Patrizia Casagrande
“Quello di Pasolini è un pensiero di libertà vera, reale, concreta, basato sul senso di rispetto per se stessi e per gli altri“
Patrizia Casagrande, attrice, regista teatrale, docente di recitazione e speaker del programma radiofonico “Non c’è più la mezza stagione” su Radio Roma Sound, ha alle spalle numerosi spettacoli come lavori in tv e cinema.

Domenica prossima, il 26 ottobre, l’artista sarà in scena con il reading teatrale “Semplicemente Pasolini” al teatro Sala Vignoli nel quartiere Pigneto di Roma.
L’evento, ad ingresso libero, si inserisce all’interno del denso programma del “Run – Il Festival che fugge dal centro” che vede alla direzione artistica Gina Merulla.
Omaggio a Pasolini
La lettura “Semplicemente Pasolini” vuole essere un omaggio a una delle figure più influenti della cultura italiana del Novecento. Capita a distanza di 50 anni dalla sua morte avvenuta il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia.
Patrizia Casagrande ci racconta cosa c’è dietro il suo lavoro e ciò che Pasolini ha suscitato in lei: dalla ricerca effettuata al senso di libertà, di lucidità e di coerenza che l’intellettuale ha sempre sostenuto lungo l’arco della sua esistenza.
La Casagrande, inoltre, esprime l’importanza di conoscere Pasolini oggi e quanto il teatro sia terapeutico per tutti.
Pier Paolo Pasolini, inafferrabile poeta, regista intenso e visionario, prolifico scrittore, intellettuale spesso scomodo, pittore, drammaturgo, tuttora è ritenuto un uomo indelebile nella storia della cultura italiana e nel cuore di tutti noi.
Ha infatti lasciato un’eredità immensa e preziosa che l’Italia è pronta a celebrare in questi mesi.
Patrizia Casagrande, “Semplicemente Pasolini” è un reading teatrale a 50 anni dalla morte del grande intellettuale, regista e scrittore. Un appuntamento in cui lei racconterà la poetica e le idee di Pier Paolo Pasolini attraverso stralci delle sue interviste. Qual è stato il lavoro di ricerca e di studio su un materiale probabilmente immenso. Su cosa si è focalizzata?
“In effetti non è stato facile, ma ho cercato di creare una sorta di viaggio tra i suoi ricordi familiari, i suoi progetti letterari, poetici, cinematografici, il suo impegno politico, lasciandomi trasportare non solo dall’emozione di riascoltare la sua voce nelle tante interviste, ma anche le musiche e le canzoni che sono legate a lui e per le quali lui stesso ha scritto i testi.”
Pasolini è stato un sostenitore del concetto di libertà su tante tematiche della nostra società, soprattutto per ciò che riguarda la libertà di pensiero, di comunicazione e di stampa. Oggi, a 50 anni di distanza, nonostante i mezzi avanzati, c’è quasi un retrocedere rispetto a questo aspetto. Lei che ne pensa?
“Pasolini ha anticipato con enorme lucidità i risultati inevitabili di una mancata libertà di pensiero e di ciò che può ingenerare una propaganda sistemica e sistematica. E purtroppo, a mio parere, il dato sconfortante è che mai come oggi stiamo vivendo un terribile acutizzarsi di queste dinamiche. Per questo è importante recuperare e non dimenticare i suoi pensieri. Citando le sue testuali parole: ‘Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza’.”
Oltre a far parte del programma del Festival Run, “Semplicemente Pasolini” rientra nel programma “PPP Visionario” anch’esso promosso da Roma Capitale. A suo avviso, qual è l’aspetto più visionario di Pier Paolo Pasolini?
“L’aver cercato di affermare la poeticità, l’oniricità, la forza intrinseca della realtà. Come lui stesso ha detto, ‘un albero fotografato è poetico, un volto umano fotografato è poetico perché la fisicità è poetica in sé, perché è un’apparizione, perché è piena di mistero, perché è piena di significati polivalenti’.”
“Pasolini ha anticipato con enorme lucidità i risultati inevitabili di una mancata libertà di pensiero e di ciò che può ingenerare una propaganda sistemica e sistematica.”
Se dovesse immaginare di intervistare Pier Paolo Pasolini oggi, cosa gli chiederebbe?
“Gli chiederei come è riuscito a trovare la forza di essere sempre coerente con la sua natura, con la sua idea profonda e radicata di libertà, da battitore libero, senza mai identificarsi con una corrente culturale, un partito, un’ideologia, ma continuando contro tutto e tutti ad affermare solo e sempre il proprio diritto di essere se stesso, semplicemente Pasolini.”
Perché è importante che i giovani d’oggi conoscano il pensiero di Pier Paolo Pasolini?
“Perché è un pensiero di libertà vera, reale, concreta, basato sul senso di rispetto per se stessi e per gli altri, di non conformità al sistema, di cultura come riscatto e conoscenza, senza però tradire mai le proprie radici.”
Cosa rappresenta per lei il teatro? Quali emozioni suscita in lei?
“Per me il teatro rappresenta un mezzo per conoscere e condividere questa conoscenza, per emozionarmi e donare queste emozioni, qualunque esse siano; una risata, una lacrima, un senso di fastidio, un’angoscia. Un modo per non smettere mai di crescere restando sempre un po’ bambina.”
Possiamo affermare che il teatro è terapeutico? Perché?
“Insegno teatro da tanti anni, lavorando sia con gli adulti sia con i ragazzi. Credo profondamente nel suo valore terapeutico perché ci mette in contatto con noi stessi e con gli altri, scoprendo soprattutto quelle corde interiori che non pensavamo di avere o avevamo seppellito. Fare teatro è terapeutico ma anche andare a teatro lo è. Penso sempre che ogni spettacolo debba essere un piccolo, prezioso viaggio, al termine del quale dobbiamo sentirci diversi rispetto a quando lo abbiamo iniziato.”
Luisella Polidori
Ringraziamo Patrizia Casagrande per la disponibilità all’intervista e per averci fatto conoscere più da vicino il suo progetto.
