‘Il colore delle foglie d’autunno’ di Sergio Sinesi tratta di radici, memoria e verità taciute. Attraverso il viaggio di Vittoria nel passato della sua famiglia, l’autore intreccia storia privata e tragedie del Novecento, dando vita a un racconto intenso, urgente, capace di far riflettere anche sul presente. Non mancano però sbavature nella forma del testo
“Mi dico sempre che Schubert non è mai banale. Ed è molto romantico. Però, bisogna stare attenti, il romanticismo ti porta a stare a un metro da terra, c’è il rischio di vivere al di fuori della realtà. Ma quello che stavo apprendendo sulla mia famiglia mi riportava decisamente nella realtà. Sembrava che nella melodia della mia vita si fossero inserite note atonali, diacroniche, che disturbavano il pensiero.“
Con ‘Il colore delle foglie d’autunno’, pubblicato da Il ramo e la foglia edizioni nel gennaio 2025, l’autore Sergio Sinesi sembra porre una domanda: chi siamo davvero, e cosa resta di noi quando le verità che hanno costruito la nostra identità cominciano a scricchiolare?

Ce lo chiede raccontandoci la storia di Vittoria, violoncellista di trent’anni residente a Milano, la cui vita ordinaria viene sconvolta quando una busta indirizzata a sua madre Clara riporta alla luce verità sepolte sulla sua famiglia.
Dentro la busta, alcune fotografie: una in particolare mostra un gruppo di giovani, e tra loro Samuele, il padre che Vittoria non ha mai conosciuto perché morto poco prima della sua nascita.
La foto è la scintilla che costringe la madre di Vittoria a rivelare ciò che per anni aveva taciuto: frammenti di una storia familiare intricata e dolorosa, attraversata dagli orrori del Novecento.
In questo mosaico riemerge anche la figura dello zio Vittorio, da cui la protagonista prende il nome, fratello della madre e migliore amico del padre Samuele. Un uomo complesso, contraddittorio: fascista convinto, ma pervaso da un affetto sincero verso Samuele e sua sorella Miriam, di origini ebraiche. Una fedeltà che gli è costata cara.
Da queste prime rivelazioni prende avvio il viaggio della protagonista, un percorso sia geografico sia interiore, alla ricerca delle sue radici. Un viaggio che ricorda, per atmosfere e tensione emotiva, quello di Jonathan in “Ogni cosa è illuminata” di Jonathan Safran Foer.
“Quando rivolgi lo sguardo al tuo passato vorresti fosse come un cielo sgombro da nubi, ma se queste appaiono, perché succede che appaiano, devi comportarti come il vento: spazzarle via. Conoscere ciò che ami, fa la differenza.”
Il colore delle foglie d’autunno: come ieri, così oggi
Attraverso incontri, testimonianze e luoghi attraversati da memorie lacerate, Sinesi ricostruisce gli ingranaggi della violenza nazifascista e dei campi di concentramento. Lo fa con crudezza e intensità, ma senza mai cadere nella presunzione di restituire ciò che non può essere raccontato da chi non l’ha vissuto.
Il romanzo insiste infatti su un monito ricorrente: non è possibile immedesimarsi davvero nell’esperienza dei campi. Si può solo ascoltare, comprendere e vigilare affinché l’orrore non si ripeta. È un messaggio veicolato da più di un personaggio che Vittoria incontra lungo il cammino, e che offre spunti di riflessione sulla tragedia contemporanea del conflitto israelo-palestinese.
Infatti, pur non essendo chiaro se l’intenzione dell’autore fosse questa, alcuni passaggi descrivono in maniera puntuale l’assenza di memoria di un popolo che ha vissuto sulla sua pelle un crudele, insensato genocidio, per poi compierne uno a sua volta sulla pelle altrui. Esempi dei suddetti passaggi sono:
“Sapendo ciò che è loro accaduto […] non fare quello che abbiamo fatto noi, coltiva le tue speranze senza far male al prossimo.”“[…] per i giovani come me ricordare significa vegliare in modo che quanto è accaduto non possa accadere di nuovo, ricordare queste cose è come riprodurre dentro di noi degli anticorpi che ci fanno comprendere e resistere a chiunque voglia riportarci indietro a tempi come quelli.”
“Certamente assurda è l’ostentazione di potenza degli uomini, e questi relitti di pietra dimostrano sì un passato da ricordare, per non ripeterlo, ma anche la stupidità nel voler sopraffare i nostri simili. Ciò che sembra inevitabile oggi, col tempo si rivela sciocco.”
Potente nel contenuto, più debole nella forma
Accanto al percorso storico e identitario, scorre quello personale di Vittoria, violoncellista in un quartetto specializzato in sonate di Schubert.
Il fidanzato Marco compare ai confini della storia, e proprio questa marginalità permette di cogliere con finezza come la loro relazione si modifichi man mano che Vittoria si avvicina alla verità su se stessa.
Non è la trama sentimentale a guidare il romanzo, bensì è interessante vedere come l’evoluzione emotiva della figura femminile abbia conseguenze nella sua vita affettiva, quasi per risonanza.
Passando alle critiche, queste riguardano soprattutto la forma. Qua e là, infatti, emergono problemi di editing che appesantiscono la lettura: virgole tra soggetto e verbo, incongruenze nei tempi verbali (“Il suo appartamento era enorme, vedevo locali ovunque, sembrava avessero compresso quello dove alloggio io per far posto a questo“) , pronomi al maschile riferiti a personaggi femminili (“gli presi le mani“, “quel dovergli cavare fuori ogni cosa“, “come se vedesse qualcosa passargli davanti” in riferimento alla madre di Vittoria, o ancora “la morte non attende, anzi, siamo noi a dargli una mano“).
Un occhio redazionale più attento avrebbe di certo giovato alla scorrevolezza del testo. Nonostante queste sbavature, ‘Il colore delle foglie d’autunno’ rimane un utile strumento di conoscenza e riflessione.
Un ponte tra memoria e presente, e un invito a interrogarsi su ciò che ereditiamo e su ciò che scegliamo di portare con noi. Sinesi firma un romanzo che emoziona, fa riflettere e soprattutto ricorda quanto sia necessario, oggi più che mai, continuare a vegliare su ciò che non deve andare perduto.
Eva Maria Vianello
Biografia
Sergio Sinesi è nato nel 1953, è pugliese d’origine e vive in provincia di Milano.
Ha pubblicato i romanzi “In bianco e nero” (VJ Edizioni, 2018), “La vita che sfugge” (Montag, 2020), “Il segreto di Lübeck” (Argentodorato, 2023) e la raccolta di racconti “Un attimo che mi sposto” (Calibano editore, 2024).
Il colore delle foglie d’autunno
Sergio Sinesi
Editore Il ramo e la foglia edizioni
Collana Romanzi
Genere Narrativa
Anno 2025
Pagine 216
