Finalmente Sanremo 2026 – serata finale chiude il sipario. L’ultima puntata ha chiuso con uno share del 68,8 per un totale di quasi 13,5 milioni spettatori. L’edizione 76 pertanto la ricorderemo, perché è da cancellare definitivamente dagli annali della kermesse. Un podio che fa discutere e lascia tutti sorpresi, riportandoci indietro a Nilla Pizzi o Orietta Berti
Mentre si festeggia, cadono le bombe, che non sono state abbastanza forti nello spegnere il clamore di Sanremo. Ieri, infatti, ci siamo svegliati con un magone in gola.

Nel mondo, infatti, imperversano scelte insensate, effettuate dai grandi potenti ormai totalmente in balia dei propri deliri di onnipotenza e ricerca del potere: Trump ha bombardato l’Iran e le notizie che ci arrivano non sono affatto confortanti. Carlo Conti, Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti hanno così fatto un appello prima che la kermesse iniziasse, esprimendo che tutti i bambini meritano di vivere in pace come gli adulti.
È, sì, una contraddizione in termini quella di dare parola alla musica, ma per coerenza e vicinanza alle vittime avremmo preferito sentir dire “tutti vincitori a pari merito“, “non andiamo in onda” per rispetto alle vittime.
Sanremo 2026: serata finale. Show must go on
Invece lo show va avanti, ça va sans dire: impensabile effettuare una scelta così drastica in un paese in cui questa manifestazione è considerata importante quasi quanto l’insediamento di un governo o l’elezione di un nuovo Pontefice, tanto per rimanere in ambiti che conosciamo bene.
Proprio in un Sanremo recente, Willie Peyote cantava nel suo brano “La locura” una celebre frase dalla serie “Boris”, del mai troppo compianto abbastanza Mattia Torre: “Un paese di musichette mentre fuori c’è la morte“.
Nino Frassica, è l’unico che sa fare comicità, è il suo pregio. Quella surreale, dalle frasi scontate, fatta di nonsense e di giochi di parole, eseguita con piglio puntuale e immaginifico. Le sue battute rendono la realtà più leggera e i suoi interventi sono gradevoli. Forse ci voleva lui tutte e cinque le serate? È un piacere seguirlo.
Giorgia Cardinaletti, giornalista, sale per la prima volta sul palco dell’Ariston. Lei se la cava molto bene: presenta i cantanti senza alcuna imperfezione. Educata, esce dai registri professionali, sfodera un sorriso smagliante e va oltre la scrivania del TG1.
Messaggi sul palco senza timore
Le performance non cambiano granché rispetto l’apertura della manifestazione. Tuttavia, sembra tutto stonato, fuori luogo. Sembra di vivere in una dimensione parallela: qui ridiamo e ascoltiamo musica, dall’altra parte del mondo si muore.
Ci vengono però in soccorso alcuni cantanti che provano a scardinare le ferree barricate: Leo Gassman, con coraggio, esprime senza esitazione, “Abbasso la guerra e le tirannie. W la pace e l’amore“, Ermal Meta alla fine della sua esibizione dice che la sua canzone “è per tutti i bambini silenziati dalla guerra“, mentre Nyat conia un nuovo motto: “W la cultura“.
Michele Bravi, invece, al termine della sua performance si sente molto imbarazzato per tutto ciò che sta accadendo nel mondo. Infine, Maria Antonietta & Colombre lanciano un bel messaggio: “Crediamo che la felicità e la pace siano un lavoro collettivo. Siamo tutti quanti responsabili. Questo è bello, perché possiamo fare qualche cosa, sempre. Fare la differenza.”
Sanremo 2026 – serata finale inoltre si trasforma il karaoke: si intona “E poi” di Giorgia. Altro da commentare? Il nuovo gingle sanremese, “È Sanremo, è Sanremo”, è orribile. Se nel 2025 abbiamo rifiutato l’idea di “Tutta l’Italia” come sigla di apertura, quest’anno non accettiamo che la cosa più aberrante e fastidiosa è che Conti motiva la platea sul ritmo dell’ultimo motivetto cantandoci su.
Dunque, noi ci schieriamo a favore del famoso “perché Sanremo è Sanremo” che vince su tutto: chiediamo se si può ripristinare, almeno è più orecchiabile.
Premi e passaggio di testimone
Premio alla Carriera ad Andrea Bocelli che per un po’ illumina la serata che sembra acquistare più smalto. La motivazione del premio ha invece il suono del già sentito e il tenore canta “Il mare calmo della sera” e “Partirò con te”, brano che ha vinto il Festival del ’94.

