Ha tredici anni, Nico, la protagonista della delicata storia che ci presenta il nuovo romanzo edito da Neo Edizioni, ‘Il cielo è nero la terra blu’: un’età tumultuosa che può generare grandi stupori e profonde infelicità. La sua vita purtroppo sembra irriducibilmente destinata alle seconde, ma la tenacia di questa ragazzina ci porta dentro a un uragano di eventi
“Da grande, io voglio scrivere un libro sui cessi, ‘Cessi e libertà’, perché sono espertissima in materia, ve lo giuro. Anche perché io non so quasi niente, alla fine, non fatevi illusioni. Ho tredici anni e mezzo, non è che sono Gandalf il grigio, però una cosa la so, della mia vita, io voglio essere libera, cioè non voglio fare la fine di quella lì, quella he mi urla sempre.”
Nico vive in un non precisato paesino alle porte di Torino, insieme ai genitori e una sorellina di quattro anni. Frequenta le scuole medie del suo paese e le piace molto leggere.

La sua sembrerebbe un’esistenza ordinaria, se non fosse che la madre, dopo la nascita della sorella, vive una profondissima depressione.
Questa condizione, forse estremizzata ai fini del racconto, la porta quasi a non riconoscere più la primogenita come sua figlia e la maltratta sia verbalmente sia fisicamente.
La costringe a tenere i capelli quasi rasati: se a ciò aggiungiamo che il corpo di Nico non ne vuole sapere di sbocciare come quelli delle sue compagne di scuola, e che il suo migliore amico è un ragazzo chiuso in un mutismo selettivo, abbiamo la ricetta completa della sua emarginazione sociale.
“Amico? Quel ritardato? Che non sa neanche parlare! Bell’amico, infatti siete l’accoppiata perfetta voi due, che quando vi vede passare la gente si fa il segno della croce! “
La vita vista dallo spazio e dalla provincia
Se già normalmente qualunque adolescente aspira a evadere da ciò che considera la gabbia in cui la propria famiglia l’ha destinato, per Nico la necessità di uscire dal violento pantano in cui è bloccata è ancora più forte e la sua immaginazione, unita alla grande passione della lettura, le permette di volare e sopravvivere, ma che può svolgere solo al riparo nel bagno di casa.
Il luogo in cui si svolge il racconto non è mai indifferente ai fini dello stesso, e anche in questo caso la provincia torinese degli anni ’80 ha un ruolo determinante per farci percepire il grado di disagio e di desolazione che alcuni centri vivevano, e vivono tuttora, nelle aree industrializzate italiane.
“Comunque Gagarin, che era un contadino come mio nonno, a un certo punto lo mandano nello spazio. E quello poi ha guardato giù e ha detto: Il cielo è nero la terra blu.
Il cielo è nero la terra blu: la vera famiglia di Nico
Cosimo e Angelina sono due fratelli orfani di madre, con il padre in carcere, e rappresentano i due unici amici di Nico. Nella loro casa si rifugia per vivere quell’affetto che le è negato nella propria.
A differenza di Cosimo, presenza costante e gentile, Angelina non ha paura di vivere appieno le sue emozioni e le vicissitudini da ventenne che rimangono impresse negli occhi di Nico, la quale l’ammira in modo spropositato, mentre lei vaga con la mente sull’onda di pensieri filosofici e delle sue avventure amorose.
“Cosimo è il mio unico amico, che io per lui mi taglierei un braccio e lui per me, perché per come siamo fatti, io e Cosimo, noi abbiamo solo noi altri al mondo.”
Inseguire i propri sogni e speranze
Per indicare come il momento dell’adolescenza raccontato da Sorbara in ‘Il cielo è nero la terra blu’ sia sfaccettato e complesso ci permettiamo di utilizzare una parafrasi abusata, che Orwell ci perdoni!: “Tutte le adolescenze sono tutte uguali, ma alcune sono più uguali di altre“.
