Il ‘Letterature festival internazionale di Roma’ si è svolto dall’8 al 16 luglio allo Stadio Palatino. Tutto è ruotato intorno al tema “Ritorni” e molti gli/le ospiti intervenuti/e che hanno intrattenuto la platea con interesse
Luglio, nella città eterna, è stato il mese di ‘Letterature festival’, svoltosi dall’8 al 19 luglio. Un appuntamento imperdibile per chi ama leggere e non solo, un evento giunto alla sua 24esima edizione che, col tempo, si è rinnovato, andando in scena in prestigiose location sempre diverse: la Basilica di Massenzio, la piazza michelangiolesca del Campidoglio, e da cinque anni, lo Stadio Palatino, all’interno del Parco archeologico del Colosseo, con il suo scenario mozzafiato.

Quel che non appare cambiato, però, è lo sforzo di individuare le più importanti voci letterarie di questi anni, la cui partecipazione alla storica manifestazione si è concentrata su un testo inedito che aderisce al tema scelto dal Festival, al fine di decifrare, con maggiori strumenti, la complessità del nostro tempo.
In questa edizione, curata come sempre da Simona Cives, si è parlato, e scritto, di ritorni, “tema che – secondo gli organizzatori – si può leggere anche in chiave attuale, attraverso il prisma della migrazione e dell’esilio, dove molti cittadini del mondo cercano di tornare alle proprie radici nei luoghi lontani dalle terre d’origine, e inoltre nella chiave più fosca dei ritorni ai nazionalismi che, in questi tempi, minacciano le relazioni tra i popoli, la crescita dell’Europa, il nostro sistema democratico”.
Non poteva mancare il richiamo all’”Odissea” di Omero, che, assieme all’”Iliade”, rappresenta la prima opera della testualità occidentale, scritta tremila anni fa, ma sempre così attuale.
Letterature festival: tra letture e interventi
A inaugurare la manifestazione la poetessa e scrittrice Mariangela Gualtieri, che ha letto delle poesie molto suggestive, poi è stata la volta dello scrittore ungherese László Krasznahorkai, vincitore nel 2015 dell’International Booker Prize e della scrittrice scozzese Ali Smith.
Ha chiuso la serata dell’8 luglio lo scrittore Paolo Nori, finalista al Premio Strega 2025, con “Chiudo la porta e urlo”. Sul palco del Palatino ha proposto un testo in cui ha ricordato una bella frase di Cesare Pavese: “Nel tuo paese c’è qualcosa di tuo che, se anche non ci sei, resta e aspetta il tuo ritorno.“
La sera del 9 luglio ha preso avvio con il racconto dei racconti, l’”Odissea”, interpretata dall’attore Tommaso Ragno, che ci ha ricordato i primi 300 versi del poema epico, nella traduzione recente di Guido Paduano:
“Raccontami, Musa, dell’uomo versatile che vagò tanto dopo avere distrutto la sacra rocca di Troia, vide molte città di uomini e ne conobbe la mente, nel suo animo soffri molte pene per mare, lottando per la sua vita e il ritorno dei suoi compagni, ma che per quanto lo desiderasse non riuscì a salvare i compagni. Morirono, stolti, per la loro follia, perché mangiarono le vacche del sole Hiperione ed egli tolse loro il ritorno(….) Lui solo lo tratteneva la ninfa Calipso, illustre dea in una grotta volendolo per marito, ma quando giunse il momento che gli dei destinarono , neppure a loro sfuggì alle prove Ne avevano pena tutti gli dei, tranne Poseidone.“
Il lungo peregrinare di Ulisse, dunque, non è solo un ritorno fisico a Itaca, ma un percorso di trasformazione interiore, un viaggio che lo cambia, lo svela a sé stesso e lo prepara a riappropriarsi della sua identità.
Sul palco si sono poi alternati il romanziere, poeta e drammaturgo olandese Ilja Leonard Pfeijffer, e Andrea Baiani, vincitore del premio Strega 2025, con “L’anniversario”, un romanzo che racconta ed esplora le complicate, e a volte tossiche, relazioni familiari.
Il testo inedito di Liz Moore, l’autrice americana de “Il mondo invisibile”, “Il peso”, selezionato per l’International IMPAC Dublin Literary Award, e “Il dio dei boschi”, uno dei bestseller americani del 2024, ha chiuso la serata.
