L’Editoriale

di Annalisa Civitelli

Il calcio femminile e il Pride 2019

Il calcio ha portato di diritto la Nazionale Italiana femminile ai mondiali di Francia 2019 dopo venti anni di non qualificazioni. Si parla di diritti anche al Pride che si è svolto a Roma l’8 giugno e che ha visto sfilare gay, lesbiche, transessuali, queer e bisex tutti uniti in nome dell’amore per le strade della capitale e non solo. Anche Trieste, Pavia, Ancona e Messina si sono unite e dunque divenute protagoniste di questa manifestazione dai mille risvolti sociali e politici.

Ragazzi e ragazze e meno giovani, pieni di entusiasmo, con i loro cartelli a seguito chiedono diritti e conservano il desiderio di essere riconosciuti dalla società, sempre che la politica lo permetta. Una dura lotta quindi tra la libertà personale e quella di amare chi si vuole che va scontrandosi con il controsenso generale dello stereotipo della classica famiglia.

Che questo Pride sia stato più aperto dei precedenti? Ne vivremo le conseguenze.

Dai tanti motti e grida di incitamento ad essere se stessi il Pride romano 2019 ha celebrato sia il 25esimo compleanno sia i moti di Stonewall, i quali solo cinquanta anni fa, a New York, videro gli scontri tra omosessuali e polizia. E non solo: tutti schierati contro Salvini, Pillon e altri esponenti del governo attuale. 

E’ cambiato qualcosa da quell’epoca? Noi crediamo di si e il tempo ce lo confermerà solo se il movimento Lgbt continuerà a combattere imperterrito, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.  

La prima esperienza pertanto ci porterà, forse, ad innamorarci delle donne calciatrici, ovvero quel lato dello sport di cui si sente poco parlare qui in Italia ma che in altri paesi è già uno standard da anni; la seconda, invece, ci induce ad avvicinarci di più al “diverso” quantomeno a comprenderlo nella sua complessità e ad accettarlo così come è.

Due mondi quindi distanti ma che uniscono in qualche modo un percorso formativo, di costruzione e di resistenza per raggiungere obiettivi comuni, sia che  sia una coppa da sollevare in aria, sia che sia creare un famiglia con due mamme o due papà e non essere insultati, derisi o violentati dalla collettività.

Un po’ come è accaduto giorni fa a Londra dove una coppia di lesbiche è stata prima insultata e poi picchiata a sangue su un bus da quattro adolescenti.

Questo il mondo che vogliamo?Pieno di odio, razzismo e non tollerante?

Annalisa Civitelli