Dopo trentatrè rappresentazioni complessive e due settimane di programmazione, il 24 luglio si è conclusa al teatro Vascello la XIV edizione del Roma Fringe Festival, che ha premiato come miglior spettacolo ‘Il corpo di Matteotti’. Sotto la sempre attenta direzione di Fabio Galadini, la rassegna dedicata al teatro indipendente italiano ha aperto ancora una volta le proprie porte a compagnie di giovani attori, registi e drammaturghi chiamati a raccontare il mondo che ci circonda: tuttavia, questi artisti lo hanno fatto attraverso prospettive e analisi che, anche stavolta, sembrano rimanere bloccate lungo la stessa strada
Al teatro Vascello, lo scorso 24 luglio si è conclusa la 14ª edizione del Roma Fringe Festival. Ad aggiudicarsi il premio come miglior spettacolo è stato ‘Il corpo di Matteotti’, testo scritto e diretto da Andrea Baldoffei che, attraverso un linguaggio sospeso tra teatro civile, teatro danza e ricerca scenica, racconta l’uccisione di Giacomo Matteotti da una prospettiva nuova e inaspettata: quella del suo assassino materiale, Amleto Poveromo.

Come già accaduto lo scorso anno, anche questa edizione ha presentato quindici spettacoli anziché i consueti ventuno.
Nel 2026 le tematiche affrontate dai giovani autori in concorso sono state, nel complesso, le medesime delle passate due, se non tre, edizioni: la difficoltà nella comunicazione, la ricostruzione storica, il patriarcato, il femminismo e le relazioni interpersonali.
Roma Fringe Festival 2026: sempre gli stessi temi
Un dato che invita inevitabilmente alla riflessione. Se, da un lato, le nuove generazioni di drammaturghi continuano a inseguire, senza dubbio in buona fede, un teatro impegnato e di forte valore civile, dall’altro le idee alquanto innovative non emergono mai.
Colpisce, inoltre, come l’opera vincitrice di quest’anno sia ambientata nello stesso periodo storico di quella premiata nella precedente edizione.
Ciò nonostante, questo quattordicesimo appuntamento del Fringe ha offerto al pubblico romano interpretazioni di buon livello e alcuni interessanti guizzi registici, capaci di lasciare il segno.
“Masnada Quest” lascia il segno
Tra le proposte che sembrano destinate a un futuro particolarmente promettente spicca ‘Masnada Quest’, anch’esso uno spettacolo finalista, un’opera che accende i riflettori sul tema dell’educazione affettiva attraverso una drammaturgia originale, ricca di inventiva e profondità.
Il Roma Fringe Festival si conferma un importante appuntamento del panorama teatrale italiano.
Proprio per questo, però, oggi gli si chiede con sempre maggiore convinzione un autentico rinnovamento delle tematiche e dell’immaginario, affinché possa rappresentare in misura ancora maggiore quella vivace scena indipendente che, nonostante le difficoltà, continua a costituire una preziosa boccata d’ossigeno per i nostri palcoscenici.
Gabriele Amoroso
Foto: Piero Tauro
Teatro Vascello
dal 13 al 24 luglio
Roma Fringe Festival 2026
Vincitori
Migliore Spettacolo
Il Corpo di Matteotti
regia Andrea Baldoffei
con Andrea Baldoffei e Matteo Vairo
Migliore Regia
Pigiama Party
regia e drammaturgia Martina Badiluzzi
con Viviana Barboni, Camilla Benzi Alice Casales, Tiziana Di Tella, Caterina Petrarulo
Migliore Drammaturgia
Il Corpo di Matteotti
Premio Migliore Attrice
Manuela Fischietti (Mi chiamavano Tina)
Premio Migliore Attore
Giacomo Toccacieli (Masnada Quest – Trova Margherita)
Premio Speciale Off
The Kisser – Divoratrice di bocche
di e con Martina Gabrielli
Premio della Critica
Masnada Quest – Trova Margherita
Premio Alessandro Fersen
Ex Pose Me
Premio Spirito Fringe
Masnada Quest – Trova Margherita