Il medesimo premio è stato consegnato anche ai Pooh, band che celebra i 60 anni di carriera. Sul palco del Suzuki stage, il noto gruppo pop si esibisce con “Uomini soli”, che nel 1990 ha vinto la kermesse.
A metà trasmissione Conti passa il testimone a Stefano De Martino, il quale sarà conduttore e direttore artistico del Festival 2027.
Viene dunque da chiedersi: con tutti i cantanti e cantautori che il nostro paese possiede, professionisti del settore musicale, con le carte in regola per ambire al posto appena conquistato dal conduttore di “Affari tuoi” e “Stasera tutto è possibile”, meritiamo proprio de Martino? Perché?
Una donna no? I tempi sono maturi per ribaltare una visone che dura da settantasei anni: sarebbe arrivato il momento per vederne una vestire tale ruolo.
Sanremo 2026: serata finale. Violenza di genere
Quanto manca alla fine? Nell’attesa, sul finale, viene infilato a casaccio un messaggio riguardo la violenza sulle donne. Sempre troppo tardi.
Comincia marzo e sappiamo bene che significato assume questo mese. Gino Cecchettin esprime tutto il suo impegno che ha che ha cominciato a seminare contro il fenomeno del maschilismo imperante grazie alla Fondazione che ha creato.
Le 2.00 di notte: troppe ore per una kermesse da dimenticare. Onore alla famiglia e saluti alle mamme
Abbiamo resistito fino alla fine con gli occhi a mezz’asta. La classifica è tuttavia giunta allo scoccare delle 2.00 di notte dopo ore di polpettone riscaldato. L’annuncio del vincitore è arrivato alle 2.15.

Prima, però, la Pausini si è esibita con un medley dei suoi successi. Bah: sarebbe bastato metterla nel mezzo della puntata. Finalmente l’edizione 76 della kermesse decreta Sal Da Vinci che si aggiudica la Palma dell’edizione 76, che volerà a Vienna per l’Eurovision, con la speranza che ci faccia fare bella figura.
Certo, con un pezzo da balera, ballabile ma dal sound vecchio e già sentito, cosa vogliamo aspettarci? Lui ha affermato che ci andrà. Poveri noi. Orietta Berti riderà sotto i baffi! Ci sarà da divertirsi.
La novità di quest’anno? I cantanti hanno oltrepassato la quarta parete per il piacere e il gusto di cantare tra il pubblico.
Dunque, Sanremo 2026 – serata finale è quello della famiglia e delle mamme: si chiude il sipario e ci si porta dietro un’edizione poco illuminante. Cosa pensare? Ancora non lo sappiamo. Lo scopriremo, dandovi appuntamento tra 365 giorni.
Laura Vespa e Annalisa Civitelli
Foto dal web
I Premi
Fulminacci: Premio della Critica Mia Martini
Serena Brancale: Premio Sala Stampa Radio TV/Web Lucio Dalla
Miglior testo: Premio Sergio Bardotti a “Male necessario” di Fedez-Masini
Miglior componimento musicale: Premio Giancarlo Bigazzi per “Che fastidio” di Ditonellapiaga
Premio Tim va a Serena Brancale, la più votata sui social.
Classifica: le prime cinque posizioni
Sal Da Vinci
Sayf
Ditonellapiaga
Arisa
Masini | Fedez
Sanremo 2026 – serata finale
Le esibizioni
Francesco Renga – Il meglio di me
Chiello – Ti penso sempre
Raf – Ora e per sempre
Bambole di Pezza – Resta con me
Leo Gassmann – Naturale
Malika Ayane – Animali notturni
Tommaso Paradiso – I romantici
J-Ax – Italia starter pack
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Serena Brancale – Qui con me
Patty Pravo – Opera
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Elettra Lamborghini – Voilà
Ermal Meta – Stella stellina
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Nayt – Prima che
Arisa – Magica favola
Sayf – Tu mi piaci tanto
Levante – Sei tu
Fedez & Masini – Male necessario
Samurai Jay – Ossessione
Michele Bravi – Prima o poi
Fulminacci – Stupida sfortuna
Luchè – Labirinto
Tredici Pietro – Uomo che cade
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Dargen D’Amico – AI AI
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
Eddie Brock – Avvoltoi
Sanremo 2026: serata finale
Televoto 34%, Sala Stampa TV e Radio 33%, Giuria delle radio 33%
Classifica: le prime cinque posizioni
Sayf
Sal Da Vinci
Ditonellapiaga
Arisa
Masini | Fedez
Nyat
Fulminacci
Ermal Meta
Serena Brancale
Tommaso Paradiso
LDA & Aka 7even
Luchè
Bambole di pezza
Levante
J-Ax
Tredici Pietro
Samurai Jay
Raf
Malika Ayane
Enrico Nigiotti
Maria Antonietta e Colombre
Michele Bravi
Francesco Renga
Patty Pravo
Chiello
Elettra Lamborghini
Dargen D’Amico
Leo Gassman
Mara Sattei
Eddie Brock
