Al Milano Off Fringe Festival, ‘The Chai Queens’ di Vikrant Dhote racconta l’amore tra due donne nell’India contemporanea, tra desideri inespressi, convenzioni sociali e ricerca della libertà. Attraverso una narrazione delicata, capace di alternare ironia e commozione, lo spettacolo supera i confini geografici e culturali per interrogarsi sull’identità, sull’amore e sul diritto di essere se stessi. Una storia che, pur arrivando da lontano, parla anche di noi
Quanto siamo davvero lontani dall’India di Bombay? Nell’ansia di non essere etnocentrici, a volte ci si accorge che le urgenze e le ferite si somigliano, più di quanto si sia certi di vederle lontane.

È questa l’impressione che si ha dopo aver assistito a ‘Chai Queens’. Lo spettacolo apre il Milano Off Fringe Festival nello spazio di QuartaParete, nella viva galassia degli spazi artistici situati nel mezzanino della stazione di Porta Vittoria. Nella seconda settimana lo si potrà vedere ancora a Milano, a Isolacasateatro, e poi al Fringe Festival di Catania.
Di fronte all’evocazione dell’amore tra due giovani donne, cresciute insieme e poi ritrovatesi a un matrimonio di famiglia a distanza di quindici anni e di una vita, era prevedibile aspettarsi uno squarcio su cosa significhi essere donne, ed essere lesbiche, nel subcontinente.
È un luogo che con facilità classifichiamo come radicalmente altro da noi. In realtà, è questa stessa convinzione a denunciare la difficoltà a spostare altrove il punto di vista.
The Chai Queens: l’amore di Babli e Tajal
Certo, Babli e Tajal vivono un amore che non può dirsi. Nello scoprire un desiderio reciproco sanno di dover attraversare, anche, la paura, anche la violenza.
Nel momento in cui si ritrovano, ormai adulte, una può fieramente rivendicare se stessa e la propria libertà. L’altra ha una figlia, un marito che non ha mai amato e un macigno di silenzio portato con rassegnazione. La seconda indubbiamente è figlia di un contesto meno libero, ma è davvero un tema di latitudine, e non di ideologia?
Nella testa di ogni giovane appartenente alla comunità queer, sentire lo strazio soffocato di una donna che prova a convincere se stessa chiamando l’amore una fase, o il batticuore di una ragazza che deve nascondere un bacio sotto un lenzuolo, è senz’altro suonata una mesta eco vicina.
Ed è sorto un sorriso, e forse un ricordo, vedendo sulla scena due bambine che, giocando a regalare quell’amore a due bambole, immaginano quel che sognano di avere.
Sperimentare la vita attraverso il teatro
La scrittura empatica e con molta grazia di Vikrant Dhote presta a Tajal e Babli il gioco del teatro per sperimentare la vita che desiderano. Affida le loro angosce e le loro risate piene a due interpreti sensibili come Taranjit Kaur e Dilnaz Irani.
Restituiscono con toccante cura la sincerità di due donne che nei giochi di bimba si sono trovate. Nel coraggio della vita adulta forse solo insieme possono tratteggiare un altro finale.
Possono costruire, come con le poche cose delle loro camerette, un futuro a cui il mondo esterno dovrà semplicemente adattarsi, o lasciarsi avvolgere, come dai colori dei Sari di cui una delle due ha sempre voluto fare il proprio lavoro.
Il teatro come rito del chai
Forse essere queer, come essere donne, ha sempre avuto a che fare con il desiderio, il sogno che si fa concreto, e con la lotta per incarnarlo. Non può che essere il teatro, il luogo dove l’immaginario si fa corpo, a farlo accadere.
Nella scrittura garbata e tenera di Vikrant Dhote, cui le aggiunte di Taranjit Kaur, Ramanjit Kaur e Archana Patel accrescono vividezza, il rito, come quello del matrimonio, diventa la cornice dentro cui si muovono freschezza e profondità, ironia ed emozione.
E a ricordare a chi osserva che lo si può fare soltanto insieme, in quello spazio di confidenza, incontro e socialità che in India ha una sola parola per sintetizzarsi: appunto il chai, il tè e il suo rito caldo e conviviale.
Con ‘The Chai Queens’ si ride e ci si commuove. E poi si resta con la certezza della strada ancora da fare, tutt’altro che lontano da noi, perché ogni bambin* sappia di non dover più solo sognare di essere semplicemente chi è.
Chiara Palumbo
Fringe Off – Milano
Spazio teatrale QuartaParete
dal 1° al 4 ottobre
The Chai Queens
basato sul testo originale “So Far” di Vikrant Dhote
con aggiunte di Taranjit Kaur, Ramanjit Kaur e Archana Patel
Regia Ramanjit Kaur
con Taranjit Kaur e Dilnaz Irani
Costumi Ramanjit Kaur
Luci Gagandeep Kaur
Musiche Tanmoy Bose
Presentato dal Gruppo Donna – CIG Arcigay Milano
ProduzioneThe Forbidden Productions
