Alessia Pizzi nella raccolta ‘La poesia non può ferirmi’ pubblicata da Eretica Edizioni affronta malinconia, dolore, passione ed erotismo esplorando la dimensione del sogno
‘La poesia non può ferirmi’ è la nuova raccolta di poesie di Alessia Pizzi pubblicata da Eretica Edizioni. L’autrice dedica il libro a Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio, nota alla cronaca per il suo omicidio che ha scosso l’Italia, generando manifestazioni di massa.

Ogni componimento, pertanto, diventa una soglia da attraversare: il dolore non viene negato, ma accolto e trasformato in immagini sospese tra realtà e sogno, dove la parola poetica diventa ricerca, rifugio e possibilità di rinascita.
La poesia non può ferirmi: la ritrovata contemplazione
In un’epoca artificiale, dove tutto è rapido, la poesia appare come il simbolo di una ritrovata contemplazione.
È l’autrice stessa a scriverlo nell’introduzione: “La poesia non può ferirmi è una raccolta di versi sulla contemplazione, dolceamara, della vita, è il manifesto dell’inazione poetica in un mondo decisamente troppo frenetico”.
Se da un lato i versi sono conforto e protezione, dall’altro diventano come qualcosa da cui distaccarsi. La Pizzi vive dunque uno stato altalenante che la porta a transitare in tensioni espressive oscillanti.
La silloge così sembra un flusso onirico che sfuma nel ricordo.
La scrittura necessaria
La scrittura è necessaria, ma ha un sapore dolceamaro difficile da comprendere: “Sono fogli di vita/che non strappo:/sono fogli scritti/da me, mentre tu/sceglievi il foglio bianco”.
Quel camminare la vita è un procedere con consapevolezza, alla luce di una sera estiva, nella solitudine. La poesia scorre come una successione di esperienze che ritraggono sogni, desideri e speranze.
La presenza del gatto, inoltre, è simbolo universale di indipendenza e grazia, associato alla protezione.
Il miagolio lontano di un gatto è qui certezza
Particolare il componimento “Fantasmi dell’universo”, in cui un verso viene ripetuto a ritornello come se fosse un testo di canzone: “E penso al tuo pene nella sua vagina”.
Irriverente, insolita, ma sempre vera è la poetica di Alessia Pizzi che non si nasconde, ma trasuda di pensieri incandescenti: “Strido/come le ruote di un carrello/della spesa”.
Una mattina sa di futuro ed è questo che riesce a fare la poesia, muoversi continuamente, con lo sguardo attento al domani. Nonostante le difficoltà, nel limbo tra buio e luce, l’esistenza è continua scoperta, un viaggio da compiere con fiducia e curiosità.
L’amore è un mantello, è protezione, rifugio così come lo è la poesia: Alessia Pizzi cerca di recuperare se stessa attraverso la parola, riemerge dai suoi terremoti, impara a ricostruire un io frammentato, ferito, dilaniato e lo fa mettendo il cuore al centro.
Michela Zanarella
Biografia
Alessia Pizzi è nata a Roma nel 1988. Si è laureata in Filologia Classica presso l’Università di Roma Tre dopo un soggiorno di ricerca ad Oxford dedicato allo studio delle voci femminili in età ellenistica.
È giornalista, Direttrice del sito Culturamente.it e Consulente di Digital Marketing.
Nel 2020 ha pubblicato “Qualcuno si ricorderà di noi”, un corto teatrale in cui Google, aiutato da Saffo, risveglia le poetesse greche Erinna, Anite e Nosside per avvisarle che è il momento di essere ricordate.
Nel 2021 ha lanciato poetessedonne.it, un sito che continua e amplia il lavoro del libro, dando voce alle poetesse del presente e del passato.
Alessia Pizzi
La poesia non può ferirmi
Editore Eretica Edizioni
Collana Quaderni di poesia
Genere Poesia
Edizione 2026
Pagine 88
