Al teatro Torlonia di Roma, dal 26 al 29 marzo, è andato in scena ‘Palma Bucarelli e l’altra Resistenza’, scritto e interpretato da Cinzia Spanò, con l’aiuto regia di Valeria Perdonò. La protagonista, illustre direttrice dalla Galleria d’Arte moderna e contemporanea, è conosciuta per aver salvato il patrimonio artistico dalle angherie dei nazisti e dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale
Quando abbiamo sentito parlare di Palma Bucarelli era il 2018 e su Rai3 andava in onda “Illuminate”, una serie che tuttora narra le donne della nostra storia: con la Signora dell’Arte italiana ci siamo lasciati avvolgere dal racconto della prima donna direttrice di un museo italiano.

Ricevuta la comunicazione riguardante uno spettacolo su questa grande personalità ci siamo recati a teatro senza indugio.
La donna che ha salvato il patrimonio artistico italiano
Su un palcoscenico, quasi spoglio, in cui trovano posto uno sgabello, una cassapanca e un telefono, alle pareti gli straordinari affreschi preesistenti del teatro, va in scena la vita della celebre direttrice della GNAM che Palma Bucarelli ha guidato dal 1942 al 1975.
La protagonista, a cui Cinzia Spanò dà corpo e voce, descrive gli anni in cui salvò l’immenso patrimonio artistico che le avevano affidato dalle ruberie dei nazisti, dagli orrori e dalle devastazioni della seconda guerra mondiale.
Dal carteggio con Paolo Monelli, inviato di guerra del Corriere della Sera e suo grande amore, affiorano momenti convulsi, difficili e dolorosi, grazie al reperimento di documenti, testimonianze e diari. Dietro il palco un enorme video riflette il cielo plumbeo della città eterna bombardata e offesa dalla guerra e dall’occupazione nazifascista.
Palma Bucarelli e l’altra resistenza: proteggere l’arte
Tutto comincia il primo settembre del 1939, giorno in cui Hitler invade la Polonia, e di conseguenza il Ministro dell’educazione nazionale Giuseppe Bottai invia un ispettore nei maggiori musei d’Italia per verificare il grado di sicurezza degli stessi.
Si scopre che, se fosse scoppiato il conflitto in Italia, che in quel momento si dichiarò non belligerante ma che, come è noto, entrerà in guerra nel 1940, nessun museo sarebbe riuscito a portare in salvo in pochi giorni le proprie collezioni d’arte.
Le opere d’arte di pittori e scultori come Botticelli, Bernini, Caravaggio, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Donatello e Dürer, tanto per citarne alcuni, vengono trasferiti in tutta fretta, dietro la regia della direttrice, nei sotterranei di Palazzo Farnese, a Caprarola e poi a Castel Sant’Angelo.
Resistenza artistica: contro il nazifascismo
Si tratta dell’altra Resistenza, come recita il titolo dello spettacolo, di Palma Bucarelli, di molti altri suoi collaboratori e amici che misero a rischio la loro vita per il bene artistico che oggi possiamo ancora ammirare nelle maestose sale della Galleria d’Arte moderna.
Un museo che, dopo la guerra, grazie alla direzione della Bucarelli, si è aperto al mondo con acquisizioni importanti di opere di Picasso, Pollock, Mondrian, Kandisky, Mirò e di molti altri.
In ‘Palma Bucarelli e l’altra Resistenza’ non mancano testimonianze, tratte dai suoi diari e dalle sue interviste televisive, sulla vita grama e desolante dei romani durante la guerra e l’occupazione nazifascista a Roma, le persecuzioni ebraiche e l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
Va inoltre ricordato, a pochi giorni dalla Liberazione, che la Bucarelli, come una vera partigiana, ha scritto e diffuso volantini contro l’invasione tedesca, che si faceva stampare alla storica sede del Messaggero di Via del Tritone.
Una donna audace, preparata e dal fascino indiscusso
Ma com’è riuscita la prima donna direttrice di un museo italiano in un’impresa così ardua e pericolosa? Molto fece il lavoro di squadra, ma il suo grande alleato fu, oltre all’audacia e alla preparazione, il suo indiscusso fascino.
Il pittore e critico d’Arte Gillo Dorfles la definì “donna bellissima nel senso completo della parola”, mentre il poeta Giuseppe Ungaretti, che la stimava assai, soleva dire che era “bella come una gatta siamese”, con cui aveva in comune un’intelligente e coinvolgente vitalità.
L’insieme emerge dall’ottima recitazione di Cinzia Spanò che dà voce alla protagonista con eleganza. La versatilità di toni e registri vocali utilizzati esaltano sia le descrizioni dei momenti concitati e desolanti dell’occupazione e della guerra sia l’apice emozionale quando esulta per la Roma liberata dagli americani.
Foto: Laila Pozzo
Teatro Torlonia
dal 26 al 29 marzo
Palma Bucarelli e l’altra resistenza
di e con Cinzia Spanò
Aiuto regia Valeria Perdonò
Allestimento tecnico Giuliano Almerighi
Video Francesco Frongia
Sound designer Alessandro Levrero
Scene e costumi Saverio Assumma De Vita
da una produzione originale del Teatro dell’Elfo
Produzione Effimera srl
