Fino allo scorso 7 dicembre, il teatro Belli di Roma ha ospitato ‘In casa con Claude 2.0’, un libero adattamento di “In casa con Claude”, un celebre testo canadese che in questa versione, diretta da Giuseppe Bucci, risulta parecchio pallido, spegnendo il potenziale di un copione molto suggestivo
Yves è un giovane escort omosessuale che si reca presso una stazione di polizia per confessare spontaneamente l’uccisione di uno dei suoi clienti; il commissario che torchia Yves durante un lunghissimo interrogatorio non riesce però a estorcere al giovane uomo le motivazioni di quel gesto sanguinoso.

“In casa con Claude” è un testo che della sua pubblicazione continua a riscuotere successo ogni volta che viene rappresentato, l’opera porta alla firma del canadese René Daniel Dubois e si colloca all’interno del filone dei thriller psicologici.
In casa con Claude 2.0: una messinscena pallida
Il copione è costruito su una parabola ascendente che porta alla soluzione del caso con una straziante confessione, fatta dal protagonista Yves, con un infinito monologo che nasconde fra le righe un dolore e un tormento molto più grandi di quanto non siano davvero.
Tuttavia in questa versione, adatta e diretta da Giuseppe Bucci, il grande potenziale dell’opera, al cui titolo viene aggiunto un superfluo 2.0, non viene sfruttato nel modo migliore e tutto il lavoro ne perde in energia e suggestione.
Bucci, infatti, allestisce una regia piuttosto piatta che fa perdere l’atmosfera claustrofobica propria dell’azione e che si barcamena continuamente, senza mai arrivare a un punto concreto, tra la necessità di creare un dinamismo sul palco e la staticità che tiene bloccati i personaggi alle loro posizioni fisiche e mentali.
Poco da salvare
Anche i due protagonisti in scena contribuiscono poco alla salvezza della rappresentazione, poiché se da un lato Enrico Sortino, nei panni dell’ambiguo commissario, crea un personaggio tutto sommato inquadrato e verosimile, al suo opposto Matteo Santorum si cala nei panni di Yves con una recitazione troppo immatura e artefatta.
‘In casa con Claude 2.0’ sarebbe uno spettacolo di impatto e ottimo per dar vita a una regia visionaria ed elaborata ma, almeno in questa circostanza, purtroppo non riesce a ottenere un risultato memorabile.
Gabriele Amoroso
Foto: Manuela Giusto
Teatro Belli
dal 4 al 7 dicembre
In casa con Claude 2.0
liberamente tratto da “Being at home with Claude” di René Daniel Dubois
Adattamento e regia Giuseppe Bucci
con Matteo Santorum ed Enrico Sortino
Musiche originali Giovanni Coda
Produzione Giuseppe Bucci per Teatro Segreto
