Il ‘MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti’, festival più importante che riguarda la musica indipendente in Italia, ha celebrato quest’anno trent’anni di attività con quattro giorni di concerti, incontri, premi e nuove proposte. Dall’1 al 4 ottobre Faenza, la città che da sempre accoglie la manifestazione, è tornata a riempirsi di musica e arte dello spettacolo, mettendo a confronto generazioni e linguaggi differenti, dal cantautorato alla scena emergente
Trent’anni, nella musica, sono un tempo abbastanza lungo per assistere alla nascita e alla scomparsa di generi, tendenze e persino modi diversi di ascoltare una canzone.

Il ‘MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti’, raggiunge questo traguardo scegliendo di celebrarlo con un titolo che non nasconde una certa soddisfazione: “30 e Lode!”.
Ideata e coordinata da Giordano Sangiorgi, la manifestazione ha trasformato ancora una volta il centro storico della città romagnola in un luogo d’incontro tra artisti, operatori, giornalisti e pubblico.
Non soltanto una successione di concerti dunque, ma uno spazio nel quale la musica indipendente continua a raccontarsi e, soprattutto, a rivelare le proprie trasformazioni.
Dal liscio all’urban: linguaggi in trasformazione
L’apertura di giovedì 1° ottobre ha interessato direttamente la tradizione romagnola con il Premio “Arte Tamburini”, dedicato alla cantante che nel 1954 incise “Romagna Mia”.
Un modo quasi simbolico di cominciare: partire dalle radici per arrivare, appena ventiquattr’ore dopo, a uno dei linguaggi musicali più ricercati dalle nuove generazioni.
Il 2 ottobre, infatti, Piazza della Libertà ha ospitato per la prima volta il “MEI Urban”, con rap, trap, hip hop e contaminazioni contemporanee che entrano nel cuore della manifestazione.
Sul palco si sono alternati Dize, Feli, Lore, Sagi, Jojo, Vibes Culture, Ghina, Secch, Penna, Wircon, Sikandro, Smelboy, Giovane Bish, Pier La Sese, RN Squad e Vorss, con Fiore Akamono come guest della serata.
È forse proprio questa distanza apparente tra il ballo romagnolo e la scena urban a raccontare al meglio lo spirito del MEI: conservare una memoria musicale senza trasformarla in nostalgia e, contemporaneamente, osservare ciò che sta accadendo al di fuori delle sonorità tradizionali e da tempo consolidate.
MEI: sabato, il cuore pulsante della rassegna
La manifestazione poi è entrata nella sua giornata più intensa. Il 3 ottobre, sul palco centrale di Piazza del Popolo, si sono incontrati artisti affermati e nuove proposte: Cisco dei Modena City Rambles, Motta, Lamante, Birthh, Duo Bucolico & España Circo Este e Tullio De Piscopo, insieme a numerosi musicisti selezionati attraverso premi, festival e contest provenienti da tutta Italia.
Non sono mancati la “Fiera del Disco” e i “MEI Talk”, gli incontri dedicati alla professione musicale e il “Forum del Giornalismo Musicale”. Al Cinema Sarti si è inoltre tenuta la prima nazionale di “Quando passa Paolo”, documentario dedicato all’artista Paolo Benvegnù.
Il ‘MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti’ conferma così una caratteristica che lo distingue dal semplice festival musicale: attorno ai suoi palchi, infatti, continua a esistere una rete fatta di editoria musicale, giornalismo, discografia e formazione. Un confronto sempre attivo tra chi la musica la scrive, la produce e la racconta.
MEI: una manifestazione che continua a ricercare
L’ultimo giorno del Meeting, domenica 4 ottobre, ha visto tra gli altri protagonisti Gang & Orchestrona della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli, Lennon Kelly e Chiara Raggi accompagnare il MEI verso la conclusione.
Si è tenuto anche il flash mob corale “Il Cantico delle Creature” con il Coro Ologramma, mentre incontri e appuntamenti sono proseguiti durante l’intera giornata.
Il clou è arrivato con Morgan, al quale è stato assegnato il Premio “MEI 30 e Lode!”. Queste le parole del patron Sangiorgi: “Consegniamo questo premio speciale a Morgan, perché fu tra i primi artisti a suonare durante la prima edizione del Meeting delle Etichette Indipendenti, allora Festival delle Autoproduzioni nel 1995, quando i suoi Bluvertigo erano ancora sconosciuti. Con nostra grande sorpresa, in quel primo anno si riversarono fuori dal palazzetto migliaia di persone, tanto che fummo costretti a trasferire la manifestazione nello spazio più esteso della Fiera di Faenza. Morgan e i Bluvertigo hanno contribuito al grande boom della musica indipendente italiana, quindi vogliamo celebrare quella storia e questo percorso con un riconoscimento speciale”.
In trent’anni il panorama indipendente italiano è cambiato radicalmente, certo. Sono cambiati i mezzi attraverso i quali si produce e si distribuisce musica, è mutato il rapporto con le etichette discografiche, sono cambiate persino le modalità con cui un artista può raggiungere il proprio pubblico, ma paradossalmente è proprio qui che risiede la forza di questa edizione del MEI “30 e Lode!”: celebrare ciò che è stato con lo sguardo sempre puntato su ciò che arriverà.
Mirko Francesconi
Faenza
dal 1° al 4 ottobre
