Fino al 27 settembre, il teatro Vittoria di Roma ha ospitato ‘Le belle notti’, il celebre testo di Gianni Clementi che, attraverso un accattivante salto temporale, mette a confronto ideali, comportamenti e ambizioni di due generazioni distanti trent’anni. Il lavoro torna in scena con un interessante gruppo di giovanissimi interpreti, chiamati a confrontarsi con una storia che conserva intatta la propria capacità di parlare al presente
Il 12 dicembre 1969, alcuni studenti occupano il liceo romano Dante Alighieri, trasformando una notte di protesta in un intreccio di ideali, paure, amicizie e primi amori. Trent’anni dopo, nello stesso istituto, la storia si ripete con i figli di quei ragazzi, dando vita a un confronto tra due generazioni e due modi diversissimi di vivere la giovinezza.

‘Le belle notti’ può essere considerato un piccolo gioiello del teatro contemporaneo italiano. L’autore Gianni Clementi inserisce nel racconto una vera e propria analisi sociologica, osservando come, di generazione in generazione, l’adolescenza abbia progressivamente ridefinito i propri confini.
Le belle notti: dal gruppo all’individuo
Questo nuovo ciclo di repliche porta la firma alla regia di Claudio Boccaccini che, potendo contare sulle ottime prestazioni del cast, costruisce una messinscena dinamica e ritmata, capace di mantenere costante l’attenzione senza mai risultare ridondante.
L’aspetto più significativo del lavoro si trova nell’alternanza tra comicità, tenerezza, malinconia e momenti più aspri, resistendo alla tentazione di presentare con eccessiva semplicità il ’68, periodo storico al centro della prima parte della rappresentazione, come un’epoca migliore rispetto al 2000.
Sono però numerosi e sostanziali gli elementi che suggeriscono come il trascorrere del tempo abbia prodotto un impoverimento dei rapporti e una crescente crisi della dimensione collettiva della gioventù.
Nella seconda parte dello spettacolo, infatti, l’occupazione scolastica dei ragazzi del 2002 è innanzitutto priva di qualsiasi intento politico o sociale e l’insubordinazione diventa lo sfondo di un gruppo concentrato soprattutto sulle proprie inquietudini personali.
I protagonisti di questa seconda sezione sono assorbiti quasi esclusivamente da problemi privati, mostrando l’immagine di un individualismo sempre più marcato nel quale lo spazio riservato alla dimensione di aggregazione appare molto ridimensionato.
Anche sul piano visivo la regia sottolinea questa trasformazione, affidandosi a costumi dalle tonalità scure e a un ambiente semibuio, attraversato da una tensione quasi costante e in netto contrasto con le tinte più luminose e vivaci delle scene di trent’anni prima.
Giovani, bravissimi attori
È davvero notevole il gruppo di giovani interpreti che prende parte a questa produzione: i diciassette componenti del cast portano in scena un affiatamento tangibile, oltre a una naturale disinvoltura che fa intravedere per ciascuno di loro interessanti prospettive nel mestiere dell’attore.
‘Le belle notti’ è uno spettacolo completo e accessibile a spettatori di qualsiasi età, capace di raccontare con immediatezza l’evoluzione dei comportamenti e dei rapporti umani nel corso del tempo.
Un racconto che attraversa mutamenti sociali e generazionali senza appesantirli con eccessive spiegazioni, lasciando che siano i personaggi e le loro vicende a restituire il senso profondo di un mondo che cambia in continuazione.
Gabriele Amoroso
Teatro Vittoria
dal 22 al 27 settembre
Le belle notti
di Gianni Clementi
Regia Claudio Boccaccini
con Ginevra Abbatelli, Mattia Aquilani, Niccolò Bambi, Andrea Bezziccheri, Tommaso Bocconi, Aurora Cataldi, Margherita Cellini, Chiara Di Lullo, Samuel Fantini, Chiara Lentini, Ignazio Martorano, Luca Materazzo, Gianluca Rasulo, Luca Salzarulo, Camilla Scatigni, Chiara Silano e Giulia Toscanelli
Produzione Oliver & Friends