La delicatezza con cui la scrittrice ci introduce Nico e ci fa parlare direttamente con lei, ci permette di entrare nel suo mondo in punta di piedi.
Ci arrivano tutte le violenze che respira nel quotidiano, ma anche la forza prepotente con cui insegue i suoi sogni e le sue speranze. I momenti in cui descrive gli scontri con i bulli della scuola sono i più vivi del libro, e ci fanno ridere di gusto, nonostante l’amaro sottofondo del racconto in cui siamo immersi.
“Nel paese in cui mi capita di vivere, l’unica cosa che succede è la nebbia”
Lei, lui e l’altro
A prescindere dalla crudezza delle situazioni che vive Nico ogni giorno ne ‘Il cielo è nero la terra blu’, nella sua vita si fa spazio prepotentemente l’esistenza, anche quella fatta di piccoli episodi frivoli come innamoramenti e scoperte di nuovi sentimenti.
Quando arriva il circo in città come ogni anno, ritorna nella classe di Nico anche Nadir, un coetaneo che frequenta la scuola in modo itinerante.
Pure lui conduce un’esistenza diversa dalla maggior parte dei ragazzi, e altresì subisce episodi di bullismo, fino a quando la natura lo ripaga facendolo crescere e sbocciare. Come in una qualsiasi saga adolescenziale quindi, questo cambiamento allontana il gruppo dei prepotenti, e non lascia indifferente Nico, con conseguente gelosia di Cosimo.
“Era appesa a testa in giù, con le gambe attaccate a una sbarra e i capelli che le colavano verso terra, le braccia, le mani, tutto appeso al contrario.”
Il cielo è nero la terra blu: una speranza fantasiosa
Il mondo del circo rappresenta per Nico anche la sua ultima e più profonda speranza: ha notato una volta una donna molto simile alla madre e si rifugia nella speranza che i circensi possano aver rapito la madre e scambiata con la donna che invece ora risiede a casa sua.
Nico è sicura che, se riuscisse a raggiungere quella donna, lei ricorderebbe tutto e potrebbe tornare a casa con lei. Deve convincere però della sua teoria i suoi amici e cercare un modo per entrare nel magico tendone.
“Era voltata di spalle e se ne stava in piedi vicino a una roulotte circondata da piccole luci bianche. Con una mano si stringeva uno scialletto rosso sulle spalle e aveva quel vestito, il mio preferito, un vestito blu a pois bianchi.”
Uno stile circense
Ma il circo deve raffigurare qualcosa di più profondo anche per l’autrice stessa: leggiamo nella sua biografia che per un periodo di tempo ci ha lavorato come artista.
Il legame profondo che ha stabilito con questo mondo emerge dalle dettagliate descrizioni dello spettacolo raccontato ne ‘Il cielo è nero la terra blu’, che oscillano tra sensazioni oniriche e stupori magici.
La prima persona con cui Nico ci descrive le sue vicissitudini, che contribuisce in molto momenti ad avvicinarci con naturalezza alla storia, quando arriva il momento di entrare nel circo quasi trascende in una dimensione mistica.
Impossibile non rimanere affascinati dalla freschezza con cui Sorbara fa raccontare Nico; parolacce e frasi sconnesse sono parti integranti di una scrittura neorealista, di chi resiste a prescindere dalle avversità, mossi dalla tenacia delle illusioni propria dell’adolescenza.
Laura Vespa
Biografia
Rossella Sorbara è laureata in filosofia teoretica con un tesi su Wittgenstein. Vive a Torino dove insegna al liceo Storia e Filosofia.
Ha fatto per anni i lavori più disparati, lavorando anche in un circo, facendo spettacoli di teatro di strada e mettendo musica nei locali, cosa che continua a fare ancora adesso.
‘Il cielo è nero la terra blu’ è il suo primo romanzo.
Il cielo è nero la terra blu
Rossella Sorbara
Editore NEO Edizioni 2026
Collana Dry
Genere Romanzo
Anno 2025
Pagine 176
