Durante un rave clandestino organizzato in pieno lockdown, un uomo guarda attonito il corpo senza vita di colui che ha appena colpito con un lingotto d’oro. ‘Universality’ di Natasha Brown, edito da NN, inizia catapultando il lettore al centro della storia. Un romanzo sofisticato, che ambisce a far riflettere sul rapporto tra verità, potere, media e costruzione delle narrazioni contemporanee
“Una fattoria offre possibilità che un palazzo di città non è proprio in grado di offrire. Qui avremmo potuto diventare autosufficienti, vivendo dei frutti della terra, in unione con la natura anziché combattendola.”
L’uomo con il lingotto in mano si chiama Jack; apprenderemo nel corso del racconto, che si tratta di uno sbandato opportunista; privo di lavoro, casa e denaro, che cerca sostentamento in vari modi, dalla fidanzata che lo mantiene ad altri escamotage. L’uomo che crede di aver ucciso è Pegaso, il leader di un gruppo di attivisti con lo scopo di costruire una società basata su comunità autosostenibili.

Nella ricerca di un appezzamento di terreno su cui costruire la comune di ideali, incappano nella tenuta abbandonata del banchiere Richard Spencer. Suo è il lingotto usato come arma di aggressione. Jack era ospite di Spencer grazie all’intercessione di una famosa giornalista, Lenny Leonard.
Le relazioni fra Jack, Spencer, Lenny, e gli altri protagonisti di ‘Unversality’ le scopriamo man a mano che cerchiamo di risolvere un mistero. Anche se il romanzo non è solo un noir moderno.
“Ribattezzatisi gli Universalisti, consideravano l’essersi impadroniti della tenuta come un gesto di attivismo politico, piuttosto che di occupazione abusiva”.
Luci e ombre dell’informazione
Il ruolo dei media è centrale nel romanzo. Giornalisti, opinionisti e attivisti non si limitano a raccontare la realtà, ma la modellano per i loro scopi. Ma non solo: Brown mostra anche come chi usufruisce dell’informazione sia ormai privo degli strumenti culturali per digerirne i contenuti con adeguato spirito critico. O meglio, sufficientemente pigro per non andare oltre il click della testata.
La figura dell’opinionista Lenny Leonard incarna alla perfezione la negatività alla base di questo circolo vizioso: una donna che comprende come gestire il potere delle parole e lo utilizza per cavalcare il dibattito pubblico, adattando la propria posizione alle tendenze del momento.
“L’idea è quella di far sentire ogni lettore parte del gruppo, spiega Lenny. «Fargli credere che è un intellettuale, uno di quegli uomini che leggono veramente il gior nale. Dargli uno spunto per attaccare un pisto lotto agli amici del pub». Negli occhi di Lenny passa un sorriso birichino. “Anche se sta solo guardando qualche paragrafetto screenshottato su Twitter”.”
Universality: il British style che non delude
Ci piace definire ‘Universality’ come il caratteristico romanzo dalla prosa rassicurante in quanto essenziale, asciutta, priva di superflui compiacimenti; un perfetto stile british contemporaneo, degno erede della penna dei Coe, Rowling, Haddon.
L’autrice infatti riesce a costruire personaggi credibili e dialoghi efficaci, senza trasformarli in caricature.
“Anche queste cooperative hippy offendono il suo concetto radicale di proprietà. «Non ha senso» dice Pegaso. «Se stai usando la terra, se la stai coltivando, allora è tua. Punto e basta. L’azione equivale al possesso. Non è qualcosa di trasferibile. O di escl sivo. Non si può scambiare l’azione con il denaro. Altrimenti è solo capitalismo». “
Caledoscopico luccichìo
Il racconto viene costruito da una molteplicità di vedute che fornisce un tratto distintivo al romanzo, ma da un lato anche un elemento di disorientamento.
I continui cambi di prospettiva, i salti temporali e il passaggio da una voce narrativa all’altra rendono più difficoltoso seguire la sequenza degli eventi. La costruzione della cronologia richiede, in alcuni passaggi, maggiore energia, a discapito del trasporto della narrazione. La fluidità risente, a tratti, delle interruzioni derivanti dalla complessa architettura della trama.
“La realtà della situa zione si stava sfaldando e ricomponendo, le sue speranze si ritorcevano in groppi di delusione.”
Un romanzo temporale
Covid, lockdown, Brexit, social media, cultura woke, identità e politica sono elementi imprescindibili alla storia, rendendola molto attuale e capace di catturare il clima culturale degli anni venti del nuovo secolo.
Molte delle questioni affrontate sono così strettamente connesse al contesto specifico della post pandemia, che si rischia di perdere parte della loro forza immaginifica con il passare del tempo.
Leggendo ora il libro, a distanza di alcuni anni, si nota come la modalità di rappresentare la realtà fosse influenzata dal vissuto del momento storico. In questo modo, rappresenta una indiscussa testimonianza di un folle, caotico, unicom e inimmaginabile fino allora, periodo dell’umanità.
Ma dall’altra produce la sensazione di essere specifico solo di quel dato momento, a discapito dell’universalità richiamata nel titolo.
“Ma la vicenda è stata presto dimenticata, perché l’attenzione del paese ha continuato a concentrarsi sulla pandemia di Covid-19 e sulla strategia del governo per i difficili mesi inverna li in arrivo.”
Universality: chi controlla il racconto della realtà
‘Universality’ è un romanzo carico di significati, che la qualità della scrittura e la profondità delle tematiche affrontate rendono interessante e brillante.
In una riflessione su manipolazione, potere e linguaggio, emerge una realtà contemporanea in competizione tra versioni differenti degli stessi eventi, in cui non conta ciò che accade, ma come si riesce a raccontarlo.
Laura Vespa
Biografia
Natasha Brown (Cambridge, 1989) è una scrittrice inglese. Con il romanzo d’esordio “Assembly” (2021), tradotto in diciassette lingue e vincitore del Betty Trask Award 2022, è stata finalista al Goldsmiths Prize, al Folio Prize e all’Orwell Prize for Political Fiction.
Nel 2025, “Universality” è entrato nella longlist del Booker Prize e nella short list dell’Orwell Prize.
Natasha Brown
Universality
Traduzione Martina Testa
Editore NN Editore
Genere Narrativa contemporanea
Collana La stagione
Anno 2026
Pagine 224
