Quattro tra le protagoniste della amatissima soap opera “Un posto al sole” hanno dato vita a una commedia nera che mette la psicologia delle donne in primo piano: fino allo scorso 19 aprile, ‘Streghe da marciapiede’ è stato lo spettacolo che ha intrattenuto e affascinato gli spettatori del teatro Vittoria di Roma
Un uomo viene trovato morto nell’appartamento di quattro prostitute; interrogate da un commissario di polizia, le donne lasceranno dichiarazioni diverse e contrastanti tra loro che fanno però emergere una psicologia che le caratterizza individualmente in base ai pesanti traumi che ognuna di esse si porta dietro.

‘Streghe da marciapiede’ è una black comedy scritta in un affascinante napoletano da Francesco Silvestri, che mette in scena la storia di quattro donne ai margini della società, ma allo stesso tempo risolute e indipendenti, che in seguito a un omicidio rivelano la propria parte più intima, disegnando i contorni di un’identità sofferente e segnata da pesanti dolori passati.
Streghe da marciapiede: un mistero con più anime
A metà tra una commedia, un dramma e un musical, l’opera si mantiene nel corso del suo andamento su atmosfere cupe e misteriose che esaltano i simbolismi del testo e che riescono a scavare molto più a fondo tra le righe del copione.
Sebbene la rappresentazione sia infatti caratterizzata da uno spirito comico e ricco di battute che sortisce l’effetto voluto ogni volta che il pubblico ride, il sottotesto è altrettanto eloquente e vuole raffigurare la disavventura di quattro donne che, segnate da trascorsi fatti di privazioni, delusioni e maltrattamenti, riprendono in mano la propria vita in qualunque modo possibile.
Luisa Amatucci, Gina Amarante, Miriam Candurro e Antonella Prisco, insieme a un’eccezionale Peppe Romano, formano un’ottima compagnia che lavora con sintonia e grande talento.
Il poker di attrici donne dà vita a un formidabile quartetto che si divide in ruoli perfettamente delineati e indipendenti, legati tuttavia da una omogeneità che funziona benissimo.
Peppe Romano, invece, è la controparte maschile che, grazie a una splendida presenza scenica, controbilancia le colleghe con un personaggio che intensifica ancor di più lo spirito quasi onirico della vicenda.
Splendido cast e tinte antichizzate
Tuttavia, il copione è costruito su un insieme di scene, dirette da Stefano Amatucci, che seguono uno schema preciso e che, a fronte di questa struttura così geometrica, troppo spesso non riesce a ingranare un buon ritmo, risultando oltremodo piatto per la sua natura dal potenziale così vivace.
L’opera è ad ogni modo uno spettacolo di alta qualità, scritto con grande consapevolezza del linguaggio teatrale e che trova il suo punto forte nello splendido cast e nelle tinte volutamente antichizzate che ne esaltano la raffinatezza globale.
Gabriele Amoroso
Foto: Giuseppe D’Anna
Teatro Vittoria
dal 15 al 19 aprile
Streghe da marciapiede
di Francesco Silvestri
Regia Stefano Amatucci
con Luisa Amatucci, Gina Amarante, Miriam Candurro, Antonella Prisco e Peppe Romano
Assistente alla regia Francesco Effuso
Costumi Teresa Acone
Disegno luci Tommaso Vitiello
Grafica e visual marketing Michele Fierro
Musiche Valerio Virzo
Scena Ciro Lima Inglese
Organizzazione Tiziana Beato
Produzione LAB 48
