‘L’antro di Proteo. Studi sul mondo classico’ è una raccolta antologica di saggi brevi, edito da Progetto Cultura, e curata da Francesca Innocenzi. Il testo ha il pregevole merito di riportare alla luce i mille segreti della civiltà antica, forieri di verità e di miti senza tempo, ancora così necessari per comprendere noi stessi e la complessità del mondo in cui viviamo
“La maschera ha rappresentato, da sempre, il calarsi in una dimensione diversa, dove anche il carnevalizio giocare un ruolo, ci riporta a una fuga, più o meno iniziatica, da sé e dalla propria personalità, più evidente nelle componenti rituali nelle società tribali e che, nell’antica tragedia, rivestiva funzioni magico-simboliche di complessa decifrazione, ben più ampie della semplice assegnazione delle parti.”
Predisporsi alla lettura de ‘L’antro di Proteo. Studi sul mondo classico’, edito da Progetto Cultura, una miscellanea che tratta la solidità di temi universali come la poesia, la filosofia, le attualizzazioni e i riusi della classicità da Dante a Giacomo Leopardi, è come rifugiarsi nell’antro di Proteo, divinità marina che compare nel quarto libro dell’”Odissea”, a cui era stato elargito il dono di conoscere ogni verità passata, presente e futura, ma che concedeva oracoli solo se costretto.

Sprazzi di luce che riportano in vita mondi rivelatori di segreti profondi a chi sa accostarcisi con perseveranza, curiosità e apertura mentale.
L’antro di Proteo: le tematiche della cultura classica
Il volume, che contiene una raccolta di studi sul mondo antico, è stato presentato in occasione della terza edizione del Premio/Festival di poesia “Paesaggio Interiore” (2023), comprendente anche una sezione dedicata ai saggi brevi sulla letteratura greco-romana. L’opera, infatti, tratta i temi più disparati della cultura classica, attraverso sette interessanti contributi.
Gabriella Cinti si sofferma sulla poesia e la magia del mondo ellenico, ricordando il potere enorme della parola e la sua eterna funzione creatrice; Graziella Enna, invece, parlando dei Persiani sconfitti, individua il dolore come l’unica via per imparare a vivere in assenza di saggezza.
Francesca Favaro, piuttosto, riflette sull’epigramma dell’età ellenistica, concentrando la sua analisi su Meleagro di Gadara, poeta greco, vissuto tra il II e I secolo a.C., per il quale la vita, che raccontava attraverso i suoi versi, “era una ghirlanda di fiori“, che la raccolta di poesie, come un calligramma, riproduce.
Le visioni del mondo attraverso la scrittura
Anche Francesca Innocenzi, la curatrice dell’intera raccolta antologica, è autrice di uno dei sette saggi in cui riflette sul rapporto tra religione e magia, specificando che “per gli egiziani e gli assiri non vi era alcuna differenza tra i due temi; la pensavano invece, in modo diverso i greci e i romani che consideravano i maghi dei veri e propri ciarlatani”.
E a proposito dei nomi divini l’autrice spiega che “se Aristotele riteneva che le parole avessero un rapporto puramente accidentale con le cose, gli stoici all’opposto, pensavano che i primi uomini avessero imitato consapevolmente la natura delle cose nei vocaboli.”
Luciano Innocenzi, invece, si sofferma sull’importanza di Caio Cesio Silvestre, soldato romano ai tempi dell’imperatore Antonino Pio, curatore delle vie e dei ponti dell’Umbria e del Piceno, che si distinse anche per il grande contributo dato alla sua comunità (I e II sec. D.C.)
L’antro di Proteo: il talento di Leopardi
Paola Morelli pone la sua attenzione su un aspetto di Giacomo Leopardi, spesso trascurato, concernente la filologia, di cui era maestro. Talento che, però, non sfuggì al grande classicista Pietro Giordani che intrattenne con il poeta di Recanati un intenso e proficuo scambio epistolare e del quale fu amico, e per alcuni versi, mentore.
L’autore de “L’infinito” fu dunque poeta, filosofo, ma anche esegeta del mondo antico, interprete e traduttore di classici, con un approccio nuovo, e certamente poco istituzionale, ma piuttosto interiore verso la disciplina.
Tra gli scrittori e i poeti classici non poteva di certo mancare Dante, del quale Marco Angelo Pio Sozzo coglie lo stretto legame con Virgilio, evidenziando analogie tra l’Eneide e la Divina Commedia, in particolare con il Purgatorio.
