Al teatro Argentina di Roma, dal 14 aprile al 3 maggio, va in scena ‘Le false confidenze’, una delle commedie più note di Pierre de Marivaux, grandissimo autore settecentesco della drammaturgia francese. Un testo che smaschera la nostra goffa incapacità di riconoscere, prima ancora che vivere, i sentimenti
La traduzione e l’ottima regia dell’opera in scena all’Argentina, fino al 3 maggio, sono di Arturo Cirillo, che nella pièce veste anche i panni dell’intrigante servo Dubois.

La principale destinataria di false confidenze è la giovane vedova Araminte, interpretata da Elena Sofia Ricci in stato di grazia. L’attrice toscana, che ritorna alla commedia teatrale dopo tanto tempo, è completamente a suo agio sia quando assume il piglio della nobildonna integerrima e infelice, sia quando si lascia finalmente andare all’amore per il giovane Dorante, Giacomo Vigentini.
Intorno a lei, che domina la scena, giocano un ruolo sottile e ambiguo le pretese della fastidiosa mamma, di cui Orietta Notari veste i panni, le smanie del Conte innamorato, interpretato da Giacinto Palmarini, le giravolte del servo Arlecchino, incarnato da Francesco Petruzzelli, le bugie del signore Remy, a cui Rosario Giglio presta corpo e voce, e le ingenuità della domestica Marton, Giulia Trippetta.
Le false confidenze: le trappole dell’innamoramento
Colpisce l’attualità del testo che indaga sulle mille trappole dell’innamoramento, sempre in agguato, anche quando alziamo le nostre difese.
Un’analisi introspettiva che Marivaux descrive con lucidità e che “si presenta – secondo il regista Cirillo – come un modernissimo trattato psicoanalitico sul tema dell’innamoramento, in cui non vi è malattia né esasperazione, ma un gioco sottile e ambiguo tra il falso (le confidenze) e il vero (il cuore), in cui può accadere d’incominciare ad innamorarsi senza accorgersene”.
In ‘Le false confidenze’, infatti, gioca un ruolo importante anche un ritratto, che rappresenta lo snodo delle azioni che porteranno al lieto fine, obbligandoci a delle riflessioni sul contrasto tra mente e cuore, e sulla nostra incapacità di gestire e comprendere, sempre nel modo giusto, gli inganni emotivi.
Mentire per i propri scopi
In questa commedia dove tutto non è come appare, a cominciare dal titolo, false confidenze, condensato in un ossimoro, anche la scenografia, messa a punto da Dario Gessati, sembra seguire i moti dell’animo della bella e giovane vedova Araminte.
Il palco è quasi interamente occupato da una gigantesca pedana mobile su cui si staglia un blocco monolitico di marmo scuro, con rientranze sempre in movimento, come se la materia stessa respirasse al ritmo dell’inquietudine della protagonista. Anche il suono, ideato da Federico Mezzana, compie dei salti improvvisi tra un genere musicale e un altro, passando dall’”Estate” di Vivaldi all’elettronica contemporanea.
Caratterizza lo spettacolo una vivacità notevole, acuita da dialoghi intelligenti, arguti e introspettivi, volti a scardinare l’animo dai finti e falsi grimaldelli del politicamente corretto e della falsa rispettabilità.
Nel mondo delle false confidenze tutti i personaggi mentono per il loro scopo. Il primo ad aprire le danze è Dubois, fine calcolatore che si è messo in testa di far andare in frantumi la comoda e monotona vita di Araminte, personaggio che non poteva trovare interprete migliore di Elena Sofia Ricci, capace di passare da un registro attoriale all’altro con disinvoltura e leggerezza.
Anna Merola
Foto: Manuela Giusto
Teatro Argentina
dal 14 aprile al 3 maggio
Le false confidenze
di Pierre de Marivaux
Traduzione e regia Arturo Cirillo
con
Elena Sofia Ricci Araminta
Giacomo Vigentini Dorante
Rosario Giglio Signor Remy
Orietta Notari La Signora Argante
Francesco Petruzzelli Arlecchino
Arturo Cirillo Dubois
Giulia Trippetta Marton
Giacinto Palmarini Il Conte
Assistente alla regia Mario Scandale
Assistente scenografo Stefano Pes
Costumi Gianluca Falaschi
Costumista collaboratrice Anna Missaglia
Disegno luci Pasquale Mari
Scene Dario Gessati
Suono Federico Mezzana
Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Marche Teatro, Teatro Stabile di Catania
