Fino allo scorso 24 gennaio, Fortezza Est, uno dei teatri più prestigiosi della scena off romana, ha ospitato ‘La singolarità’, un interessante lavoro che racconta in maniera approfondita e toccante il disturbo da accumulo compulsivo
Disposofobia è il nome scientifico del disturbo di accumulo: chi ne soffre tende a conservare qualsiasi oggetto fino a rendere impraticabili gli spazi in cui vive, i quali si trasformano in depositi zeppi di ciarpame.

Questo fenomeno così singolare e doloroso diventa il tema centrale di ‘La singolarità’, un interessante e valido spettacolo firmato dal collettivo Algo Ceiba che, richiamando il teatro di ricerca, racconta degli episodi ispirati a storie realmente accadute di accumulatori seriali.
La singolarità: uno spettacolo che parla come uno psicologo
In breve tempo, la messinscena diventa una sorta di trattato psicologico sulle motivazioni che innescano la disposofobia e, come è facile immaginare, si arriva alla conclusione che quella mania è generata dal terrore di sentirsi soli e della paura di perdere qualcosa che rappresenta una parte di se stessi.
Attraverso la successione delle scene, l’analisi diventa ancora più ampia e certifica il disturbo come una manifestazione di un comportamento umano della nostra epoca attuale che sente sempre di più la paura della privazione, della mancanza di qualcosa alla quale neppure noi sappiamo dare un nome.
I tre protagonisti dell’opera Nadia Fin, Gabriele Ratano e Francesco Savino, tre ottimi attori che nel corso della narrazione riescono a essere nello stesso tempo interpreti e conduttori di quello che, tra una scena e l’altra, diventa quasi un dibattito.
Un ottimo esempio di drammaturgia contemporanea
Nella sua globalità la performance risulta piuttosto disordinata ed eterogenea, tuttavia ciò che si vuole dichiarare e comunicare arriva in modo chiaro alla platea.
‘La singolarità’ è un ottimo lavoro, creato su un linguaggio tipico della drammaturgia contemporanea e ideato per accendere una forte luce su una condizione psicopatologica che, tra i più drammatici, diventa una fonte di violenta pena per chi ne soffre e per chi a quest’ultimo è accanto.
Gabriele Amoroso
Fortezza Est
dal 22 al 24 gennaio
La singolarità
uno spettacolo del collettivo Algo Ceiba
Drammaturgia Riccardo Tabilio
Messa in scena Dario Aita ed Elena Gigliotti
con Nadia Fin, Gabriele Ratano e Francesco Savino
Aiuto regia Gianluca Fischetto
Coreografia Luca Piomponi
Luci Chiara Saiella
Musiche originali Tommaso Grieco