Il dubbio dell’inutile
Per resistere alle insidie che minacciano la sapienza dal pericolo dell’incomprensione e della semplificazione, occorre farsi tutti i giorni un incantesimo
A tal proposito, molto evocativo appare l’ultimo saggio, a cura di Davide Susanetti, incentrato sul valore della philosophia che – appunto, per spiegare tali pericoli, riporta parte del discorso della Medea di Euripide ancora così tragicamente attuale.
“Un uomo saggio e avveduto – ammonisce Medea – non dovrebbe mai istruire i suoi figli oltre misura: si guadagnano fama di perditempo oltre all’invidia e all’odio dei concittadini. Se proponi qualcosa di nuovo agli ignoranti diranno che sei un uomo inutile(…) ecco questa è la mia sorte. Per il mio sapere c’è chi mi invidia e chi mi odia”.
“Nell’Atene classica – scrive Susanetti – la città non vuole Sophia, non vuole nuovi saperi e nuove conoscenze che rimettano in discussione gli assetti del potere e delle istituzioni. Non vuole nulla che metta in dubbio quell’ordine consueto della vita. L’amore della sapienza è certo inutile nel tempo della polis e dei suoi affari.”
Susanetti prosegue: “La megiste mousike, la musica suprema, vive di un altro tempo e di un’altra attesa dove lo strazio e il dolore sono inevitabili: la sofferenza di chi abituato alle ombre della caverna di Platone e abbagliato dalla luce di ciò che sta fuori di essa, la vertigine di chi, forte di quella visione, si deve riabituare all’oscurità per tentare di dire ciò che ha visto.”
Termina: “Solo chi abbia affrontato quel pathos e abbia visto, può essere certo che tutto quello non era inutile, che quella Musa suprema non era uno bisbigliare relegato in un angolo”.
Nel frattempo – riflette Susanetti – rimane il dubbio dell’inutile, rimane il pericolo dell’incomprensione, rimane la paura. Per resistere, occorre farsi, tutti i giorni, un incantesimo: l’”incantesimo del mito e della megiste mousike, come Socrate suggerisce dalla sua cella di condannato a morte”.
La varietà di contenuti
‘L’antro di Proteo. Studi sul mondo classico’ ci ha donato suggestioni e considerazioni in molti ambiti del sapere, svelandoci miti e temi eterni ancora, e sempre, attuali; ci ha fornito la chiave di lettura di molti mali del nostro tempo e ha individuato alcuni degli atteggiamenti giusti per affrontare la complessità della vita.
Ci ha ricordato di alimentare la dottrina del dubbio, e dunque di prestare fede agli insegnamenti e alle riflessioni della cultura greco-romana.
Seppur nella varietà dei contenuti dei diversi saggi, si intravede in tutti gli autori uno sforzo comune, volto a rendere sempre più affascinanti e decifrabili i temi della classicità antica alfine di un loro riuso nella società attuale.
La scrittura degli autori è chiara ed efficace, molto analitica e, in molti casi, discorsiva. I temi sono stati scelti con cura e argomentati in modo completo.
Ci sentiamo di consigliare ‘L’antro di Proteo’, soprattutto a chi ha voglia di approfondire, riconnettendosi ai miti e alle storie senza tempo che offrono infiniti spunti di riflessione, fornendoci gli strumenti per rileggerli in chiave moderna.
Anna Merola
Biografia
Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona). Di formazione antichista, è autrice di poesia, prosa e saggi. Nel 2023 è uscita in Romania la sua plaquette bilingue “Halou de toamnǎ / Alone d’autunno” per Edizioni Cosmopoli di Bacǎu; nel 2024, in Colombia, “Formulario para la presencia” (Ediciones Letra Dorada).
Per Edizioni Progetto Cultura ha diretto una collana di poeti esordienti, “La scatola delle parole”, tra il 2007 e il 2012, e curato alcune pubblicazioni antologiche, tra cui “Versi dal silenzio. La poesia dei Rom” (2007); “L’identità sommersa. Antologia di poeti Rom” (2010); “Il rifugio dell’aria. Poeti delle Marche” (2010).
È redattrice del trimestrale di poesia “Il Mangiaparole”, della rivista online “Poesia del nostro tempo” e collabora con vari blog letterari con recensioni e articoli sulla letteratura e sulla mitologia greco-romana e sulla poesia contemporanea.
Ha ideato e diretto il Premio di poesia “Paesaggio interiore” e attualmente è direttrice artistica dell’omonimo Festival.
L’antro di Proteo
Studi sul mondo classico
Francesca Innocenzi
Edizioni Progetto Cultura
Collana Saggi
Genere Saggistica
Anno 2024
Pagine 128
