Simone Cristicchi porta in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano una biografia dal sapore religioso, ma leggero. Il titolo è il nome latino del santo patrono d’Italia, ‘Franciscus’; il sottotitolo ‘Il folle che parlava agli uccelli’ sembra discordare con gli argomenti dell’opera: Cristicchi afferma che di certo il santo oggi riceverebbe un TSO, ma il progetto di rivoluzionare la propria vita per salvare dall’interno la Chiesa corrotta, era, all’epoca, razionale
L’opera è un one man show di cui Cristicchi è autore, attore e cantante. I personaggi sono Cencio, l’uomo medio medievale che racconta la vita di San Francesco dal punto di vista dell’epoca e con un certo scetticismo, e una sorta di narratore che espone una biografia con la precisione storica di un documentarista.

Francesco nasce figlio spensierato di un ricco mercante e conosce la guerra, pertanto, vive appieno la vita. A un certo punto decide di cambiare radicalmente e di spogliarsi di ogni suo avere e indumento per riportare la Chiesa alla povertà evangelica, che significa liberarsi del superfluo, ma non di ogni cosa.
Al protagonista si affianca Santa Chiara, una donna di ricche origini ma molto pia, di cui purtroppo l’autore poco ci parla sebbene la fanciulla abbia svolto un ruolo cruciale ad Assisi.
Il santo, come è noto, muore in solitudine, lasciando la guida dell’ordine da lui creato, in disaccordo con la mondanità acquisita dalla Famiglia Francescana: molti frati studiavano infatti teologia per emergere.
Franciscus: la lettura di Cristicchi di San Francesco
Cristicchi afferma che San Francesco è stato soggetto di svariate interpretazioni; secondo alcuni, addirittura, sarebbe stato un hippie, vista la sua scelta di vita estrema, per altri un estremista, un radicale, un comunista, un papista, un conservatore, un ambientalista. Si tratterebbe, inoltre, di un santo anomalo, dal momento che avrebbe praticato pochi miracoli.
Nel duecento alcuni movimenti stavano tentando di discostarsi da una Chiesa corrotta e, nel loro tentativo di realizzare uno scisma, considerati eretici: si tratta dei catari e dei valdesi. San Francesco, d’altro canto, prova a ottimizzare la Chiesa dialogando con il Papa e mettendosi al suo servizio.
Il santo è ricordato anche perché autore della prima opera in italiano, più precisamente in volgare umbro: il “Cantico delle creature”. L’aspetto straordinario della preghiera è che l’autore canta la bellezza della natura e della corporeità, temi che nel Medioevo venivano mortificati in nome della spiritualità.
La narrazione si conclude con il personale rapporto di Cristicchi con il santo, una sorta di odi et amo in quanto San Francesco è un modello da ammirare, ma troppo perfetto per essere imitato.
La musica
Cristicchi è un grande musicista italiano e ha voluto portare sul palco le sue composizioni scritte per l’occasione: alcune sono state eseguite su base registrata, altre, interpretate alla chitarra a rimarcare la cifra stilistica del cantautore romano. Le loro parole, profonde, si sono ben amalgamate alla narrazione dal messaggio pregnante.
Un espediente che ha alleggerito l’atmosfera della rappresentazione e che ha trasmesso al pubblico un’allegria e una spensieratezza molto lontane dalla liturgia e dall’ambiente religioso.
Tuttavia, non sono preghiere, sebbene si dica che “Chi canta prega due volte“, bensì momenti della performance che invitano alla riflessione e al dialogo con la propria anima.
L’allestimento: scenografia, costumi e regia
Sullo sfondo del palcoscenico delle assi di legno che, al termine dello spettacolo, si aprono per mostrare un ulivo.
La sfumatura che prevale è il marrone, il colore della terra e del saio dei francescani, come anche della maggior parte degli indumenti degli uomini medievali e dei personaggi in scena, della semplicità e della genuinità.
Il ritmo di ‘Franciscus – Il folle che sussurrava agli uccelli’ è intenso e incalzante, per nulla pedagogico. Cristicchi, dunque, ha saputo destreggiarsi sul palco con maestria anche per quanto riguarda la regia, realizzando qualcosa di personale, con l’ausilio di Simona Orlando nella stesura della drammaturgia.
Valeria Vite
Foto: Edoardo Scremin
Piccolo Teatro Strehler | Milano
dal 21 al 25 gennaio
Franciscus
Il folle che sussurrava agli uccelli
di e con Simone Cristicchi
scritto con Simona Orlando
Canzoni inedite Simone Cristicchi e Amara
Musiche e sonorizzazioni Tony Canto
Scenografia Giacomo Andrico
Luci Cesare Agoni
Costumi Rossella Zucchi
Aiuto regia Ariele Vincenti
Produzione Centro Teatrale Bresciano e Accademia Perduta Romagna Teatri
in collaborazione con Corvino Produzioni
