nato nel 1961 a Roma, si laurea in Lingue e Letterature Straniere all’ Università “La Sapienza” di Roma. Attualmente insegna Inglese presso un istituto secondario superiore di Palestrina (Roma).
Appassionato di poesia sin da giovanissimo, riscopre questo amore nel marzo 2020, dopo circa quaranta anni. Partecipa ai più importanti premi letterari nazionali ed internazionali ottenendo risultati di assoluto rilievo tra i quali numerosissimi piazzamenti sul podio e molti primi posti.
Sono circa 350 i riconoscimenti ricevuti in poco più di quattro anni. Si dedica anche alla scrittura di aforismi ed ha ottenuto, nel 2021, la vittoria nella sezione dedicata al premio nazionale di filosofia.
Ha svolto in passato, e tuttora svolge, la funzione di giurato in diversi ed importanti concorsi di poesia tra i quali il Premio Zingarelli nelle sezioni Poesia e Narrativa Edita, il Premio Città di Fermo, il Premio la Via delle Muse, il Premio Giampietri, il Premio i Versi non scritti.
Ha ricoperto il ruolo di Presidente della Sezione Internazionale del Premio Dino Campana e del già citato Premio Giampietri. Le sue opere sono presenti in moltissime antologie e riviste letterarie.
Ama Shakespeare, D’Annunzio, Montale, Saba, Ungaretti, Alda Merini.
A giugno 2021 ha pubblicato con la casa editrice Daimon la sua prima silloge: ”La morna del gabbiano ferito e altri canti”, nel 2022, sempre con la Daimon Edizioni, la sua seconda silloge: “Il folle, l’amante e il poeta“.
Ad aprile 2024 è uscito, con la medesima casa editrice, il suo terzo libro di poesie: “La croce di carta“, la cui prima presentazione è avvenuta a Roma presso il Campidoglio.
Vincitore del Premio Zingarelli 2022, da circa tre anni tiene con molto successo un corso di poesia per gli studenti dell’I.I.S. Eliano-Luzzatti di Palestrina.
Ha organizzato nel 2024 un concorso nazionale di poesia e narrativa, aperto agli studenti della scuola secondaria di secondo grado, nonché seminari e reading poetici.
Di recente è stato uno dei relatori della conferenza “L’Europa, Faro di Pace nel Mondo” in occasione della Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo tenutasi nella Sala David Sassoli del Parlamento Europeo- Roma.
Collabora con la pagina online poesiafemminilesingolare.it – Tutto ciò che fa ed è cultura ed ha curato la prefazione di diverse sillogi poetiche e saggi.
Luciano Giovannini
L’irregolare geometria delle tegole
Editore Daimon
Collana Paper & Poetry
Genere Poesia
Edizione 2026
Pagine 78
