Il 25 e il 26 settembre scorsi, Lucio Patanè ha portato in scena, al teatro Cometa Off di Roma, ‘Un’altra parte’, una storia incentrata sulla nostalgia, sui ricordi e sui cambiamenti, raccontata con una cifra lieve e malinconica
Solo su una spiaggia, sotto la danza di numerosi gabbiani, un uomo senza identità si abbandona alle memorie di un’esistenza condizionata da una guerra sfibrante che lo ha portato a trovarsi incastrato tra l’infanzia e l’età adulta senza appartenere davvero a nessuna delle due.

‘Un’altra parte’, quest’opera scritta e interpretata da Lucio Patanè, è una rappresentazione attraversata da una certa timidezza, che sembra non riuscire mai a trovare un vero mordente.
Un’altra parte: non si insiste sul pietismo
Nel corso del monologo, l’attore dà voce a un uomo senza nome che, tra continui salti temporali, ripercorre con malinconia un passato che non esiste più e dal quale è stato strappato a causa di una guerra che, nella narrazione del copione, diventa il simbolo di ogni conflitto presente sulla terra.
L’idea alla base del lavoro non è dunque particolarmente originale: l’elemento più significativo si trova, tuttavia, nella totale assenza di pietismo o di luoghi comuni che spesso caratterizzano lavori analoghi.
Patanè, che recita con una evidente tensione emotiva, racconta la storia del protagonista con una cifra di grande onestà, mettendone in primo piano l’ingenuità; il personaggio rivive ciò che ricorda conservando la stessa dimensione psicologica di quando era bambino, come se il tempo trascorso non avesse modificato il suo modo di guardare al mondo.
Uno spettacolo come tanti altri
La regia è affidata a Mario Pizzuti, il quale, come spesso accade nei monologhi, ha pochi elementi sui quali intervenire e si limita a orientare qua e là l’interpretazione di Patanè, oltre a modulare in alcune circostanze l’intensità delle luci sul palcoscenico.
Questa condizione rende la messinscena, purtroppo, piuttosto piatta, ma questo è un compromesso che il pubblico sa di dover accettare quando il peso specifico dello spettacolo ricade quasi interamente sulle battute del testo.
‘Un’altra parte’ è un lavoro delicato, animato da un nobile intento, ma riconducibile a una categoria di spettacoli che, pur nascendo da una sincera necessità espressiva, iniziano a somigliarsi troppo l’un l’altro, correndo il rischio di perdere a mano a mano la propria capacità di emozionare e di scivolare, alla fine, nella banalità.
Gabriele Amoroso
Foto in recensione: Gabriele Amoroso
Teatro Cometa Off
26 e 27 settembre
Un’altra parte
Scritto e interpretato da Lucio Patanè
Regia Mario Pizzuti
Luci e direzione tecnica Ruggero Scambia
Musiche Lucio Patanè
Arrangiamento ed esecuzione Francesco Marino
