Tra le mura di Recanati, Paolina Leopardi coltiva sogni che non osano varcare la soglia. Con ‘Paolina Leopardi. All’ombra del poeta’, Francesca Monaco restituisce voce e vita a una donna curiosa e appassionata, che trova nelle amicizie epistolari e nella forza dell’immaginazione una via di fuga dalle restrizioni di una famiglia soffocante: la stessa da cui proviene Giacomo Leopardi
“Non è in mio potere lasciare dopo di me un nome degno di associarsi a quello del nostro Giacomo, né sarei capace di giudicare delle opere di letteratura. Però ecciterà sempre la mia ammirazione e invidia qualunque persona del nostro sesso sia in grado di mostrare che noi non siamo nate soltanto per quello cui ci credono destinate gli uomini.”
Chi è stata davvero Paolina Leopardi? Per secoli la sua figura è rimasta ai margini della storia, avvolta nell’ombra ingombrante del fratello Giacomo, il poeta dei poeti. Eppure, nelle pagine di ‘Paolina Leopardi. All’ombra del poeta’, romanzo entrato a far parte della collana “Femminile Singolare” di Morellini Editore, che raccoglie romanzi biografici dedicati a grandi figure femminili della storia, l’autrice Francesca Monaco le restituisce voce, sogni, vita.

A narrare è la stessa Paolina, in prima persona. Non una figura passiva, né semplicemente la sorella di, ma una donna viva, appassionata, curiosa, eppure frenata da vincoli familiari che la stringono come catene.
Il palazzo di Recanati, in cui cresce, è una prigione dorata. La madre Adelaide, bigotta e incapace di gesti di tenerezza, vigila sulle sue giornate come un’ombra severa; il padre Monaldo, uomo di cultura, infonde nei figli la convinzione che il sapere sia l’unico scopo degno di essere perseguito, anche a costo della felicità. È questo il mondo che forgia Giacomo, ed è lo stesso che soffoca Paolina e gli altri fratelli, Carlo, Luigi e Pierfrancesco.
Si scopre così che lo studio matto e disperatissimo tradizionalmente associato al fratello Giacomo era in realtà una disciplina imposta a tutta la prole, e che toglieva spazio a sogni e libertà. Il sommo poeta, tuttavia, riesce ad allontanarsi dalla famiglia d’origine e a intraprendere una serie di viaggi per l’Italia, nel corso dei quali realizzerà le opere che lo hanno reso noto. Un destino che alla sorella Paolina, invece, non spetterà.
“Di altro non sono stata vittima, se non di una famiglia difficile che mi ha soffocata d’amore, dalla quale, ora, sono libera. Sono rimasta sola, ma ho tutta l’intenzione di godermi, anche se in ritardo, la stagione lieta della mia vita, quella giovinezza che la sorte mi ha rubato.”
Amicizie autentiche e autentiche epistole
Tuttavia, neppure i muri più alti riescono a contenere i battiti di un cuore inquieto. A salvare Paolina sono le amicizie femminili che intesse con pazienza e ardore: donne che scrivono, che cantano, che viaggiano.
Sono amiche di penna, compagne di desideri, che dalle loro lettere raccontano mondi lontani, esperienze, emozioni che Paolina non può vivere in prima persona ma che impara ad abitare con la forza dell’immaginazione.
Così, attraverso quelle parole, viaggia anche lei, sorvola mari e città, assapora l’esistenza negata. L’amicizia, per lei, diventa una forma di resistenza, una linfa capace di nutrire la mente e l’anima nonostante la clausura.
Francesca Monaco inoltre scandisce il romanzo facendo precedere ciascun capitolo da estratti di lettere autentiche: missive inviate a Paolina dalle sue amiche e dal fratello Giacomo.
Piccoli frammenti di vita vera che arricchiscono il racconto e che fanno sentire i lettori più vicini alla protagonista la quale, come tante donne dell’epoca e di oggi, passa gran parte della sua quotidianità a sperare nel vero amore.
Questo, però, le verrà negato dai genitori, più interessati a sistemarla con un partito considerato all’altezza e da uomini che, in lei, vedono solo un’occasione di trarre prestigio dal suo cognome.
