Un palazzo nobiliare nella Napoli di inizio Novecento, una bambina nascosta al mondo e una presenza che si insinua tra le stanze: ‘Stella randagia’ di Piera Ventre è un romanzo che intreccia storico e gotico, conducendo il lettore in un’atmosfera misteriosa e angosciante
“Non credevo alla resurrezione della carne che, sì, sarebbe stata un castigo giacché dal corpo così minime gioie mi erano arrivate e molto, moltissimo dolore. E altrettanta pena a Malvina e a creature simili a lei. A tutti coloro che attraverso i muscoli, il sangue, i sensi sentivano, per la maggior parte della loro vita terrena, fame, freddo, dolenze e – soprattutto – paura.”
‘Stella randagia‘ di Piera Ventre, pubblicato da NN Editore, è un romanzo che si muove con sicurezza lungo il crinale tra narrazione storica e suggestione gotica, costruendo un’atmosfera densa, inquieta e profondamente immersiva.

Ambientato nella Napoli di inizio Novecento, il libro trascina il lettore all’interno di un palazzo nobiliare che è insieme dimora e prigione, teatro di una vicenda che si dipana tra segreti, presenze misteriose e tensioni sotterranee.
“Forse la casa, e Napoli, erano il mio purgatorio in terra, o forse non avevo abbastanza fede per evitarmi interrogazioni e dubbi e il mio purgatorio ero io stessa.”
A palazzo dai Ribas: una famiglia ricca, anche di segreti
Protagonista della storia è Esterina, una giovane donna che giunge da lontano, dal Nord, per lavorare come bambinaia presso la famiglia Ribas. Fin da subito, il suo ingresso nel palazzo coincide con una sensazione di disagio sottile ma persistente, destinata a crescere pagina dopo pagina.
Il suo compito è prendersi cura di Malvina, la figlia della ricca coppia Giacomo e Porzia. È una bambina di sette anni nata con gravi menomazioni, il cui corpo porta i segni di una sofferenza che sembra averne deformato non solo l’aspetto, ma anche il destino.
Malvina è confinata nella sua stanza, lontana da sguardi esterni, quasi fosse un segreto da custodire o una colpa da nascondere.
Attorno a loro si muove una galleria di personaggi ben delineati: Orsola, sorella di Giacomo, figura ambigua e inquietante; Brigida, l’anziana madre, custode di una memoria familiare che pesa come una condanna; e la servitù, rappresentata dalla concreta Filomena e dalla giovane Marietta.
Tuttavia, la vera forza perturbante del romanzo risiede in una presenza indefinita, che inizialmente sembra appartenere solo all’immaginazione di Malvina, ma che progressivamente si insinua anche nella percezione di Esterina, complice il legame che si instaura tra le due, incrinando ogni certezza della donna.
“Giacomo non si recava mai nella stanza della bambina per non vederla. La trovava brutta, brutta al pari della morte, e per via di quella bruttezza – così come dio – non poteva amarla, e non l’amava. L’amore si assoggettava solo alla beltà? E perché non la vedevo più brutta, io, Malvina?”
Napoli: la città resa viva da una scrittura evocativa
La scrittura di Piera Ventre è uno degli elementi più riusciti dell’opera: incalzante, ricca di dettagli, capace di evocare immagini vivide e disturbanti.
Il lettore riesce quasi a vedere Malvina, con i suoi capelli radi e la pelle segnata, e a sentire il peso dell’aria chiusa della sua stanza. Allo stesso modo, si è trascinati dentro l’angoscia crescente di Esterina, in un crescendo emotivo che non concede tregua.
Napoli, con il suo caos, la sua vitalità e la sua oscurità, diventa il palcoscenico ideale per questa storia. Non è solo uno sfondo, ma una presenza viva, che amplifica il senso di disordine e fatalità che attraversa il romanzo. La città sembra rispecchiare, e al tempo stesso alimentare, le crepe interiori dei personaggi.
“[…] città di meraviglie e di invisibilità incantate, dove le facce della plebe – sporche, emaciate o pingui, celestiali e diaboliche – potessero mutarsi in capolavori d’arte sacra, immagini venerabili del divino. La fine del mondo era motivo di angoscia e scherno ovunque, ma a Napoli di più.”
Stella randagia: tra fascino e inquietudine, un romanzo “persistente”
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dal passato di Esterina, che l’autrice svela gradualmente, a puntate, mantenendo alta la tensione narrativa. Questo filo secondario si intreccia con la vicenda principale, arricchendola di significati e contribuendo a delineare un quadro complessivo intenso e coinvolgente.
‘Stella randagia’ è, in definitiva, un romanzo che affascina e inquieta, capace di mescolare generi diversi senza perdere coerenza. È una storia di reclusione e di sguardi negati, di presenze invisibili e verità taciute, che lascia nel lettore una sensazione persistente, come un’eco difficile da dissipare.
Eva Maria Vianello
Biografia
Piera Ventre è nata a Napoli e vive e lavora a Livorno. Con “Palazzokimbo” (Neri Pozza 2016) è stata finalista alla seconda edizione del Premio Neri Pozza e ha vinto il Premio Pavoncella. “Sette opere di misericordia” (Neri Pozza 2020) è stato selezionato al Premio Strega e ha vinto il Premio Procida. “Le stanze del tempo” (Neri Pozza 2021) è stato finalista al Premio Settembrini e al Premio Letterario Chianti.
Stella randagia
Piera Ventre
Editore NN Editore
Collana La Stagione
Genere Narrativa
Anno 2025
Pagine 336
