Con gli ultimi sei spettacoli in concorso, andati in scena dal 20 al 24 luglio, si chiude questa del Roma Fringe Festival 2026, in attesa della serata finale in programma proprio stasera, 24 luglio
Gli ultimi sei spettacoli presentati al Roma Fringe Festival 2026 si sono distinti per la buona qualità delle idee al centro dei testi e per alcune interpretazioni senza dubbio notevoli.
Tuttavia, anche in questo gruppo di lavori non sono mancate proposte in qualche modo già viste e rappresentazioni di forzata rottura che non sconvolgono poi così tanto
Roma Fringe Festival 2026
Seconda settimana
Mancanza di stelle
di e con Maria Lomurno
Una ragazza giovane, dotata di una spiccata intelligenza e di un adorabile senso dell’umorismo, rivive sdrammatizzando i passaggi più fallimentari e controversi della propria vita, continuando a sentire su di sé il peso del valore della propria adorata sorella ormai deceduta.

Maria Lomurno scrive e interpreta ‘Mancanza di stelle’, uno tra i monologhi meglio inquadrati di questo Fringe che, con un linguaggio contemporaneo, diretto e ricco di immagini evocative, racconta il controverso sentimento di inferiorità che una ragazza prova all’interno di una dolorosa dinamica familiare, arrivando al pubblico in modo sincero e definito grazie soprattutto all’ottima interpretazione della stessa Lomurno.
Il corpo di Matteotti
Regia Andrea Baldoffei
con Andrea Baldoffei e Matteo Vairo
Liberamente ispirato al libro omonimo di Italo Arcuri
Amleto Poveromo è l’uomo incaricato di seppellire il corpo ormai esanime di Giacomo Matteotti. Nel corso di quest’azione, Poveromo si lascia andare a un lunghissimo e tormentato monologo interiore nel quale esprime tutta la propria dilaniazione psicologica.

È probabilmente un lavoro da finale ‘Il corpo di Matteotti’. Questo singolare spettacolo si presenta alla platea come un ibrido tra teatro di ricerca e teatro danza, nel quale il faticoso e sfibrante lavoro fisico compiuto da Andrea Baldoffei rischia quasi di sopraffare i versi del lungo monologo con il quale viene descritto il dramma interiore di Amleto Poveromo.
The Kisser – Divoratrice di bocche
di e con Martina Gabrielli
Una giovane donna senza nome esprime un delirante e quasi incomprensibile monologo con il quale ricorda i confusi e folli giorni trascorsi alla ricerca di un perverso piacere fisico.

‘The Kisser – Divoratrice di bocche’ è indubbiamente la proposta più assurda di questo Festival.
La rappresentazione vede come unica protagonista Martina Gabrielli che, all’interno di una cornice statica e cupa, si muove come una marionetta eseguendo una pantomima accompagnata da versi, sospiri, balbettii, frasi sconnesse e brevi battute che finiscono per ottenere un involontario effetto comico.
Roma Fringe Festival 2026
Seconda settimana
Left Blank
Scritto e interpretato da Federico Di Dedda
Regia Anna Chiara Giordani
In un presente distopico e oscuro, tutte le occasioni perse dell’esistenza di ogni essere umano vengono catalogate e protocollate all’interno di un cupo archivio colmo di documenti. Il giovane responsabile dell’ufficio cede alla tentazione di aprire il proprio fascicolo, sebbene sia vietato, scoprendo che è completamente vuoto.

È molto interessante l’idea di ‘Left Blank’: si tratta di un lavoro di stampo contemporaneo che viene portato in scena come una grande metafora della complessità della vita e dell’elaborazione del rimpianto. Tuttavia, l’opera non sembra mai spiccare un vero e proprio volo e tende a rimanere claustrofobica e poco incisiva.
C’ho la scoliosi. Ode all’impossibilità (fisica, giuro!) di tenere la schiena ben dritta
Testo e regia Marta Bulgherini
con Marta Bulgherini e Camilla Tagliaferri
Una simpatica giovane attrice sulla trentina è impegnata nella rappresentazione del proprio spettacolo quando, improvvisamente, interrompe la messa in scena e si rivolge al pubblico per sfogare il proprio senso di inadeguatezza all’interno di un mondo nel quale non riesce a trovare il proprio posto ideale.

‘C’ho la scoliosi’ è l’unica proposta realmente leggera di questa edizione del Roma Fringe Festival. Lo spettacolo di Marta Bulgherini è piuttosto divertente e dotato di una regia semplice ma capace di dar vita a scene particolarmente evocative.
In scena, insieme alla brava Camilla Tagliaferri, Marta Bulgherini si lascia forse andare a un entusiasmo talvolta eccessivo, ma realizza comunque un lavoro ritmato e brillante.
Le ultime parole famose
di Riccardo Gueci
Regia Francesca Sirtori
con Francesca Sirtori e Riccardo Gueci
Costumi Matteo Longari
Disegno luci Riccardo Gueci
Scenografia Compagnia Sotto la Tenda
Due figure, una maschile e una femminile, che sembrano quasi irreali, si interrogano sul comportamento ideale che dovrebbe avere un genitore, attraversando piani temporali e identità differenti. Quell’uomo e quella donna finiranno per rendersi conto che tutte le buone intenzioni espresse da un essere umano si scontrano inevitabilmente con una realtà profondamente diversa.

Ripescato all’ultimo momento per far parte dei quindici spettacoli ufficiali di questa edizione del Fringe, ‘Le ultime parole famose’ appare a sorpresa come uno dei lavori migliori.
L’opera mette in scena una storia fatta di elementi drammaturgici elaborati e ben articolati, rappresentati con una scenografia semplicissima ma altrettanto evocativa, che diventa lo spazio ideale per l’ottima interpretazione e la perfetta sintonia dei due protagonisti, Francesca Sirtori e Riccardo Gueci.
Gabriele Amoroso
Foto: Piero Tauro
Teatro Vascello
dal 13 al 24 luglio
Roma Fringe Festival 2026
Direttore artistico Fabio Galadini