“Dipingi, viaggia, canta, scrivimi. Facciamo lavorare la mente e tacere il cuore, che parla sempre più per tormentarci che per consolarci. Allontana il pensiero da chi non ti merita. E stai in guardia più che puoi dagli uomini. Dimostriamo che non siamo poi così infelici quanto essi suppongono e, soprattutto, guardiamoci bene dal prestar fede alle loro parole. La maggior parte di essi è indegna dei nostri sospiri.”
Anni luminosi, narrati con limpidezza
La scrittura di Monaco accompagna con dolcezza il lettore in questo universo di ombre e di piccole luci, senza mai cedere al sentimentalismo.
Il suo stile, misurato e limpido, si accorda alla perfezione con il carattere di Paolina: riservato, ma intensamente vibrante. Recanati, con i suoi salotti austeri e le sue stanze piene di silenzi, al contrario prende vita sotto gli occhi di chi legge, così come prendono vita i sogni soffocati della protagonista.
Eppure, nonostante le rinunce e i dolori, il destino le regala un tardivo riscatto. In età avanzata, dopo la morte dei genitori e del fratello Giacomo, Paolina può finalmente oltrepassare le mura di Recanati.
Viaggia per l’Italia, ripercorre i luoghi amati da Giacomo e incontra finalmente, di persona, alcune delle amiche che per anni l’avevano accompagnata da lontano. Ovunque vada, viene accolta come la sorella del poeta: in ogni città si organizzano manifestazioni e omaggi in suo onore.
Quella stessa notorietà che un tempo aveva sentito come un peso ora diventa carezza, gratitudine, riconoscimento. Gli ultimi anni della sua esistenza, infatti, scorrono circondati dall’affetto della gente, e Paolina trova una serenità che non aveva mai conosciuto prima.
“Non sono ancora abituata a circondarmi di gente, ma tutta questa confusione, invece di innervosirmi o stancarmi, mi fa sentire libera. Ho un bisogno estremo, quasi furioso, da soddisfare: quello di vedere cose sempre diverse, di provare emozioni forti, di respirare aria nuova.”
Paolina Leopardi. All’ombra del poeta: per chi brilla anche al buio
Paolina Leopardi vive i suoi ultimi giorni sapendo che Giacomo, con le sue parole immortali, ha compiuto un miracolo nei cuori delle persone – e che anche lei, a modo suo, ha lasciato un’impronta lieve ma incancellabile. La stessa che oggi, finalmente, giunge a noi grazie al romanzo di Francesca Monaco.
Così, ‘Paolina Leopardi. All’ombra del poeta’ non è solo il racconto di una donna dimenticata: è la celebrazione della forza taciturna di chi, pur costretto all’invisibilità, non smette mai di sognare.
È un tributo alle tante donne che, come in quell’epoca così anche oggi, nel silenzio riescono a nutrire un’esistenza interiore potente e luminosa.
Eva Maria Vianello
Biografia
Francesca Monaco, nata a Macerata e laureata in Scienze Politiche, vive a Recanati e si dedica da anni alla scrittura.
Con Trenta Editore ha esordito con il “Manuale di sopravvivenza agli uomini e ai dolci”, con Ventura Edizioni ha pubblicato “Ormoni & Limoni” e “Come ti cucino il virus. Diario di sopravvivenza a una pandemia”.
Per anni ha partecipato al progetto “Marche d’autore”, scrivendo racconti per antologie che percorrono la storia di una regione attraverso le opere di autori locali.
Dopo aver frequentato diversi corsi e la scuola di scrittura creativa di Sara Rattaro, “La Fabbrica delle Storie”, Morellini Editore ha pubblicato un suo racconto nell’antologia “Questione di scelte” e, in seguito, nei volumi “Ritratti di Donne” e “Le spietate”.
Sempre per Morellini, è tra le autrici del romanzo corale “La signora del terzo piano”.
Paolina Leopardi. All’ombra del poeta
Francesca Monaco
Edizioni Morellini Editore
Collana Femminile Singolare
Genere Biografia, Narrativa
Anno 2025
Pagine 224
