L’Editoriale

di Annalisa Civitelli

Il Covid, le sue vittime e le buone idee

I contagi aumentano e siamo di nuovo tutti in allarme. Donald Trump è stato colpito dal Covid–19 (ora sta meglio) e si presume che questo lo possa facilitare alle prossime elezioni. Noi ci auguriamo che vinca Joe Biden, il temuto avversario di Trump, per ovvie ragioni. Magari l’America, cambiando volto, cambia mentalità.

Il pericoloso virus, dunque, continua a mietere vittime sia in termini di trasmissione sia in termini di morte: l’ex Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e il noto giornalista, Massimo Giannini, hanno contratto il Covid; il maxi cluster che si è sviluppato in un ristornate a Terracina, per un comizio elettorale del capo della Lega, poi ci ha colti di sorpresa. Molta disattenzione e poca disciplina.   

La pandemia inoltre ci ha privato di un grande stilista giapponese: Kenzo Takada. Sin dagli anni ’70, egli ha segnato la storia della moda grazie alle sue silhouette inconsuete e oversize. Ma soprattutto il fashion designer si è distinto per le stampe floreali e animalier, per gli accostamenti di colore molto eccentrici e per le asimmetrie.

Ciò nonostante tre notizie fresche e positive emergono dal marasma: il Nobel per la Medicina va agli americani Charles Rice e Harvey Alter, e all’inglese Michael Houghton, per la scoperta del virus Hcv, causa dell’epatite C; la seconda di porta in Africa dove è stata debellata la poliomielite selvaggia (molto importante a margine del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030); infine, in Egitto sono stati trovati due sarcofagi intatti, colorati e con al loro interno le mummie ben conservate.

Nella necropoli di Saqqara (Giza, Cairo), nell’area archeologica ancora ricca di tesori, dopo 2500 anni, dunque, si respira tuttora la storia e la vita dei Faraoni. Il Ministro egiziano del Turismo e delle Antichità, Khaled al-Anany, ha infatti affermato che è una scoperta rilevante.

Questa è la positività di cui vogliamo sentir parlare, come la nascita di un nuovo sito web, Italics, il quale ha collegato un profilo Instagram. L’idea nasce durante il lockdown grazie all’iniziativa di sessantatre galleristi italiani di far conoscere l’Italia nel mondo. Il nostro museo a cielo aperto: Patria dell’artigianato e della cucina mediterranea, dall’immenso patrimonio artistico e paesaggistico, ma anche insieme di tradizioni che la rendono famosa e portatrice di unicità.