La raccolta di poesie di Giulio Mazzali ‘La pratica del buio’ edita da peQuod è la concreta testimonianza della forza della parola che resiste e trasforma il buio in luce, atto d’amore verso la vita
Nel buio che attraversa il tempo c’è sempre uno spiraglio di luce che infonde coraggio per andare avanti.

Giulio Mazzali nel libro ‘La pratica del buio’ pubblicato da peQuod parte da un esilio in cui si trova l’umanità, spinta ad affrontare ombre come ostacoli. Non sapendo che l’ombra è l’uomo stesso, per imparare a riconoscere quel bagliore che salva.
La pratica del buio: poesia come resistenza
La poesia diventa così strumento di resistenza, la parola trasforma il dolore in luce e calore. Claudio Damiani nella prefazione scrive: “Ecco allora la resistenza, l’attesa, un filo debole di luce che ci alimenta e ci guida, ci fa restare vivi, pur nel buio in cui siamo. E del buio diventiamo pratici”.
È dunque una poesia intrisa di vita e di speranza quella che Mazzali offre al lettore. Non c’è rassegnazione o debolezza nel pensiero espresso, ma una carica emotiva che alimenta ogni singola parola. Pur se a primo impatto può apparire poesia inquieta o di tormento.
Sono versi essenzialmente brevi, schegge poetiche che lasciano al lettore il compito di afferrare l’attimo.
Cogliere l’attimo
Quasi una sfida a cogliere l’immagine all’istante: “Guardo dal balcone/i lati della strada. /Tra le dita il sale, /ricordo sfocato del mare”.
Nel sale quindi è racchiuso un significato complesso: se da una parte rappresenta purezza, protezione, saggezza, dall’altra al contrario indica avversità, se rovesciato.
In psicologia analitica simboleggia la memoria, la costruzione del sé. Il poeta così ci accompagna nella dimensione dell’attesa: aspettare la pioggia, il vento soffiato dopo la fatica, quasi fosse via alla consolazione.
L’autore evidenzia i simboli guida dell’esistenza, si nutre di poesia per trovare ciò che l’occhio a volte non vede. Ne emergono immagini potenti ed efficaci, pur nell’estrema brevità.
Mazzali è un lettore di poesia. Infatti, i riferimenti ai poeti che ama come Borges, Magrelli, Caproni, non fanno altro che aggiungere valore a una scrittura matura, consapevole, degna di verità profonde.
Così mentre l’anima lotta e non cede, il poeta cerca risposte. È un districarsi da limiti e fragilità. La vita diventa scommessa irrinunciabile, la poesia voce che alimenta il coraggio nel viaggio dell’esistenza.
Sognare aiuta ad essere capaci di nuove e continue visioni.
Michela Zanarella
Biografia
Giulio Mazzali è nato a Velletri (RM) il 20 giugno 1979. Vive a Cisterna di Latina, dove lavora come insegnante negli Istituti Superiori.
Ha esordito nel 2018 con la raccolta di poesie dal titolo “Tempora” (L’Erudita), ottenendo riconoscimenti di merito e recensioni su riviste e blog specializzati.
Nel luglio del 2020 una sua selezione di editi è stata inclusa nell’antologia dal titolo “Tramontana” (Aletti Editore).
Nel 2022 ha pubblicato per le Edizioni DrawUp la sua seconda raccolta, “La forma nascosta della luce”.
Dal settembre 2022 è collaboratore della rivista “De Cultura Magazine Artes”, edita dalla Fondazione De Cultura.
Nel 2023 e nel 2024 ha partecipato alla rassegna letteraria “Velletri Libris” introducendo con letture di poesia gli incontri serali.
I suoi interventi sono stati pubblicati su “Laboratori Poesia” e sul blog “La poesia e lo spirito”.
La pratica del buio
Giulio Mazzali
Edizioni peQuod
Collana Portosepolto
Genere Poesia
Edizione 2024
Pagine 100
