Nella raccolta ‘Corpo di figlia’ Francesca Innocenzi entra con delicatezza negli affetti, l’essere figlia rivela un legame profondissimo con la figura materna in un corpo che cambia e diventa accogliente memoria di emozioni indelebili
“Adesso fermati, vento perché solo il flusso segreto del sangue culli questo mio corpo di figlia“
‘Corpo di figlia’ di Francesca Innocenzi pubblicato da Puntoacapo è una raccolta di poesie di grande intensità. Il titolo, inoltre, fa pensare a “Corpo felice” di Dacia Maraini, in cui l’autrice riflette sulla sua formazione, sull’educazione religiosa che tendeva a marginalizzare il ruolo femminile, attraversando anche l’esperienza dolorosa di un aborto spontaneo e l’ipotesi di una vita che non è stata.

L’autrice, nel libro, racconta al figlio mai nato di Proserpina e delle preghiere che le dedicavano le giovani romane per ricevere in cambio un corpo fertile.
Un corpo capace di partorire non soltanto figli, ma anche pensieri, sogni e desideri. Sono due modi diversi, ma allo stesso tempo affini, di vivere il corpo esterno ed interno.
Corpo di figlia: la sacralità del corpo
Il corpo così diventa l’elemento cardine della silloge e rappresenta la sede del sacro, oscilla tra illusione e tempio per definire e completare l’identità sociale. Il corpo, dunque, non è solo fisico ma si estende a quello astrale, diventando veicolo di evoluzione dell’anima.
Demetra e Persefone, madre e figlia, sono un riferimento chiave della mitologia utilissimo per comprendere la profondità di un legame consolidato che va oltre il tempo: “Chissà se mi svelasti, madre la vita randagia del corpo che sa e tace se non dice dolore”.
Emergono, tra i versi, ricordi di un passato fecondo di echi e drappeggi.
Poesia come rivelazione che insegna i valori
La madre è figura portante dell’intera raccolta, il distacco o meglio la dipartita provoca una frattura interiore che rivela al corpo la pesantezza di un’assenza: “Al getto del rubinetto tendevo il braccio, mentre un’altra mano, di sopra ti stringeva il polso – e tu, non vista di là della finestra ti scioglievi in una venatura d’aria”.
La scrittura dell’Innocenzi è carica d’affetto, matura al punto tale da elevarsi in orazione eterna. È proprio davanti a una natività che il verso mantiene una potenza spirituale e visiva tali da concretizzare l’amore nell’essenzialità.
Il legno, qui, è il simbolo di un destino, della croce che lo rende figlio dell’umanità, mentre la poesia diventa testimonianza di vite vissute, sentite, attraversate, è rivelazione che insegna il valore delle cose.
La parola: quando si manifesta è sempre una nascita
In ‘Corpo di figlia’, “Figlia di poesia sono stata” scrive Innocenzi, e possiamo immaginare quanta verità sia racchiusa tra le pagine.
La parola è una nascita ogni volta che si manifesta, ecco che l’autrice diventa madre di versi autentici e non è più solo figlia, ma genitrice di poesia.
Se “Imparare a camminare è il primo distacco” e “nel respiro è la cura”, tenere ben salde le radici è l’esercizio che la poesia sa compiere per far coincidere la vita con la memoria.
Michela Zanarella
Biografia
Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona) nel 1980. Laureata in lettere classiche, è dottoressa di ricerca in poesia e cultura greca e latina di età tardoantica.
Ha pubblicato prose liriche, racconti e le sillogi “Giocosamente il nulla” (Progetto Cultura 2007), “Cerimonia del commiato” (ivi 2012), “Non chiedere parola” (ivi 2019), “Canto del vuoto cavo” (Transeuropa 2021); la plaquette “Formulario per la presenza” (Progetto Cultura, 2022); i saggi “Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana” (Eum 2011) e “Voci dal tempo indicibile”; “Ventuno saggi brevi sulla poesia” (Rossini 2023); i romanzi brevi “Sole di stagione” (Prospettiva 2018) e “Diario di una stalker mancata” (Progetto Cultura 2022).
Nel 2023 è uscita in Romania la plaquette bilingue “Halou de toamnǎ” / “Alone d’autunno” per Edizioni Cosmopoli; nel 2024 la silloge “Formulario para la presencia” (Letra Dorada, Colombia), tradotta in spagnolo da Emilio Coco.
Francesca Innocenzi ha ideato e diretto il Premio di poesia “Paesaggio interiore” ed è direttrice artistica dell’omonimo Festival.
Corpo di figlia
Francesca Innocenzi
Editore Puntoacapo
Collana Intersezioni
Genere Poesia
Edizione 2025
Pagine 62
