La raccolta di poesie ‘Dinamiche sospese’ di Luciano Censi, pubblicata da Edilet – Edilazio Letteraria, insegna il respiro inteso come atto sacro del vivere in un fluire di trasformazione e cambiamento
“Mi faccio quercia, sfioro i confini del cielo mentre affondo radici“.
‘Dinamiche sospese’ è la nuova raccolta di poesie di Luciano Censi pubblicata da Edilet – Edilazio Letteraria.

Marco Onofrio nella prefazione scrive: “Queste ‘preghiere laiche’ di Luciano Censi sgorgano come acqua di sorgente dalla sua profonda spiritualità, che lo porta a vivere con adesione sincera e completa una forma di religione della vita come etica di centratura cosmica e di impegno umano finalizzato alla difesa del “sacro”, inteso non in senso confessionale ma di filosofica afferenza ai valori eterni del buono, del bello, del vero”.
Il poeta si affida alla poesia per attraversare in profondità le cose. È un canto di esplorazione e conoscenza, dove l’attrazione per l’ignoto e l’altrove è rafforzativa del verbo poetico.
L’autore ha fiducia “nell’umano fiorire”, lascia che il flusso non si interrompa, senza mai dimenticare la dimensione divina.
La lirica dunque diventa occasione di rinascita e confronto. Per questo le poesie di Censi diventano respiri, insegnano come superare il dolore nella luce.
“Celebrare l’alba, il tramonto, l’incanto lunare, come uniche Dinamiche Sospese“
Dinamiche sospese: i quattro elementi
Fondamentali per l’autore sono i quattro elementi che regolano la vita sulla terra: terra, fuoco, acqua e aria.
Intrisa di natura è la parola che diventa pura. Il rapporto con il cosmo è intimo e rivelatore. Importante soffermarsi sulle citazioni a inizio testo, perché aprono alla riflessione e invitano all’attenzione della parola scritta.
Nella poesia “La ferita che resta” i versi di Rainer Maria Rilke: “Perché anche il dolore ha bisogno di essere sentito, ha bisogno di spazio per diventare forma” sono stati scelti proprio per dare la possibilità al lettore di accedere con il giusto approccio al contenuto.
La vita è un cammino, si procede passo dopo passo, a volte si inciampa e si cade, ma ci si rialza.
“Ogni cosa ha una storia incisa con il bisturi del vivere. Non il dolore ma la sua forma“.
Celebrare la vita in versi
Luciano Censi è consapevole dell’unicità dell’esistenza e non vuole perdere nemmeno un istante, perché ogni attimo è sacro e va vissuto in pienezza: “Percepisco solo ora la forza segreta del primo passo, la partenza che gioca nel vento”.
L’ode del “Carpe Diem” del poeta latino Orazio può essere considerata il mantra di Censi per avanzare fiduciosi, afferrando il giorno, cogliendo l’attimo.
Il poeta sente di essere abitato dall’universo, celebra la vita con amore anche nei momenti più cupi, perché solo così s’impegna con il mondo. Diventa il barbone che dorme sotto la stazione, il povero in fila per un pasto caldo. Non è una semplice immedesimazione, ma un riconoscere negli altri, se stessi.
La poesia quindi assume un valore civile, si fa testimonianza di un’epoca dominata da conflitti e violenza.
Il poeta non smette di guardare il mondo e le sue brutalità, il suo compito è continuare a smuovere le coscienze della società, la poesia diventa cronaca di un tempo travagliato, che non deve lasciar spazio all’indifferenza: “Difendiamo i nostri stessi valori da quella tirannide economica, sociale e razziale, per onorare l’essere umano”.
Michela Zanarella
Biografia
Luciano Censi, nato a Tivoli il 18 dicembre 1977, da oltre vent’anni lavora nel campo dell’elettronica per un’azienda leader nelle contromisure elettroniche. Appassionato di lettura, viaggi e cinema d’autore, coltiva la poesia e la scrittura come autentico nutrimento dell’anima.
Nel 2012 pubblica la sua prima raccolta di poesie “Accordando il silenzio” (Lulu Editore), seguita nel 2022 da “Armoniche di luce” (Poetica Edizioni, gruppo Rossini).
È finalista e premiato in numerosi concorsi letterari: nel 2023 ottiene il secondo posto con menzione d’onore al Premio Nazionale Moby Dick, che vince l’anno successivo (2024) con la poesia “Faro a Ponente”.
Nell’agosto 2025 conquista il Premio Nazionale Simonetta Lamberti con “Gaza”, poesia di forte impatto civile sul dramma del popolo palestinese.
Nello stesso anno pubblica con Edilet – Edilazio letteraria, la sua terza raccolta dal titolo “Dinamiche sospese” con prefazione di Marco Onofrio scrittore, saggista e critico letterario italiano.
Dinamiche sospese
Luciano Censi
Editore Edilet – Edilazio Letteraria
Collana Poesia
Genere Poesia
Edizione 2025
Pagine 118