Voce ai racconti
La data dell’11 luglio, invece, è stata caratterizzata da un racconto molto emozionante della scrittrice Elvira Mujčić, nata in Jugoslavia ed emigrata in Italia durante la guerra in Bosnia Erzegovina. È la storia di un giovane uomo che ricorda, con gli occhi del bambino che era, l’orrore della guerra, e il suo trasferimento in Italia grazie a un’adozione.
Interessante anche lo scritto di Benjamín Labatut, autore di “Quando abbiamo smesso di capire il mondo” e “La pietra della follia”, che, con “Maniac”, ha vinto il Premio Malaparte 2023 e il Premio Hemingway 2024.
Non ha deluso le aspettative neanche Jenny Erpenbeck, astro della letteratura tedesca contemporanea, autrice di “E non è subito sera” con cui ha vinto il prestigioso Hans Fallada Prize.
Ha concluso la serata Georgi Gospodinov, poeta e prosatore innovativo e raffinato. Lo scrittore bulgaro contemporaneo più acclamato ha letto un testo tratto dal celebre “Cronorifugio”, un romanzo che vede protagonista Gaustin, un bizzarro personaggio che vaga nel tempo, e inaugura, a Zurigo, una clinica del passato per chi ha perso la memoria con l’intento di aiutarli a riappropriarsi dei propri ricordi, perché senza non siamo niente.
Letterature festival: gli anniversari
Il maltempo, che si è abbattuto su Roma, ha fatto saltare gli appuntamenti del 13 luglio, data dedicata ad Andrea Camilleri, nel centenario dalla sua nascita, “che verrà – ha assicurato Simona Cives – proposta nei prossimi mesi”.
Il 15 luglio, inoltre, si è celebrato un altro importante anniversario: i cento anni dalla nascita di Flannery O’Connor. Per l’occasione l’attrice Isabella Ragonese ha letto un testo inedito della maestra della letteratura statunitense, che ha scandagliato la condizione umana nell’America del sud.
È stato declamato anche il racconto inedito, preparato da Murata Sayaka, scrittrice giapponese di fama mondiale, che non ha potuto essere presente per problemi di salute. Poi è stata la volta di Éric Reinhardt scrittore francese, drammaturgo e curatore di libri d’arte, e di Nicoletta Verna, autrice del pluripremiato “I giorni di vetro”.
Le parole dei/delle protagonisti/e: verso il finale
Il 16 luglio ha aperto la manifestazione Vivian Lamarque, grande poetessa e scrittrice, che ha reso omaggio a Pier Paolo Pasolini, a cinquant’anni dalla sua morte, con una poesia molto intensa. Si è esibito sul palco del Palatino anche Eshkol Nevo, tra gli scrittori israeliani più noti sulla scena letteraria internazionale, autore del bellissimo “La simmetria dei desideri”.
È intervenuta poi Nadia Terranova, scrittrice italiana molto letta e finalista al premio Strega. La conclusione è stata affidata ad Azar Nafisi, scrittrice e docente iraniano-americana, nata nel 1955 a Teheran, dove ha insegnato letteratura fino alle restrizioni imposte dal regime. Storia che ha raccontato, in parte, nel suo bestseller “Leggere Lolita a Teheran” (Adelphi, 2004), tradotto in 32 lingue. Dal romanzo è stato tratto anche un film, vincitore di parecchi premi
Dopo le serate allo Stadio Palatino, l’ultimo evento, legato al Festival si è svolto il 19 luglio all’Idroscalo di Ostia con Nicola Lagioia, autore di “Riportando tutto a casa” (Premio Viareggio-Rèpaci, Premio Vittorini, Premio Volponi). Lo scrittore pugliese ha parlato di un argomento, purtroppo, molto attuale: la guerra.
Lagioia ha ripercorso la storia della letteratura dalla “Genesi” all’”Iliade”, da Pier Paolo Pasolini a Simone Weil a Elsa Morante, provando a leggere l’umana attitudine alla distruzione come una malattia della specie: “La guerra come malattia della specie. La mutazione antropologica come condanna.“
Anna Merola
La cura degli interventi artistici e la regia sono di Fabrizio Arcuri
I contributi musicali che impreziosiranno le serate sono a cura dei Mokadelic
Letterature Festival è promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale
A cura dal Dipartimento Attività Culturali
Coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura
in collaborazione con
Biblioteche di Roma, Parco Archeologico del Colosseo, Fondazione Maria e Goffredo Bellonci Liquore Strega
