Dal 20 al 25 gennaio scorsi, il teatro Off Off di Roma ha offerto al proprio pubblico ‘Quando i genitori erano porci con le ali’: l’opera è un omaggio al celebre romanzo scritto nel 1976 da Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, che porta come titolo proprio “Porci con le ali”, e che all’epoca fece scandalo poiché raccontava la sessualità da un disinibito punto di vista giovanile che fino ad allora era rimasto in silenzio
Federico e Bea sono una giovane coppia che appare affiatata e rodata, tuttavia quello che sembra un rapporto collaudato e ben stretto nasconde delle forti divergenze di natura sentimentale e sessuale che fanno di quei due ragazzi due amanti e, allo stesso tempo, due nemici.

Nel 1976, “Porci con le ali”, il famosissimo romanzo firmato da Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, diventò un best seller e fece parlare di sé poiché, per la prima volta, raccontava a chiare lettere e con un linguaggio esplicito come le nuovissime generazioni vedevano e vivevano la sessualità.
Quando i genitori erano porci con le ali: il sesso è regredito
Tra le righe della storia emergeva la necessità che i ragazzi avevano di stare insieme, di poter esprimere i propri istinti e i propri desideri e di condividere tutto ciò che era legato al sesso.
Sebbene dopo 50 anni nella nostra società il sesso non sia più sottoposto ad alcun pregiudizio che possa creare inutili condizionamenti, è innegabile come il gruppo di uomini e donne compresi fra i 30 e 40 anni viva oggi una crisi di identità che irrimediabilmente compromette anche la vita sessuale.
Tutto questo è raccontato in ‘Quando i genitori erano porci con le ali’, lo spettacolo scritto da Silvano Spada, il direttore artistico del teatro Off Off di Roma dove l’opera va in scena con una rappresentazione concentrata e circoscritta che, sotto forma di dialogo tra i due protagonisti, prova a fare il punto della situazione su questo fenomeno.
Un mondo sovrastimolato
Nel corso dell’azione sono abbondanti i richiami e le accuse che vengono fatte a una modalità di comunicare che oggi ci tiene nel contempo vicini e lontani e che, soprattutto, ci costringe a essere sempre all’erta e sempre reperibili.
Non mancano neppure le dovute recriminazioni a un certo concetto di benessere che appiattisce il desiderio di qualsiasi cosa, costringendoci a volere ciò che è più irraggiungibile o moralmente non accettato.
Tuttavia, la sostanza dello spettacolo è ridotta, dal punto di vista drammaturgico, a una breve serie di dialoghi che sfociano spesso nel luogo comune e che danno un’idea poco approfondita del tema del lavoro.
Si poteva fare di più
Sul palco Mauro Racanati e Manuela Zero: gli interpreti, seppur bravi e affiatati, si lasciano condizionare dalla natura stereotipata del copione e tendono spesso a usare una recitazione quasi cinematografica che in diversi passaggi diventa piuttosto artefatta.
‘Quando i genitori erano porci con le ali’ è dunque un lavoro onesto e interessante che soffre però una discesa poco profonda nella vera essenza della storia, la quale resta in superficie e racconta ciò che vuole mostrare al pubblico con una piccola serie di esempi scontati che diventano un compendio minimo di psicologia e antropologia.
Gabriele Amoroso
Foto: Giovanna Onofri
Teatro Off Off
dal 20 al 25 gennaio
Quando i genitori erano porci con le ali
Scritto e diretto da Silvano Spada
con Manuela Zero e Mauro Racanati
Spazio scenico e luci Umberto Fiore
Assistente alla regia Orazio Rotolo Schifone
