Roma non è soltanto una città: è un palcoscenico di contraddizioni, un luogo dove eleganza e degrado, potere e fragilità convivono in un equilibrio instabile. In ‘Arrivederci, Roma’ Monica Mazzarella trasforma questa cornice in un teatro del mistero, raccontando un enigma che intreccia passato e presente, vita privata e indagine professionale. L’autrice, al suo primo romanzo, ci conduce tra salotti aristocratici e periferie dimenticate, restituendo un ritratto vivido della capitale e dei suoi chiaroscuri. È in questo scenario che si muovono personaggi intensi e contraddittori, pronti a trascinare il lettore in un viaggio che è al tempo stesso investigazione ed esplorazione dell’animo umano
“Era stanco. La mattina, la quotidiana afflizione di alzarsi dal letto. Quella città era dannatamente bella, ma gli aveva succhiato ogni energia, ogni entusiasmo e soprattutto il piacere dell’interazione umana. Cinque anni frullato dal traffico forsennato, strattonato da una città perennemente urlante; una fucina di Efesto popolata da manichini, angeli e demoni che, prendendosi per mano, si avvicendavano in un eterno gioco delle parti. Se non avessero accolto la domanda di trasferimento avrebbe rassegnato le dimissioni.”
Il commissario Luis Privitero, è pronto a lasciare la città per un sospirato trasferimento a Siracusa. Tuttavia, il destino lo trattiene nella capitale con un ultimo caso che si rivela un intricato labirinto. La vicenda prende avvio con il ritrovamento di Flaminia Fabiani, ridotta in fin di vita nella casa dell’ex fidanzato Claudio De Angelis, misteriosamente scomparso.

A poche ore di distanza, un secondo episodio scuote la città: nella pineta di Castelfusano viene rinvenuto il corpo del fruttivendolo Gaspare Dionisio, collocato in una scenografia inquietante che rivela la mano di un assassino tanto crudele quanto meticoloso.
Questi due eventi, apparentemente distinti, si intrecciano in un gioco di specchi che trascina il protagonista in un dedalo di verità nascoste.
La Roma salottiera, elegante e impenetrabile, si mescola con ambienti marginali e disperati, mentre un filo rosso di sangue lega il presente a un’indagine passata, che costringe il commissario a confrontarsi con i propri fantasmi e con le contraddizioni dell’animo umano.
“La musica è un potente doping naturale e Luis, profondo estimatore della disco dance anni settanta, si lanciò in una prestazione di guida degna della più funambolica Parigi Dakar. Dribblava il traffico romano a una velocità da stracciamento eterno della patente, cantando a pieni polmoni parole sconnesse e, poliglotta come ogni indemoniato che si rispetti, lanciava fantasiosi improperi agli ostacoli umani che gli si paravano davanti, ora in spagnolo, ora in romanesco.”
Arrivederci, Roma: la forza è nei personaggi
Luis è un personaggio complesso, diviso tra il desiderio di chiudere con Roma e la necessità di affrontare un enigma che lo coinvolge nell’anima. La sua garra argentina e le radici siculo-emiliane lo rendono una figura sfaccettata, capace di incarnare la determinazione e la fragilità di chi lotta contro il tempo e contro se stesso.
Accanto a lui si muove Agata, sorella irruente e aspirante scrittrice, che con la sua energia vulcanica sconvolge la quotidianità del fratello e introduce una vena ironica capace di alleggerire la tensione drammatica. La loro relazione, fatta di scontri e complicità, aggiunge spessore emotivo alla vicenda e restituisce al lettore un ritratto familiare autentico e vibrante.
Roma, infine, non è un semplice scenario: la città diventa soggetto silenzioso, amante contraddittoria che seduce e ferisce, avvolgendo i personaggi con la sua bellezza decadente e la sua vitalità caotica.
“La prima vittima della lunga serie di cazziatoni della giornata sarebbe stata sua sorella, ovvero l’essere disturbante che gli aveva regalato quella sveglia demenziale. Lasciò Gizmo nel suo soliloquio e si preparò per la quotidiana sessione di corsa. Fin dalla tenera età, mamma e papà Privitero avevano precettato i figli affinché svolgessero una qualsivoglia attività sportiva, nella speranza che scaricassero la sconcertante energia con la quale sconquassavano casa.”
Una narrativa appassionante
La scrittura di Mazzarella è scorrevole e incisiva, capace di alternare momenti di introspezione a sequenze d’azione serrate, mantenendo costante la suspense.
L’autrice utilizza immagini evocative e un linguaggio preciso, privo di ridondanze, che suggerisce al lettore la sensazione di trovarsi immerso in una Roma viva e pulsante.
I temi centrali ruotano attorno al dualismo eterno tra amore e odio, bene e male, speranza e disillusione: l’ironia di Agata riequilibra la cupezza della trama, mentre la malinconia di Luis rimanda profondità emotiva alla narrazione.
Pur essendo una scrittrice esordiente, dunque, Mazzarella possiede una grande sicurezza narrativa e un grande dominio dei personaggi, che tratteggia in modo coerente e non banale.
Da Roma non si fugge mai
‘Arrivederci, Roma’ non è soltanto un giallo ben congegnato: è un viaggio nelle pieghe della coscienza, un addio struggente a una città che sa essere madre e matrigna, rifugio e prigione.
La combinazione di trama avvincente, individui vividi e stile elegante rende il romanzo un’esperienza di lettura intensa e raffinata, capace di coinvolgere tanto gli amanti del poliziesco quanto chi cerca una storia che indaghi le contraddizioni dell’animo umano.
Andrea Di Sciullo
Biografia
Monica Mazzarella vive tra la caleidoscopica Sicilia e il placido Nordest. Divoratrice seriale di libri, nel 2023 decide di provare a passare dall’altra parte della barricata: nasce così “Arrivederci, Roma”, suo romanzo d’esordio.
Arrivederci, Roma
Monica Mazzarella
Editore IoScrittore
Collana
Genere Giallo
Anno 2025
Pagine 271
