Scritte tra il 1963 e il 1964 e pubblicate nel 1965 da Giulio Einaudi Editore, ‘Le cosmicomiche’ – di nuovo edite da Mondadori nel 2022 – rappresentano uno dei vertici più originali della produzione di Italo Calvino. Nate nel clima culturale dell’era spaziale e apparse inizialmente sulle riviste Il Caffè e Il Giorno, queste storie fondono suggestioni scientifiche — dalla fisica all’evoluzione darwiniana — con la leggerezza ironica e paradossale che caratterizza la poetica dello scrittore
“Non sapeva concepire desideri in contrasto con la natura della Luna e il suo corso e il suo destino, e se la Luna ora tendeva ad allontanarsi da lui, ebbene egli godeva di questo allontanamento come aveva fino allora goduto della sua vicinanza“.
Con ‘Le cosmicomiche’, Italo Calvino dimostra la natura eclettica della sua ricerca intellettuale, affiancando all’interesse letterario una forte curiosità per la scienza. Ne nasce così un’opera che dialoga apertamente con il genere della fantascienza.

Ogni novella si apre con un breve inciso in corsivo dedicato al principio fisico che ne costituisce il punto di partenza, talvolta ostico per un lettore non esperto di scienza. I racconti veri e propri, tuttavia, trasformano quella complessità teorica in una narrazione agile, ironica e accessibile, dando vita a pagine paradossali ed esilaranti.
“La memoria conta veramente solo se tiene insieme l’impronta del passato e il progetto del futuro“.
Le cosmicomiche: l’amore irraggiungibile
Il narratore è Qfwfq, una creatura indefinita che sfida le leggi dello spazio e del tempo attraversando gli anni della galassia sin dalla notte dei tempi.
Persino il suo nome, provocariamente distante da ogni logica linguistica e costruito secondo una struttura speculare di tipo chiastico, contribuisce a delinearne l’alterità.
Eppure, al centro della sua esperienza rimane un sentimento costante: l’amore per una figura femminile che muta insieme all’universo. Il grande tema di quasi tutte le novelle è infatti l’amore per una donna irraggiungibile.
I personaggi vivono esperienze riconducibili alla quotidianità di un qualsiasi individuo degli anni Sessanta. Eppure si muovono in condizioni fisiche surreali e irripetibili, come l’esistenza di una moltitudine indistinta racchiusa in un unico punto.
È proprio da questa tensione tra ordinario e cosmico che scaturiscono racconti capaci non solo di suscitare ironia, ma anche di interrogare il lettore sulla natura dell’essere umano e sulle forme della convivenza sociale.
“Non esisteva né un prima né un dopo né un altrove da cui immigrare.”
Un gioco cosmico suggestivo dei protagonisti
La prima storia si sviluppa a partire dalla teoria della recessione lunare attribuita a Charles Darwin, in un universo fantastico dove la Luna può ancora essere raggiunta dagli uomini. Su questo presupposto scientifico, Italo Calvino costruisce un racconto romantico, attraversato da desideri e tensioni sentimentali.
La raccolta prosegue richiamando le teorie di Gerard Kuiper sull’origine del Sistema Solare. In questo scenario primordiale, Qfwfq appare ancora bambino, immerso in un universo in cui la materia non si è del tutto solidificata e ogni cosa prende forma attraverso il calore e la comparsa della luce.
La storia successiva si sposta invece sul moto del Sistema Solare attorno al centro della galassia, trasformando la competizione tra Qfwfq e KgWgk in un gioco cosmico fatto di segni e tracce, quasi fossero i primi tentativi dell’universo di costruire memoria e orientamento.
In un’altra novella, Italo Calvino fantastica su una moltitudine compressa in un unico punto dell’universo, costretta a confrontarsi con le inevitabili tensioni della convivenza. A inaugurare la nascita dello spazio sarà la signora Ph(i)Nko, mediante il gesto quotidiano e paradossale di impastare le tagliatelle.
“Le cose lontane, quando uno le guarda abbastanza a lungo, finiscono per diventare vicinissime.”
Il fascino cosmico della narrazione
Calvino continua a tradurre teorie scientifiche e passaggi dell’evoluzione cosmica in immagini narrative ironiche e surreali.
La nascita dei colori si intreccia così a una vicenda sentimentale tra chi è sedotto dalle sfumature cromatiche e chi invece ricerca il grigio; la teoria dello stato stazionario assume i contorni di una partita a biglie tra due bambini; l’era carbonifera si trasforma nel racconto di un pesce restio ad abbandonare il mare per la terraferma.
Seguono poi le scommesse di due personaggi sugli eventi decisivi della galassia, fino alle storie dedicate all’estinzione dei dinosauri e alla formazione dei molluschi.
Con ‘Le cosmicomiche’, l’autore realizza un’opera difficile da classificare, accessibile a lettori di ogni età e capace di fondere divulgazione scientifica, immaginazione narrativa e riflessione esistenziale. Dietro il gioco cosmico e l’ironia, emergono infatti le debolezze e i limiti umani dei personaggi.
Una forma narrativa ancora viva e contemporanea
Pur nella sua apparente leggerezza, il libro possiede una notevole forza evocativa e rimane impresso a lungo nella memoria di chi legge. Il suo fascino fiabesco nasce soprattutto dalla straordinaria abilità dello scrittore nel coniugare l’incanto del racconto per bambini con l’immaginario della fantascienza.
Il 1965 coincide con una stagione di straordinario fermento scientifico e spaziale: lo sguardo dell’umanità era puntato verso la Luna, mentre la stampa seguiva con entusiasmo la competizione tra americani e sovietici nella conquista dello spazio.
In questo contesto, Calvino assorbe appieno le suggestioni del proprio tempo, facendo di ‘Le cosmicomiche’ un’opera legata al clima culturale dell’epoca.
A distanza di decenni, ‘Le cosmicomiche’ continua a parlare al presente. Se negli anni Sessanta lo spazio rappresentava una frontiera capace di alimentare meraviglia e immaginazione, oggi continua a essere un territorio da esplorare e conquistare.
La curiosità verso l’universo, che attraversa da sempre scienziati, scrittori e visionari, trova nelle pagine di Calvino una forma narrativa ancora viva e contemporanea. Ed è forse proprio qui che risiede la forza del libro: nell’avere trasformato il cosmo in uno specchio ironico e poetico dell’essere umano.
Valeria Vite
Biografia
Italo Calvino, (Santiago de Las Vegas, Cuba, 1923 – Siena 1985), dopo gli studi e la Resistenza si trasferì a Torino, dove dal 1947 al 1983 lavorò a vario titolo per l’editore Einaudi. Nel 1964 prese dimora a Roma, quindi a Parigi dal 1967, dal 1980 di nuovo nella capitale.
Della sua vivace attività come redattore e animatore della casa editrice Einaudi è documento la raccolta di lettere editoriali “I libri degli altri” ( Einaudi Supercoralli, 1991). Il suo primo romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno” è uscito nei Tascabili Einaudi nel 2002.
Attivo collaboratore di quotidiani e riviste, pubblicò oltre venti libri, fra i quali “Il sentiero dei nidi di ragno” (1947), “Ultimo viene il corvo” (1949), “Il visconte dimezzato” (1952), “Fiabe italiane” (1956), “Il barone rampante” (1957), “I racconti” (1958), “Il cavaliere inesistente” (1959), “Marcovaldo” (1963), “Le Cosmicomiche” (1965), “Ti con zero” (1967), “Le città invisibili” (1972), “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (1979), “Palomar” (1983).
La fine improvvisa lo colse durante la preparazione delle “Lezioni americane” (1988).
Le cosmicomiche
Italo Calvino
Editore Mondadori
Collana Oscar Moderni
Genere Fantascienza
Anno 2022
Pagine 204
